Da popolana di Pozzuoli a regina di Pozzuoli a regina di Hollywood. 

A 85 anni suonati, con un sex appeal inevitabilmente sfiorito, ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco e tonare sul set, da protagonista del film La vita davanti a sé, diretto dal figlio Edoardo Ponti. Pellicola assolutamente da non perdere, nel quale lei è davvero brava, bravissima. Distribuito da Netflix, il film non solo ha confermato il suo inossidabile talento, ma le ha fatto conquistare un ennesimo trofeo: Il Leone d’oro alla carriera al prossimo Festival del cinema di Venezia.
Un ennesimo trofeo che va a infoltire il già ricchissimo palmares: 2 Oscar (nel ’62 per La Ciociara, nel ’91 per la carriera) oltre una quantità tale di premi e riconoscimenti da entrare nel Guinness dei Primati come l’attrice italiana più premiata. E, tanto per citarne un altro di rilievo, l’Americam Film Institute l’ha definita “quale maggior interprete femminile di tutti i tempi”. Scrive Wikipedia di lei: “è considerata una delle attrici più espressive nella storia del cinema, prima italiano e poi internazionale”. Può bastare?

La popolana dello star system
Sophia Loren, pseudonimo di Sofia Costanza Brigida Vellani Scicolone (nata nel ‘34), figlia di Romilda Villani e Riccardo Scicolone, nobile siciliano decaduto che riconobbe la figlia ma non sposò mai la madre, cresce a Pozzuoli, in condizioni economiche precarie.
A 15 anni, già di una bellezza esplosiva, vince il primo concorso di bellezza, partecipa a Miss Italia nel ’50, posa per i fotoromanzi, interpreta una decina di film in ruoli minori. Ma la svolta avviene nel 1951 quando incontra il produttore Carlo Ponti (che sposera’ qualche anno dopo) il quale le offre un contratto per 7 anni. Lei ha 16 anni, lui 37. L’esplosiva Sophia (che muta il cognome in Loren), è protagonista di molte commedie all’italiana, soprattutto in ruoli da popolana o pizzaiola, dal sex appeal che fa sognare i maschi d’Italia, e non solo.
Ha scritto un critico: “Nell’immaginario collettivo rimane la sua figura in guepiere nera e lo spogliarello che esegue di fronte a uno stralunato Mastroianni, nella parte del prete”. Sono gli anni Settanta: seppur consacrata come icona del cinema italiano, Sophia Loren e Carlo Ponti intuiscono che l’Italia sta loro stretta, così si trasferiscono negli Stati Uniti. Per la maggiorata popolana di Pozzuoli significa entrare nello star system del cinema americano.

Come ti conquisto l’America
È questo il periodo di molti film di successo interpretati con mostri sacri quali Frank Sinatra, John Wayne, William Holden, Anthony Quinn, Charlton Heston, Richard Burton, Walter Matthau, Cary Grant (con il quale ebbe una relazione), anche se il sodalizio storico resta quello con Marcello Mastroianni e Vittorio De Sica. Sophia Loren è un’attrice (e donna) raffinata, elegante, di gran classe e non più la pescivendola di Pozzuoli.
Nel 1955 il settimanale Life le dedica la copertina, gli anni passano ma il suo fascino rimane inossidabile. Come attrice ha vinto la scommessa della carriera (in tutto ha interpretato 87 film), ma come donna è infelice. Vuole una famiglia, vuole dei figli e dopo due tentativi sfortunati nascono 2 maschi: Carlo jr (nel ’68) ed Edoardo (nel ‘75). Il primo diventerà musicista, il secondo regista.
Ma la vita, oltre al successo e ai trionfi, le riserva non poche amarezze. Nel 1978 un’inchiesta della Guardia di Finanza coinvolge lei e il marito. L’accusa? Aver portato all’estero 90 milioni con il paravento di film in co-produzione. Nel 1982, a seguito di vecchi problemi con il fisco e l’accusa di frode fiscale, viene arrestata e messa nel carcere di Caserta. Ci resterà 17 giorni. Non solo, molti le contestano che la sorella Maria Scicolone abbia sposato Romano Mussolini, il figlio più giovane del Duce.
Dopo l’utima interpretazione in La vita davanti a se’, qualcuno ha chiesto a Sophia Loren quale fosse il suo segreto. La risposta è stata: “La fonte della giovinezza è nella mente, nella creatività che si esprime nella vita. Quando impari questo, avrai davvero sconfitto l’età”.