La leggendaria lupa che ai piedi del Palatino a Roma che trovò ed allattò Romolo e Remo, i fondatori di Roma. Sappiamo che questi due neonati erano figli della vestale Rea Silvia e del dio Marte e che furono gettati nel fiume Tevere da Amulio, il re che aveva usurpato il trono a suo fratello Numitore, nonno dei gemelli.

La storia è piena di uccisioni, di lotte per il potere, di conflitti ed anche di guerre, terribili tragedie familiari che contemplano uccisioni efferate, infanticidi, patricidi ed anche fratricidi come quello che perpetrò Romolo nei confronti di suo fratello Remo.

La lupa che  aveva allattato e salvato dalla morte certa i due gemelli divenne il simbolo della Città di Roma ed ancora oggi si trova, fotografata e celebrata, in Campidoglio.

Se avete avuto modo di passeggiare nella splendida Siena, vi sarà sicuramente capitato di notare, la sculture con Lupa romana e gemelli, che non è legato soltanto alla città di Roma, la si puo vedere in cima a delle colonne nelle piazze principali, da Piazza del Campo a Piazza Tolomei, di fronte al Duomo di Siena. È normale chiedersi il perche la città di Siena ha la lupa, quale correlazione esista tra queste due città e perché entrambe siano legate alla figura di questo animale selvatico.

Per spiegare la sovrapposizione dello stesso simbolo nelle due città facciamo un passo indietro e ritorniamo alla leggenda di Romolo e Remo, che poi non è nient’altro che la spiegazione popolare di quanto avvenne storicamente. Siena, infatti, fu un avamposto militare romano nel cuore della regione che allora si chiamava Tuscia (l’Etruria). La leggenda, nella sua semplificazione, ci spiega la fondazione della città toscana a partire dalla fase successiva dell’uccisione di Remo, quando i suoi due figli Senio ed Ascanio lasciarono Roma portando con sé la scultura della lupa capitolina, sottratta dal tempio di Apollo, quella lupa che aveva allattato proprio il padre e lo zio. Giunti nei pressi del fiume Tressa, formarono un piccolo nucleo abitato, unendosi ai pastori del luogo. Per difendersi dalle tribù vicine, costruirono un castello sulla cima di un colle, Castel Senio, che dunque rappresenta il più antico nucleo della futura città di Siena (Castelvecchio è la parte più antica ed elevata della città). La città prese il nome del primogenito, Sena, divenuta poi Siena. E Ascanio, aiutò il fratello a difendere la nuova città da alcuni attacchi esterni, poi lasciò la città e fondò Asciano.

In omaggio alle due divinità che aiutarono i fratelli nella fuga, vennero eseguiti due sacrifici: un fumo nero si alzò dall’altare dedicato ad Apollo; uno bianco, invece, da quello di Diana. Da qui, oltre che dai colori dei due cavalli divini, proviene il colore della Balzana senese, lo scudo emblema di Siena, mezzo bianco e mezzo nero.

Una caratteristica che solitamente permette di distinguere le lupe nelle due città, è la posizione della testa: perpendicolare al corpo in quella senese, è girata verso i gemelli nella lupa capitolina. Inoltre a un’osservazione ravvicinata dei due fratelli, solo Ascanio sembrerebbe ricevere il latte dalla Lupa, mentre Senio, lo allontana; probabilmente è un gesto simbolico nei confronti della città da cui sono fuggiti e un valore in relazione al torto subito dal padre.

La lupa di Siena, dunque, è divenuta il simbolo della città, in continuità con quella di Roma, perché è grazie a lei se Remo è sopravvissuto dando vita alla sua progenie e, indirettamente, anche alla fondazione di questo nuovo centro urbano.