Nell’entroterra della Liguria, in provincia di Imperia, c’è un borgo arroccato a 800 metri di altitudine, circondato da monti e vallate, la Valle Argentina è la valle creata dal torrente Tanarello, che nasconde un terribile mistero.

La piccola cittadina, con solo 300 abitanti, situata nell’estremo Ponente della Liguria, considerata uno dei Borghi più belli d’Italia, è conosciuta con il temutissimo nome di Paese delle Streghe. Un intrico di strette vie, scorci che danno su vicoli bui e archi di pietra, si dipanano per tutto il centro storico, immergendo fin da subito il visitatore in un’atmosfera magica e misteriosa.

Qui tutto richiama la presenza delle Bagiue (streghe in dialetto ligure ): dalle statue, ai negozietti di artigianato, fino alle porte delle abitazioni, adornate da scope di vimini e simpatici riferimenti a gatti neri. 

La città di Triora, che nel 1580 circa era strategica dal punto di vista commerciale, essendo podesteria di Genova. Ricopriva un ruolo fondamentale negli scambi commerciali tra Italia, Francia e Mediterraneo.

Tra il 1585 e il 1587 il borgo di Triora subì una grave carestia, a cui si attribuì la colpa alle Bagiue (streghe in dialetto ligure ). Iniziò così uno dei più feroci processi alle streghe in Italia, paragonabile per entità a quelli di Loudun in Francia e Salem in America. Il Parlamento locale, in accordo con il Consiglio degli Anziani e il benestare del Podestà, stanziò cinquecento scudi per imbastire un processo, creando così dal nulla un vero e proprio tribunale dell’inquisizione locale.

Gli interventi degli inquisitori furono più che energici: tredici donne provenienti dalla zona più povera del paese, la Ca’ Botina, furono arrestate e rinchiuse in case private trasformate in prigioni, dai nomi che ancora oggi suonano sinistri, come la Casa delle streghe (Ca’ de baggiure”) e Casa degli spiriti (Ca’ di spiriti”).

Accusate appunto d’aver provocato la carestia, ma anche di contatti con il Demonio e addirittura cannibalismo nei confronti dei bambini del luogo, nel corso del processo, che coinvolse anche un ragazzino, furono sottoposte a violente torture, costrette a confessare i propri crimini e a fare i nomi dei complici. Il risultato fu un numero spropositato di nominativi provenienti da qualsiasi estrazione sociale; vennero così coinvolte perfino “matrone” dell’alta società.
 
Il processo e le persecuzioni durarono alcuni dolorosi anni, con molti ripensamenti da parte del Consiglio degli Anziani, toccato in prima persona dalle accuse verso le nobildonne della città. Solo dopo un lungo periodo di sollecitazioni al Doge e al vescovo, l’inquisizione ordinò di porre fine al processo il 23 aprile del 1589, erano passati ben tre anni e purtroppo molte morti innocenti.

Di questa cupa pagina della sua storia, il borgo ne fa un punto di forza, raccontando gli atti del processo, alimentando le leggende e basando il proprio turismo sulla figura della strega, ora riqualificata. Ed è proprio la statua di una Strega, intenta a offrire una pozione al visitatore, che ci accoglie e ci da il benvenuto a Triora, brandendo la sua caratteristica scopa di vimini. Iniziamo così il nostro viaggio alla scoperta di questo magico borgo.

Ogni anno sono tanti gli eventi suggestivi dedicati al mondo delle streghe, dal 2001 viene celebrato, "Strigòra", una parola composta da streghe e Triora. Lo scopo di questo evento è rivalutare la figura delle povere streghe, ingiustamente condannate. Oltre alla festa di Halloween, che viene celebrata ogni anno con due giorni di eventi, e infine l'Autunnonero Ghost Tour Triora, un evento annuale che si tiene in estate, un tour notturno alla scoperta di Triora tra leggende e storie di streghe.

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