Lecce ( città capoluogo, Puglia, Italia ) con i suoi monumenti rivestiti in pietra leccese, ogni angolo di questa città è un vero capolavoro e testimonia la piena fioritura del Barocco pugliese. Tra chiese, musei e un anfiteatro romano, potrete fare il pieno di arte e cultura.

Questa città custodisce e mantiene le sue antiche tradizioni, una cultura millenaria ricca di arte e storia come la lavorazione della pietra leccese, un calcare malleabile e adatto alla lavorazione con lo scalpello e l’arte della cartapesta leccese, che risale al XVII e XVIII secolo.

L’eleganza e la perfezione dello stile barocco, si intravede nei monumenti con le forme rinascimentali ricche di dettagli e decorazioni scolpite sulla pietra. Per tale motivo in molti definiscono Lecce come la Firenze del sud o l'Atene delle Puglie.

Il centro storico è percorribile a piedi senza alcuna difficoltà. Per addentrarsi nella sua magica atmosfera basta attraversare una delle porte d'accesso alla città: Porta Napoli, Porta Rudiae e Porta San Biagio.

Porta Napoli venne fatta costruire nel XVI secolo da Carlo V. Deve il suo nome al fatto che superando l'arco e uscendo dal nucleo cittadino, partiva la strada consolare per Napoli. L'arco, composto da 4 colonne, è edificato in pietra leccese. I decori di cannoni e armature sono un chiaro riferimento agli archi di trionfo dell'Antica Roma, mentre un'iscrizione celebra Carlo V, il sovrano che ne volle la realizzazione.

Porta Rudiae è nota anche come Porta Sant'Oronzo dalla statua del patrono di Lecce che sovrasta il monumento.

Porta San Biagio venne costruita nel 1774 e celebra il santo con una statua.

Le sue antichissime origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana si mescolano infatti alla ricchezza e all’esuberanza del barocco, tipicamente seicentesco, delle chiese e dei palazzi del centro.

Lo sviluppo architettonico e l’arricchimento decorativo delle facciate è stato particolarmente fecondo durante il Regno di Napoli ed ha caratterizzato il capoluogo pugliese in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di “barocco leccese”. Uno stile del tutto nuovo anche per l’utilizzo della pietra leccese, un tipo di materiale calcareo, facilmente modellabile e dai colori caldi.

Le vie del centro di Lecce sono un museo a cielo aperto. Ne è un esempio la splendida piazza del Duomo, che ospita il Duomo o Cattedrale di Maria SS. Assunta - con un campanile e due facciate, una molto sobria e l’altra riccamente decorata - il palazzo Vescovile, di epoca rinascimentale, col suo splendido loggiato, e il palazzo del Seminario, particolare per la facciata decorata a bugnato e il caratteristico chiostro interno. 

Poco distante, la celebre piazza intitolata al Patrono della città, piazza Sant’Oronzo, racchiude altri gioielli artistici e storici appartenenti a epoche differenti. Domina la piazza con la sua eleganza rinascimentale il Palazzo del Seggio, noto anche come il “Sedile”, oggi sede di interessanti esposizioni e mostre. Dello stesso stile architettonico è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, mentre sono testimonianze della dominazione romana il maestoso Anfiteatro, di forma ellittica, e la colonna romana, con accanto la statua bronzea del patrono.

Nei dintorni c’è poi la Chiesa di San Giuseppe, con la sua facciata barocca, e il Castello Carlo V, bastione fortificato edificato nel ‘500 per volontà dell’imperatore Carlo V ma che comprende un corpo centrale antecedente, del XII secolo, ed elementi completati in epoca successiva, come il fossato. Usato un tempo a scopo difensivo, il Castello ospita oggi numerose mostre d’arte e iniziative culturali. 

Di grande impatto visivo sono, poi, la Porta Rudiae, sormontata dalle statue del Patrono, di san Domenico e di sant’Irene, e la Chiesa del Rosario, col suo accentuato verticalismo e la splendida facciata. È assolutamente da visitare, per il suo armonioso equilibrio fra stile classico e barocco e la bellezza degli interni, la Basilica di Santa Croce, iniziata nel ‘300 e completata a cavallo fra ‘500 e ‘600. La monumentale facciata, opera principalmente di Francesco Antonio Zimbalo e Cesare Penna, è piena di simboli cristiani e sormontata da un grande rosone centrale.

Noto ( comune in provincia di Siracusa, Sicilia, Italia ), piccolo gioiello è capitale barocca della Sicilia, nel 2002 il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO, insieme con le altre città tardo barocche del Val di Noto. Uno splendido paese arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro. L’attuale cittadina di Noto sorge a circa 150 metri d’altezza ai piedi dei Monti Iblei nel sud-est della Sicilia. La vecchia Noto, oggi Noto Antica, che era situata sul Monte Alveria a circa 8 km a monte della città attuale. Importante centro siculo, romano, bizantino e poi arabo, fu distrutto nel pieno del suo splendore dal terremoto del 1693, ma grazie alla sapiente ricostruzione, Noto è divenuta una magnifica città d'arte, patrimonio Unesco assieme a Caltagirone, Militello, Catania, Modica, Palazzolo, Ragusa e Scicli. L’origine del nome della città risale dal popolo dei siculi che la chiamavano, Neas, Neaton dai greci e Netum dai romani, furono gli arabi a darle il nome definitivo di Noto.

Dopo il devastante terremoto la città fu spostata nel sito attuale e fu completamente ricostruita in stile barocco. Per la ricostruzione furono chiamati grandi architetti, quasi tutti formatisi a Roma e infatti il motivo d'ispirazione è quello del barocco romano, seppur rivisitato. Il risultato superò le attese e la ricostruzione diede vita ad un lavoro stupendo anche se diverso di città in città: dal barocco grigio scuro di Catania, in cui fu utilizzata la pietra lavica, alle luminose architetture di Noto dalla tinta color miele.

È considerata la più importante città barocca della Sicilia, è famosa per i suoi bei palazzi. La città è considerata il principale centro del barocco siciliano e ospita alcuni tra i principali capolavori del barocco isolano. Le vie della cittadina sono arricchite da edifici religiosi e architetture civili alternate a scenografiche piazze e scalinate che permettono di superare i dislivelli del tessuto urbano, lo stile barocco pervade l’intera città. La ricostruzione della città fu supervisionata dal Duca di Camastra, negli edifici e negli intagli fu utilizzata la tenera pietra locale, il tufo giallo, una pietra dal gradevole colore giallo-rosato.

Il centro storico di Noto è raggiungibile da diverse vie ma accedervi dalla Porta Reale è il modo più giusto per iniziare la vostra visita nella Capitale del Barocco. La porta reale è un impattante arco di trionfo risalente all’800, progettato e costruito in occasione della visita del Re delle Due Sicilie, Ferdinando II. Attraversandolo, arrivate in Corso Vittorio Emanuele, la via principale del centro storico.

Di enorme interesse sono i complessi religiosi principali e i numerosi palazzi civili, tra cui: la Cattedrale o Chiesa Madre, la Chiesa di S. Chiara (S. Maria Assunta), la Chiesa del SS. Crocifisso, la Chiesa di S. Domenico, la Chiesa di Montevergine (intitolata a S. Girolamo), la Chiesa e Convento di S. Francesco, la Chiesa di S. Maria del Carmelo (Chiesa del Carmine), la Chiesa di S. Maria dell’Arco, la Chiesa e Convento del SS. Salvatore, la Chiesa di S. Carlo ed ex Collegio dei Gesuiti, il Palazzo Battaglia, il Palazzo Ducezio, il Palazzo Impellizzeri, il Palazzo Landolina, il Palazzo Nicolacci, il Palazzo Rau e il Palazzo Trigona Porta Reale.

la Chiesa di S. Nicolò è il principale centro di culto e storicamente il più importante della Capitale del Barocco. Un gioiello storico risalente al 700, soggetto nel corso dei secoli a numerosi rifacimenti e ristrutturazioni, fino ad arrivare all’attuale struttura con la costruzione della Cupola nel XIX secolo ad opera di Cassone. La facciata è in stile tardo barocco, realizzata in pietra calcarea tenera con una marcata nota neoclassicista. La tipologia a torri laterali della facciata è riconducibile ad alcune costruzioni francesi del 700, cui si ispiravano gli architetti del tempo. Coronata dai 4 Evangelisti opera dello scultore Giuseppe Orlando nel 1796, presenta nel primo ordine tre maestosi portali, delimitati da colonne corinzie: quello centrale in bronzo, opera dello scultore Giuseppe Pirrone, raffigura alcune scene della vita di San Corrado da Piacenza.
Tutto questo si erge sulla sommità di una maestosa scalinata a tre rampe, di origine settecentesca ma completamente ristrutturata agli inizi del 1800.

Tags