Credo che nessuno se lo aspettasse, anche se era la cronaca di una morte preannunciata, sembrava che sarebbe stato lì per sempre a dare battaglia, a fare discorsi; in TV, alla radio, alla stampa, a molti Mondiali, a molte notizie, buone e cattive, ma sempre il presente e parte della storia moderna argentina, che ti piaccia o no. Un personaggio controverso, di amore e di odio. Oggi, 25 novembre, Maradona è morto a Buenos Aires, Argentina, all'età di 60 anni, in una casa nel quartiere privato di San Andrés, dove si stava riprendendo da una recente operazione per un ematoma subdurale.

Le persone del Dipartimento di Ginnastica e Scherma di La Plata hanno confermato che Maradona è scompensato a mezzogiorno e che né l'infermiera che lo accompagnava 24 ore su 24 né un medico che era in casa in quel momento sono riusciti a rianimarlo.

La notizia ha generato forti ripercussioni sui media.

La sua figura è così venerata in tutto il mondo che ha persino una Chiesa maradoniana, che celebra il "Natale" ogni 30 ottobre, giorno della sua nascita nel 1960, ed è considerata un semidio a Napoli, una società in cui è stato campione per quattro volte (due scudetti, una Supercoppa Italiana e una Coppa UEFA), cosa che né prima né dopo di lui ha ottenuto di nuovo. È stato campione del mondo con la nazionale argentina nel 1986, brillante come nessun altro giocatore, finalista nel 1990 e campione del mondo giovanile nel 1979. È stato anche direttore tecnico della nazionale argentina tra novembre 2008 e luglio 2010.

Amato o odiato, Maradona era un divisore d'acqua permanente, tracciando una linea rossa tra quelli dalla sua parte e quelli dall'altra, per questioni trascendenti o banali. Timbro, manifesto, tatuaggio o bandiera, è forse uno dei più grandi rappresentanti della ribellione nel mondo e uno dei personaggi più riconosciuti in ogni angolo della terra. Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ritorna sul rapporto tra Maradona e i miracoli con la sua definizione quando dice che la meta contro gli inglesi in Messico 1986, "con l'aiuto della mano divina è, per ora, l'unica prova attendibile dell'esistenza di Dio".