La cittadina di Dozza con 6.629 abitanti si trova a sud di Bologna, a 6 km da Imola ed è posto sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Sellustra e scende dolcemente verso la via Emilia, questo piccolo borgo medievale è uno dei più colorati, l’arte si fa paesaggio urbano ed arreda i muri delle case, le strade e le piazze, inondando di luce e stili diversi ogni angolo ed aprendosi a squarci di colori improvvisi.

Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui si possono ammirare oltre un centinaio di murali realizzate da nomi prestigiosi dell’arte contemporanea, passeggiando per le sue stradine ti si riempiono gli occhi di pura bellezza. La cosa migliore da fare per assaporare questa magica atmosfera artistica è semplicemente vagare tra i vicoli senza una meta, perdendosi ad ammirare le pitture murali, sotto ogni dipinto è presente il nome dell’artista che l’ha creato e l’anno di produzione.

I murales di Dozza sono una testimonianza permanente della Biennale del Muro Dipinto, una manifestazione nata negli anni Sessanta che si svolge a settembre degli anni dispari; l’evento lascia in eredità a questa bella cittadina dei capolavori sempre nuovi, che si aggiungono a quelli già esistenti dando vita ad una straordinaria galleria d’arte.

Il suo centro storico, dalla caratteristica forma a fuso, conserva intatto l’originale tessuto edilizio di stampo medioevale, e la possente Rocca Sforzesca, posta all’apice del paese si armonizza perfettamente con il resto dell’abitato, che segue il tracciato delle antiche mura.

Successivamente trasformata nel signorile Palazzo Malvezzi Campeggi, la maestosa Rocca fu voluta da Caterina Sforza, che la riedificò alla fine del XV secolo sulle precedenti rovine di fortezze bolognesi del 1250 ca. I bolognesi Campeggi la trasformarono da edificio puramente militare in palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito, per via ereditaria, alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.

Da visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto, la cucina, le prigioni, le stanze di tortura, i camminamenti sulle torri. Al secondo piano si trovano il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione Mascellani, mentre i sotterranei ospitano l'Enoteca Regionale dell' Emilia Romagna.

Nel centro storico, al quale danno colore e atmosfera i muri dipinti, meritano inoltre una visita la Chiesa di S. Maria Assunta in Piscina, edificata nel XII sec. sui resti di una precedente chiesa romanica - contiene una tavola del 1492 di Marco Palmezzano, il Rivellino, dentro il quale è ricavata la porta settecentesca di accesso al borgo, e la Rocchetta di origini trecentesche.

Il periodo migliore per visitare Dozza è da maggio a settembre, per unire l’occasione della visita al borgo con la partecipazione ad eventi come la “Festa del Vino” e la “Nuova Biennale del Muro Dipinto”.

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