Il Baldacchino di San Pietro è la monumentale struttura barocca che Gian Lorenzo Bernini costruì tra il 1624 e il 1633 (inaugurato da Papa Urbano VIII) per l’altare maggiore di San Pietro. Alto 28.5 metri costruito in: marmo, bronzo, calcestruzzo, doratura, si trova nella Basilica di San Pietro Città del Vaticano, Roma.

Il Bernini ricevette l’incarico da Papa Urbano VIII Barberini, salito al soglio pontificio nel 1623, chiese allo scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini di realizzare un imponente baldacchino da porre sotto la cupola michelangiolesca e sopra il transetto, per coprire l’altare maggiore.

La struttura del Baldacchino sorge sotto la Cupola progettata da Michelangelo Buonarroti. Gian Lorenzo Bernini l’ha concepita come un gigantesco baldacchino processionale. Questo capolavoro monumentale di grande difficoltà tecnica, dato il suo impianto architettonico a base quadrata e la sua esecuzione prettamente scultorea. I primi elementi che colpiscono l’osservatore sono le colonne tortili in bronzo, alte ben 11 metri. Queste presentano decorazioni in oro di motivi fitomorfe e sono sormontate da capitelli compositi con pulvino, che conferiscono un ulteriore slancio alla composizione. Il capitello composito è d’invenzione romana e raccoglie le volute ioniche e le foglie d’acanto tipiche dell’ordine corinzio, la loro superficie è coperta da rami di piante che girano tutte intorno. Si riconoscono in particolare il lauro, ma ci sono anche le lucertole e le api (simbolo dello stemma della famiglia Barberini). La parte superiore ha una struttura leggera a dorso di delfino a cui vennero aggiunte delle statue con angeli e cherubini recanti in mano festoni. La loro forma è spiccatamente barocca e sono impreziosite, come tutto il baldacchino, dall’uso della doratura.

Le colonne si uniscono alla trabeazione per mezzo di quattro dadi di origine brunelleschiana, che rendono il monumentale baldacchino ancora più slanciato e ispirando un senso di grande leggerezza. Sorgono da basamenti in marmo policromo scolpiti con volti di donna che rappresentano le fasi di un parto, dal momento del concepimento fino alla nascita del bambino, che appare appena nato.

I pilastri hanno una particolare forma attorcigliata, chiamata tortile, e richiamano la pergula della vecchia basilica di San Pietro, a loro volta ispirate al Tempio di Salomone.

Ognuna è attraversata da elementi naturalistici bronzei come tralci di lauro che alludono alla passione per la poesia di papa Urbano VIII, le lucertole che simboleggiano la rinascita e la ricerca di Dio ed infine le api che fanno parte dello stemma della famiglia papale dei Barberini, ritrovate anche in numerosi basamenti marmorei.

I quattro pilastri sono collegati da una trabeazione concava in perfetto stile Barocco. L’elica scultorea che si viene a creare dalle colonne tortili ricorda un movimento ascendente che dal basso procede verso l’alto in direzione della cupola di Michelangelo.

Per quanto riguarda la parte superiore, Bernini adottò una struttura a dorso di delfino per rendere l’aspetto finale del baldacchino più leggero. Furono aggiunte inoltre le statue, disegnate da Borromini, raffiguranti angeli e cherubini che reggono festoni. I drappi che si trovano sotto la trabeazione sono realizzata in bronzo, riproducono il movimento naturale del vento.

I capitelli sono invece di tipo composito, con pulvino. Il pulvino è un elemento architettonico a forma di tronco di piramide rovesciato. Tipico dell’architettura bizantina, si situava tra il capitello e l’imposta dell’arco ed era spesso decorato con motivi ornamentali a traforo o a rilievo. In questo caso i capitelli compositi sostengono le volute ioniche degli archi e sono decorati con foglie d’acanto, tipiche dei capitelli corinzi.

La copertura è in legno dorato, a forma di dorso di delfino, riccamente decorata, e conferma l’eccellenza di questo monumento, vera sintesi tra architettura e scultura barocche.

In particolare, in cima al baldacchino capeggiano quattro statue di angeli poste ai quattro angoli, e altre di cherubini, disegnati da Francesco Borromini, che reggono festoni. Alcuni cherubini tengono tra le mani le chiavi di San Pietro e la corona papale. Inoltre un putto alza al cielo un enorme corpo d’ape rovesciato, richiamando ancora il simbolo della famiglia del Papa. Sopra di esso c’è il globo con la croce.

Alla grandiosità dell’opera si unisce la leggerezza, il dinamismo delle forme, ottenute dall’artista grazie alla sua impagabile capacità di trattare materiali duri come fossero morbidi e leggeri.

Bernini non lavorò da solo a questo monumento grandioso. Con lui collaborarono Francesco Borromini, suo assistente per la parte architettonica, e molti altri artisti, fonditori e scalpellini.

Con la sua particolare struttura architettonica e l’impronta prevalentemente scultorea, il Baldacchino di San Pietro può essere considerato un vero e proprio manifesto dell’arte barocca.

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