Al giorno d'oggi, la moda maschile italiana è molto popolare in tutto il mondo e un certo numero di etichette di design classico continuano a tirare su capi di design alla moda innovativi e belli.

Per capire come vestire bene devi imparare a distinguere occasioni, contesto, persone presenti. E devi soprattutto tenere presente la tua età, la tua corporatura, e il tuo ruolo sociale.

L’uomo elegante si riconosce al primo sguardo. È sobrio, impeccabile ma non inamidato né ingessato. Indossa qualsiasi abito, vecchio o nuovo, come fosse il capo più comodo e confortevole che possiede, e non è mai sciatto. Porta la cravatta ogni volta che è richiesto e sa che va abbinata ai calzini.

Regole di base

Il guardaroba maschile è essenziale: pochi capi di ottimo taglio e qualità, immancabili l’abito blu e quello antracite, impensabili i tessuti vistosi, sempre chic l’abito di grisaglia.

L’uomo elegante ha molte camicie, bianche per la sera, azzurrine per la mattina e a righini sottili per l’ufficio o per un ricevimento pomeridiano, e riserva il rosa pallido e le righe più marcate alle occasioni informali.
Quando accavalla le gambe, mostra calzini di seta o finissimo cotone, il calzino bianco corto o lungo lo porta solo per la partita di tennis.
Sceglie cravatte poco appariscenti e ne ha un numero discreto a disposizione, che gli consenta di variare.
Evitare di porta una cravatta a righe con una camicia a quadretti, né una cravatta di seta con una button-down ( colletto di una camicia, che ha le punte assicurate sul davanti mediante due bottoncini ). La cravatta adeguata, mai coordinata alla pochette ( fazzoletto da taschino è un pezzo di tessuto orlato, sostanzialmente un fazzoletto in miniatura, utilizzato come accessorio decorativo ), è sempre più scura della camicia e di colore più intenso della giacca, chiara di giorno, scura di sera. Il nodo, oltre a essere ben fatto, non deve essere allentato, a meno di non essere colti da un malore.

Lo Spezzato

Si indossa solo se l’occasione lo consente. La giacca di velluto con le toppe di pelle sui gomiti si porta esclusivamente nei fine settimana in scampagnate o partite di golf.

Casual

I pullover di cachemire o merino si portano con camicia e pantaloni casual, se l’uomo è freddoloso o molto creativo, ama il dolcevita in inverno. In estate porta fresche camicie di cotone o di lino (stazzonato sì, ma non al punto di sembrare strapazzato) sempre con le maniche lunghe, tutt’al più, potrà arrotolare. Con i jeans indossa una polo e non mette la giacca, oppure porta una camicia allacciata fino al penultimo bottone. Se si lascia tentare dai bermuda in estate, li porta solo nelle località balneari, di giorno o passeggiate lungomare.

Scarpe e cinture

L’uomo di stile non porta le bretelle al posto della cintura a meno di non indossare il gilet, e intona sempre la cintura alle scarpe. Indossa Oxford nere, lucide e impeccabili la sera, testa di moro o cognac di giorno. Porta scarpe sportive nelle occasioni informali e sa dosare l’uso dei sandali, che sfoggia in spiaggia e al massimo per l’aperitivo estivo in riva al mare.

Cappotti e cappelli

Nei luoghi freddi porta un paletot dalle linee essenziali, indossa guanti e cappello se la temperatura va sotto zero e, se patisce veramente, può portare la sciarpa, intona-ta alla cravatta, sobriamente avvolta senza cappi né spire da boa metropolitano. Berretti, montgomery e giacconi sportivi sono riservati ai fine settimana e ai momenti di svago.

Accessori

La tentazione dell’accessorio e del gioiello non risparmia l’uomo moderno, ma come ogni tentazione va controllata e guidata. Bandito definitivamente il borsello, se mai è stato ammesso, l’uomo elegante porta con sé una borsa di vitello con le sue carte e il computer se non può farne a meno, e usa lo zainetto solo in montagna o se ha la sana abitudine di recarsi in ufficio in bicicletta. Porta solo l’orologio, la fede, i gemelli, quando l’abito lo impone.

É inoltre importante ricordare che:

La  camicia bianca va indossata solo dopo il tramonto. Durante il giorno il vero signore indossa la camicia a righe, che può essere anche celeste e bianca, o a tinta unita chiara.

I calzini devono essere sempre in tinta con la cravatta o con l’abito che si indossa.

La scarpa andrebbe sempre con i lacci, mocassini e stivali si usano in occasioni rustiche e su vestiti spezzati.

L’uso del profumo non è obbligatorio, meglio odorare di pulito che mascherare con un’essenza la scarsa igiene personale. Se viene usato, il profumo deve essere messo con discrezione e sobrietà, si consiglia di usarne molto poco, senza impregnare i vestiti, in modo che non dia fastidio alle persone vicine.

Il frac si usa solo in eventi estremamente formali.


Il decalogo dello stile maschile

Puntualità

Un vero gentiluomo non si fa mai attendere. La programmazione dei propri impegni è definita nei dettagli e il margine per contrattempi ed eventi imprevisti è sempre calcolato. Insomma, bisogna essere sempre puntuali se non addirittura in anticipo di qualche minuto.

Onestà
Un gentiluomo non ha mai timore di esprimere la propria opinione anche se può sembrare scomoda. L'importante è farlo sempre con educazione, cortesia, senza apparire offensivi.

Self-control 

Di fronte a qualsiasi situazione, un vero gentleman non perde mai il controllo. Scatti di rabbia, voce alta e gesti inconsulti non sono caratteristiche che appartengono all'uomo da Galateo.

Sguardo

Un vero gentleman guarda sempre dritto negli occhi. Sostenere a lungo uno sguardo non è cosa facile per molte persone. Guardare negli occhi invece è sintomo di sicurezza ed educazione. Sì ad uno sguardo profondo ma attenzione a non essere mai inquisitori o giudicanti.

Cortesia
Riconoscere un gentiluomo dal suo comportamento con il personale di servizio. In particolare, al ristorante dove i camerieri dovrebbero essere sempre trattati con cortesia e con il sorriso. Chi si pone nei loro confronti con autorità e scortesia è molto lontano dal conquistarsi l'epiteto di gentiluomo. Non ha paura di chiedere scusa se ha sbagliato, ma non chiede scusa ogni momento, si colloca a metà tra l’uomo che non deve chiedere mai e quello che si giustifica continuamente.

Il saluto
Il primo contatto fisico con una persona di nuova conoscenza è il saluto, ed è per questo motivo che il modo in cui si saluta ricopre molta importanza.

La mano andrebbe scossa velocemente senza però provocare lo spostamento di altre parti del corpo, dunque senza essere troppo vigorosa. La mano, inoltre, non deve essere tenuta troppo a lungo né deve essere tirata a sé. 

Ad essere coinvolta nel saluto deve essere solo una mano, quella impegnata nella stretta, mentre l'altra non dovrebbe essere utilizzata per toccare la spalla o il braccio dell'altra persona, nemmeno se la si conosce già.

Nel caso in cui ad essere salutata sia una donna, un leggero inchino dell'uomo verso di lei è sempre ben visto. 

Cercare di evitare

Le mani non devono essere tenute in tasca durante una conversazione (gesto estremamente irrispettoso ).

Non levare mai la giacca durante una cena formale.

Non sollevare mai il bavero della giacca o dell’impermeabile.

Evitare camicie e camiciotti in stile hawaiano.

Non portare il nodo della cravatta allentato, che denota trascuratezza: piuttosto è meglio non indossarla.

La canottiera non deve mai essere visibile sotto la camicia.

Non tenere la camicia slacciata per mettere in evidenza il petto (villoso o implume che sia).

A tavola

Non parlare con la bocca piena.

Non annusare il cibo.

Evitare d’assaggiare qualcosa dal piatto del vicino.

Non soffiare sui cibi per raffreddarli.

Non allontanare il piatto quando si ha finito.

Non alzare il mignolo quando si solleva il bicchiere, la tazzina del caffè o il cucchiaino del gelato.

Evitare giocherellare con le posate, la mollica del pane o con tutto ciò che è in tavola.

Evitare fare risciacqui con i liquidi ingurgitati, qualsiasi essi siano, passare vistosamente, ad esempio, in bocca il vino non ci farà apparire degli intenditori.

Evitare far rumori mentre si masticare, aspirare la minestra, anche se è bollente, risucchiare gli spaghetti o ruttare. Inutile e poco credibile qualsiasi giustificazione, (nei paesi arabi denota buona educazione, se non lo si fa vuol dire che non abbiamo apprezzato il cibo o mangiare il Mukbang  in Corea del Sud).

Indugiare sul piatto da portata per scegliere i pezzi migliori,

E infine, in una società in cui la vita senza tecnologia sembra impossibile anche a tavola, non si può certo dimenticare il ruolo dello smartphone.

Il cellulare non va mai agganciato alla cintura o portato in mano.

Telefono cellulare a tavola. L'uso dello smartphone dovrebbe essere evitato anche quando si conversa con una persona in qualsiasi occasione e non solo a tavola.

Quando si utilizza il telefono cellulare, per fare chiamate, la normale educazione insegna che è bene evitare di urlare rendendo partecipi tutte le persone circostanti della propria conversazione

Questo non dovrebbe essere appoggiato sul tavolo, e soprattutto, non dovrebbe essere utilizzato per scrivere messaggi o fare chiamate; tantomeno per giocare, scattare foto ai piatti serviti o navigare sui social. D'altro canto, il non uso del telefono cellulare a tavola dovrebbe rientrare in quello che può essere definito come comune buon senso oltre che semplice educazione. In fondo, a chi piacerebbe condividere un pasto con una persona che ha occhi solo per il suo smartphone?




Nel prossimo articolo parleremo, come vestirti in base al tuo fisico.