Lo scorso 20 di marzo e stata la Giornata internazionale della felicità, mi sembra strano e un pò paradossale parlare di felicità ai tempi del Coronavirus.

E invece no, bisogna parlarne in continuazione ogni momento ogni secondo della giornata.

Solo così si puo creare delle radici profonde e durature che fanno gestire al meglio anche situazioni difficili e complesse come quella attuale.

Tutti noi esseri umani vogliamo essere felici, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire che cosa si intende per felicità.

Secondo il padre della psicologia positiva Martin Selingman il 60 per cento della felicità è determinata dai nostri geni e dall’ambiente, il restante 40 per cento dipende da noi.

La felicità non è un risultato di un evento, ma bensì una conseguenza del nostro stato d’animo, è se la cercate nel mondo, al di fuori di voi, mai niente potrà assomigliarle, questo stato d’animo così appagante è alla base di tutti i nostri sogni e dei nostri desideri, che appaiono così come il sapore stesso della vita.


E come disse Roberto Benigni : La felicità cercatela tutti i giorni perché tutti noi ce l’abbiamo.