"Complimenti: siete la band che ha portato il rock a vincere un' edizione unica del Festival di Sanremo" dice Amadeus quando ormai sono le 02.33 di “una notte rock”. Damiano, Victoria, Thomas e Ethan ovvero i Maneskin sono i vincitori della 71esima edizione del Festival della canzone italiana, un'edizione “storica” ripete più volte il conduttore e direttore artistico. Il gruppo romano che era per la prima volta in gara a Sanremo nella categoria “Campioni” ha vinto con il brano “Zitti e Buoni”. Secondo posto per Francesca Michielin e Fedez con “Chiamami per nome”, terzo posto per Ermal Meta con “Un milione di cose da dirti”.

I VINCITORI Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan hanno iniziato a esibirsi live da giovanissimi nelle strade di Roma. Hanno conquistato il pubblico mescolando influenze e stili, arrivando a collezionare oltre 16 dischi di platino e 5 dischi d’oro. Nel 2017 partecipano a X-Factor: arrivano secondi sotto la guida di Manuel Agnelli. E proprio Manuel Agnelli portano quest'anno sul palco dell’Ariston nella serata delle cover: cantano il brano dei CCCP “Amandoti” e i social si scatenano. “Zitti e Buoni” è un brano interamente scritto e composto dai Maneskin, dalle sonorità crude e distorte, e con un graffio rock che caratterizza l’attitudine della band. Un brano carico che ha la dimensione live nel suo dna, quella di cui gli artisti si sono nutriti attraversando l’Italia e l’Europa nel primo lungo tour di oltre 70 date sold out. “Zitti e buoni” è un pezzo che parla principalmente di redenzione e voglia di spaccare il mondo con la musica, una sfida contro i pregiudizi, tema centrale nelle produzioni del gruppo.

GLI ALTRI PREMI Il premio per il miglior testo è andato a Madame con “Voce” mentre Willie Peyote con il brano Mai dire mai (La locura) si è aggiudicato il Premio della Critica Mia Martini. Premio “Miglior composizione” musicale a Ermal Meta.

L'ULTIMA SERATA Numerosi gli ospiti dell'ultima serata del Festival che ha preso il via con la Banda della Marina militare che ha eseguito l'Inno di Mameli. Sul palco dell'Ariston hanno fatto tappa Serena Rossi (che ha dedicato ad Amadeus “A te” di Jovanotti) e Tecla Insolia (che presto vedremo nella fiction di Rai1 “La bambina che non voleva cantare”, nei panni di Nada). A Sanremo anche Ornella Vanoni: “L'emozione è uguale anche se non c'è il pubblico – ha detto la cantante - sono più importanti loro del pubblico, magari ne capiscono di più” ha aggiumto rivolgendosi agli orchestrali. E, ancora, Umberto Tozzi e Dardust. Uno spazio speciale anche per Ibrahimovic: “Alla fine di questa settimana, voglio dirvi una cosa: tutti conoscevano già Zlatan prima di questo festival. Allora perché Zlatan è venuto qui? Perché gli piacciono le sfide, l'adrenalina, gli piace crescere e se non affronti le sfide con te stesso non puoi crescere - ha detto l'attaccante svedese che ha aggiunto - : il fallimento non è il contrario del successo ma una parte del successo”. Amadeus ha inoltre consegnato a Fiorello il “Premio città di Sanremo”: “E' uno dei premi più prestigiosi del Festival, senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile” ha detto il conduttore. All'Ariston anche la giornalista Giovanna Botteri che ha lanciato un messaggio di speranza: “Sono certa che ce la faremo ad uscirne”. Federica Pellegrini e Alberto Tomba hanno invece promosso sul palco dell'Ariston le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina. A fine serata è tornato ad esibirsi Gaudiano, il vincitore delle Nuove Proposte con il brano “Polvere da Sparo”. Per “Sanremo Story” arrivano Riccardo Fogli, Michele Zarrillo e Paolo Vallesi che proprio grazie al Festival hanno avuto un importante successo.

EDIZIONE STORICA “Siamo orgogliosi di questo Festival, dagli ascolti alla musica”. Amadeus, per il secondo anno conduttore e direttore artistico di Sanremo, ha detto di essere soddisfatto dei risultati raggiunti: “Non ci speravamo, sono andati al di là delle nostre piu’ rosee previsioni - ha ammesso in conferenza stampa, ricordando che - Sanremo è l’apice nella carriera per un conduttore”. Amadeus che ha già annunciato che non sarà al timone del Festival il prossimo anno (“Se in futuro la Rai mi vorrà chiamare e ci sarà un progetto, ne parleremo. Ma non ci sarà un Amadeus ter di fila”) è stato insieme a Fiorello alla guida di un'edizione storica del Festival, un'edizione senza precedenti che sì, resterà nella storia della musica e della televisione italiana: mai si era avuto un Sanremo senza pubblico in sala, mai un big “in gara” in quarantena, mai una co-conduttrice costretta a rinunciare all'ultimo. Un Sanremo con gli applausi registrati, con i palloncini sulle poltroncine vuote, senza ospiti internazionali, mascherine per l'orchestra e fiori sul carrello anti-covid. Un Festival con “nessuno in sala e milioni a casa” (come ha detto Fiorello), che verrà ricordato – a causa della pandemia - come un evento blindato e legato a numerosi protocolli. Qualcuno lo ha definito il Festival della rinascita, qualcun altro della resistenza: certo è che è stato un Festival difficile, complicato, coraggioso e soprattutto giovane. Quella di quest'anno è stata infatti l'edizione più seguita dalle nuove generazioni (complice la scelta di un cast di giovani talenti rispetto al 2020 Sanremo ha segnato un più 100 per cento sul target 14- 24 anni) e quella più commentata di sempre sui social (con oltre 6 milioni di interazioni).

COSA RICORDEREMO DI QUESTO FESTIVAL Del Festival che ha visto trionfare tra i giovani Gaudiano, ricorderemo lo sfogo di Bugo (“mi sono rotto. Lo dico perché è da un anno che leggo qualsiasi cosa su di me che nulla c’entra con la musica”), la lettera d'amore di Fausto Lama dei Coma Cose alla sua partner nella vita e sul palco (“Ho girato mille mari, incontrato altre onde e terremoti eppure mai avrei immaginato... Ho trovato casa in California”) e, ancora, Max Gazzè nei panni di Leonardo da Vinci, Dalì e Clark Kent-Superman. Senza dimenticare le sorprendenti performance dei Maneskin e Madame. Protagoniste del Festival sono state donne di grande talento che si sono alternate sul palco nelle cinque serate: da Matilda De Angelis a Elodie passando per il direttore d’orchestra di fama internazionale Beatrice Venezi. Senza dimenticare grandi ritorni: come quello di Laura Pausini che a Sanremo ha cantato il brano con cui ha conquistato il Golden Globe e di Loredana Bertè che all’Ariston ha portato il suo nuovo singolo “Figlia di”. E poi Alessandra Amoroso e Emma, Marcella Bella, Fausto Leali e Gigliola Cinquetti con i loro cavalli di battaglia. Di Sanremo 2021 ricorderemo l'omaggio a Lucio Dalla dei Negramaro, le polemiche per la presenza di Barbara Palombelli, Ibrahimovic e “le regole” del “suo” Festival, i provocatori “quadri” di Achille Lauro (“Sarò esagerazione, teatralità, disinibizione” aveva annunciato e così è stato). Su tutto le performance di Fiorello e la sua sempre più consolidata intesa con Amadeus: “Ormai siamo congiunti”. I due mattatori venerdì sera, con tanto di parrucche, si sono esibiti nel brano “Siamo donne”: un momento che è stato accompagnato da non poche critiche. Che a Sanremo, si sa, non possono mancare.