L'Italia ha una lunga storia come capitale della moda, che va dai classici abiti dell'antica Roma alla più moderna Milano. Storicamente, l'Italia ha prodotto tessuti pregiati, tra cui lana e velluto, oltre a pelli di alta qualità.

La moda italiana nasce nel 1951, quando il Conte Giovanni Battista Giorgini organizza nel suo palazzo di Firenze una sfilata di moda "Sala Bianca" per l'alta nobiltà e il pubblico internazionale. Ma il risveglio italiano al mondo della moda, come se fosse un gigante addormentato, avvenne negli anni Sessanta, dove avrebbe posto le basi per quello che sarebbe diventato per il mondo intero a partire dagli anni Settanta.

La sfilata del Conte Giorgini fu il culmine di un periodo della moda italiana che portò alla sua crescita iniziata quando il mondo del cinema, rappresentato dalla coppia formata da Linda Christian e Tyron Power, decise di scegliere l'abito da sposa nella capitale italiana, Roma, nel 1949.

In quest’articolo mi piacerebbe parlare come i giovani hanno influenzato la moda in Italia.

La moda italiana ebbe notevoli cambiamenti dagli anni 60 ad oggi. Le tendenze nella cultura giovanile in Italia sono a partire dagli anni 60, con il cinema la televisione e le nuove tecnologie alla portata di tutti; giradischi e i registratori a nastro che ebbero la loro apparizione trionfale nel mondo dei giovani.

Il terreno della musica e socio-culturale viene lanciato dai Beatles che in poco tempo prendono d’assalto tutta l’Europa non solo musicalmente ma anche la moda incominci ad avere forti cambiamenti tutti i giovani tendo a copiare il vestire dei loro beniamini e cosi ha inizio una marcia trionfale della moda in Italia.

Nella meta degli anni 60 un nuovo movimento culturale si sviluppa negli USA che in breve tempo invade tutto il mondo erano gli hippie con lo slogan “ peace and love “ cosi nasce la moda dell’anticonformismo o l’ antimoda caratterizzato dalle camicie tie dye, dalle blouse messicane, ai top ricamati in pizzo crochet, poncho, dalle mantelle e al abbigliamento militare. Il boom dell’anticonformismo fu dopo il mega concerto Musica delle Arti di Woodstock tenuto il 15 de agosto de 1969, diventa il nuovo obiettivo della moda, come dimostra anche la stretta relazione che si viene a creare tra moda e musica rock, pop ecc. ecc.

Gli anni 70 questo periodo che era stato fortemente influenzato dagli avvenimenti del 68 dove furono gettate le basi di un nuovo movimento politico giovanile in Italia, nasce un nuovo stile di moda, si passera dai figli dei fiori allo stile da discoteca nonostante lo stile hippie sembrava andare per la maggiore. Fu un decennio caratterizzato dalle camicie a fiori e stoffe con stampi di kashmir e colori vivaci alle minigonne, dai jeans a zampa di elefante ai caftani etnici, dai colori acidi alle stampe psichedeliche, dalle zeppe vertiginose ai sandali rasoterra.

Ma anche la moda con tendenze alla politica i giovanile vestivano in base alla loro ideologia l’abbigliamento era una dichiarazione politica.

Chi portava l’eskimo o altre giacche tipo militare e i jeans stropicciati o pantaloni di velluto mille righe marrone scuro scarpe polacchini tipo Clark's o delle Birkenstock di colore marrone o blu o scarpe da tennis sporche e slacciate, maglioni di lana a costa larga a girocollo o dolcevita con maniche lunghe che ti coprivano le mani. Capelli trasandati e barba non coltivata, con a tracollo una borsa Tolfa in pelle scamosciata, quei giovani venivano identificati come fricchettoni, alternativi, pelosi o zecche (persone anticonvenzionali, anticonformistici, o contestatori di un sistema socio-politico) erano di ispirazione alla filosofia hippie, che si dichiaravano anarchici, atei, comunque di estrema sinistra.

Mentre chi aveva la giacca di pelle mod. Schott, Bomber, Giacca a vento Ellesse mundial, o le polo Fila, Ellesse, Lacoste, Sergio Tacchi, Australian, o magliette aderente dolcevita, o a collo AV di morbido cotone o misto lana, jeans di marca, scarpe di marca, stivale El Charro, o Clark's Desert Boots colore sabbia, Timberland Classic Vela 2 Eye blu o marrone, mentre per le scarpe da tennis Adidas Stan Smith, e tante altre marche dell’epoca.

Gli occhiali da sole Ray Ban Aviator B&L ( chiamati fanale ) o Persol Ratti 649 Steve McQueen, e come mezzo di trasporto la maggior parte avevano una Vespa 125 PX per i ragazzi, mentre le ragazze il Boxer o il Ciao della Piaggio, frequentavano discoteche esclusive come il Piper club famoso perché era frequentato da molti artisti italiani, o il Much More ispirato allo Studio 54 di NY.
Questi giovani erano noti come i pariolini (quartiere romano dei Parioli, considerato esclusivo e alla moda ), di mentalità borghese e con tendenze politiche in genere di destra, o giovani apolitici che piaceva vestire alla moda, che furono quelli che anticipavano in qualche modo gli anni 80.

Gli anni 80 sono stati anni di grandi cambiamenti su scala globale, Milano strappò la palma di capitale della moda a Firenze, Venezia, Torino e Roma, è si consolida come il centro nevralgico della moda italiana, "La Culla della Moda” che iniziò a diffondersi in tutto il mondo, con famosi stilisti come Gucci, Giorgio Armani, Valentino, Ottavio Missoni, Ferragamo, Fendi, Gianfranco Ferré, Gianni Versace, Dolce & Gabbana, Miuccia Prada e Krizia.

Nei giovani adolescenti milanesi nasce la figura del paninaro ( Il termine paninaro deriva  da un locale di Milano “Al Panino”, bar in cui i giovani si ritrovavano ), una figura similare al pariolino romano, costituito da giovani adolescenti o poco più grandi, che si riunivano presso i locali di zona piazza san Babila a Milano. Codificando un proprio lessico e un proprio stile basato sull’ostentazione di capi griffati e molto costosi, uno stile di vita fondato sul consumo (snobismo).

Questo fenomeno e l’espressione dell’ondata di riflusso e disimpegno che seguiva il turbolento e politicizzato decennio precedente, rifiutava ogni forma di impegno sociale godendosi la vita senza troppe preoccupazioni. I paninari indossavano i capi di abbigliamento tipici della classe operaia e contadina americana ma tutti capi erano rigorosamente griffati e molto costosi. Questo stile si diffonde in tutta Italia e anche all’estero in poco tempo.

Mentre per i più grandi da i 25 anni in poi nasce la figura del yuppie abbreviazione di Young Urban Professional, figura del uomo d'affari che ebbe origine verso la metà degli anni 80 negli Stati Uniti.

Lo yuppie italiano era un'emulazione di quello statunitense, con figure di riferimento come Gianni Agnelli. La caratteristica dello yuppie italiano degli anni’80, era caratterizzata dal giovane professionista “rampante” che abbraccia l’economia capitalista e in essa trova la sua realizzazione, la sua immagine era dettata dalle diverse abitudini, nel cibo e negli svaghi ma prevalentemente nell'ostentazione di uno stile di vita e di una ricchezza non sempre reale.

Attenti alla moda vestivano marche di grande stilisti, la camice su misura con iniziali del nome con misure e posizione molto rigorose e senza taschino ( la posizione del monogramma si ricama sul lato sinistro della camicia, contando dall’alto fra il quinto e il sesto bottone, oppure tra il quarto e il quinto, a una distanza di 6,5/7 cm dall’abbottonatura ).

I pantaloni dovevano calzare perfettamente, l’orlo doveva essere fatto a mano dal sarto ed invisibile, con la fettuccia battitacco applicata alla base dell’ orlo nella parte dietro, la lunghezza nella parte frontale del pantalone deve toccare ma non piegarsi al collo delle scarpe, tenendo ovviamente in considerazione delle stringate classiche, la parte posteriore dell’orlo e un po più lunga da quella davanti e non deve superare il punto intermedio tra la metà del tallone e quello in cui ha inizio il tacco della scarpa, i punti di cucitura dell’orlo dovrà essere di circa 5 o 6 millimetri l’uno dall’altro.

La giacca no deve coprire il cavallo dei pantaloni. Il limite inferiore della giacca deve giungere quasi a meta del pollice quando il braccio è disteso lungo il fianco, le maniche deve arrivare al polso e avvolgere il polsino della camicia, ma non deve essere troppo larga da far intravedere la fodera all’interno, né troppo stretto da formare delle grinze sul polsino della camicia, deve avere una lunghezza tale da far sporgere una porzione di polsino della camicia di 1 a 1.3 cm.

Le scarpe di marca o artigianale fatte su misura, modello Oxford, o Derby colore nero o marrone scuro, e le Tod’s per il casual, la cinta rigorosamente del colore delle scarpe.

La cravatta sette pieghe sfoderata o foderate di grandi marche Marinella, Hermes, Bulgari ho artigianali fatte a mano personalizzata, la lunghezza perfetta per indossare la cravatta, deve terminare al bordo superiore della cintura la parte sottile della cravatta deve passare nel passantino (passante presente sul lato interno), con nodo perfetto, nodo semplice o doppio nodo.

Non può mancare l’orologio acciaio/oro, tutto acciaio o acciaio e cinturino di pelle pregiata ( coccodrillo struzzo ecc. ecc. ) le marche Rolex, Patek Philippe, Omega Speedmaster, Breitling, Audemars Piguet e tante altre marche. Un agenda di pelle griffata, e la rivista Capitol o il giornale Il Sole 24 ore.

Inoltre abitavano in appartamenti extra-lusso, arredati con colori cromatici, ed era di rigore il forno a microonde; iniziano a spuntare i primi cibi precotti per l’uomo che non si ferma mai.

Ecco il ritratto dello yuppie anni ’80. In quegli anni è nato, ma è difficile dire che si tratti di un genere passato. Cambiano gli stili nel vestire e del vivere ma la mentalità no. Così se ancora oggi fate un giro per il centro di qualche grande città potreste incontrarne diversi. Magari ad orario di aperitivo. Sono quelli che nonostante siano fuori dall’ufficio hanno ancora la cravatta al collo o in bella mostra nel taschino della giacca. Si muovono in branco sorseggiando spritz ed elogiando il nuovo ristorante etnico provato. Del resto uno stile non si estingue mai, evolve.

Gli anni 90 per i maggior esperti di moda, sono il periodo dell’anti-fashion e quello in cui a trionfare non era tanto il buon gusto ma uno stile piuttosto incoerente. Tuttavia, anche in quest’epoca è possibile cogliere alcune soluzioni divertenti da sfoggiare, come lo stile grunge, tornato di gran moda. Si pensa che la parola grunge derivi da grungy, gergale inglese che significa sporco.

Lo stile grunge è caratterizzato da camicie di flanella, anfibi, giacche di pelle invecchiata o di jeans, t-shirt e cardigan logori, sempre di qualche misura più grandi.
Le magliette ampie con stampe o scritte, anch’esse logore, da abbinare ad un giubbotto o una camicia di flanella a scacchi sono il cardine intorno a cui gira l’intero look. T-shirt e camicia di flanella a scacchi sono sicuramente i tratti distintivi dell’estetica grunge. I pantaloni logori e, perché no, anche rotti, ti conferiranno quell’aria trasandata così caratteristica di questo stile reminiscente degli anni 90.

Per quanto riguarda le calzature, via libera alle scarpe da ginnastica come le Converse ed agli stivali di pelle. Gli stivali spesso sono Dr. Martens, non devono essere alti come quelli che usano i metallari.

Quanto all’estetica, la chioma disordinata, la barba incolta ed i capelli lunghi e scarmigliati sono tipici del look grunge. I capelli sono spesso molto lunghi, ma non come quelli degli hippies, dei rockers o dei metallari. Normalmente è un look in cui i capelli sono scarmigliati o aggrovigliati, che ricadono sul viso.

Anche nella moda giovane, è il grande ritorno dei jeans a vita alta, oversize e dai lavaggi esagerati.

Alla fine degli 90 e i primi del 2000 sorge la figura dell’ uomo metrosessuale, in genere provenienti da aree metropolitane, forti consumatori di cosmetica, praticanti il fitness, l'abbronzatura artificiale, la depilazione del corpo e altri trattamenti estetici o di salute.

Gli anni 2000, sebbene meno famosi degli antecedenti ’80 e ’90 hanno in egual modo creato fenomeni di emulazione e riproduzione seriale non indifferenti. Lo stile 2000 non è di facile identificazione, perché contraddistinto da un mix-and-match di influenze passate e nuove tendenze che lo hanno reso poco riconducibile a una moda nel senso stretto del termine, si contraddistingue, per le influenze degli anni Novanta.

Le adolescenti vengon ispirate, da Britney Spears e all’acerrima rivela Cristina Aguilera, indossano top che lasciano scoperta la pancia abbinati a jeans e a gonne, ad un’attenzione quasi ossessiva per il corpo è il fisico. L’immagine della bellezza e condizionata dal contesto sociale.

I questi anni in controtendenza agli yuppie, son gli hipster giovani che segue lo stile alternativo e originale, i ragazzi indossano solamente jeans attillati, capi dallo stile vintage, maglie, vengono indossate quelle con scritte ironiche, fantasie floreali o a scacchi, fanno moda dando quell’aria di “non me ne frega proprio niente”. Inoltre, gli hipster amano vivere secondo natura, scegliendo cibi naturali e a chilometro zero e tendono ad essere vegetariani o, addirittura, vegani.

Amano leggere libri e acculturarsi, si radunano in luoghi alternativi come gallerie d’arte.

Mettono gli occhiali da vista, anche se non ne hanno di bisogno, ma solo perché fa moda e dà uno stile underground. Gli occhiali da sole preferiti dallo stile hipster sono i Ray Ban, barba lunga e coltivata e capelli corti e ama tatuarsi.
In pratica, tutto quello che è insolito e inusuale, è punto cardinale della tendenza hipster. 

Il yuppie del 2015 sono gli yuccie si pronuncia "yucky" (young urban creative, giovani creativi in carriera) sono arrivati con il loro stile inconfondibile, sono dei giovani (millennial o generazione Y) creativi in carriera, facile trovarli in quasi tutte le grandi città del mondo.

Gli yuccies, un incrocio tra gli yuppies e gli hipsters, costituiscono la nuova tribù urbana formata da giovani imprenditori che, a differenza degli hipsters, la cui estetica e filosofia ha fatto delle scuse ai poveri come cool, vogliono mostrare la loro ambizione professionale e i risultati ottenuti con le loro aziende di nuovo stile senza pregiudizi di alcun tipo.

Essere imprenditore è più di moda che mai, perché sembra anche concentrare tutta la propria attività sui social network per mostrare tutto ciò che riguarda la propria azienda e l'attraente modus vivendi di questo nuovo lotto di giovani neoliberali che amano curare la propria immagine.
Andare in ordine ma non classico, incorporando un tocco molto personale e audace al solito look, a prescindere dalle spese, è la loro lettera di presentazione.

Da buon imprenditore ha rifiutato una vita lavorativa sicura in cambio di una maggiore capacità espressiva. Vuole essere considerato per le sue idee e non come un semplice esecutore di qualcun altro, anche se il denaro è la sua preoccupazione. È impegnato nella sua assoluta libertà, ma con un ambizioso piano finanziario che gli dà la tranquillità necessaria per poter viaggiare ed esplorare il suo potenziale.

La caratteristica estetica principale di yuccie è la passione per le tendenze sobrie, per le linee pure e pulite. Vuole trasmettere un'immagine professionale minimale, attuale e di successo.

Il look degli yuccie opta per degli occhiali con montatura scura, capelli in un modo perfettamente curato e non troppo affollato, barba completamente rasata con camicie bianche in cotone biologico o con stampe originali non troppo appariscenti e maglioni con dettagli originali,
pantaloni slim o rilassanti, scarpe Vans Vault TH Chukka TH Nomad LX o modelli similari sneaker alla moda.

Sono aggiornate con le collezioni dei marchi più noti e vanno per le edizioni limitate che offrono loro l'esclusività e il punto urbano che le caratterizza. Borse, valigette e zaini in pelle fatte a mano, orologi di marca con cinturino in caucciù, non sono ossessionati dalle tendenze, ma dalla tecnologia più avanzata: iPhone, iWatch e iPad vanno con loro. Sono sempre collegati e sempre con l'apparecchio più recente.

Cercano marchi emergenti, piccole produzioni possibilmente locali o nazionali che puntano sull'originalità e sull’artigianato, piace indossare abiti con un'anima con cui esprimere la loro creatività, scommettono tutto sulla qualità e sull'unicità dei loro capi tirando più per uno stile pulito e minimale che per un mix and match audace.

Il comfort è importante per loro, ma sempre nel rispetto di alcuni modelli classici ai quali danno un tocco di casual.

Amano prendersi cura di se stesse e quindi preferiscono i prodotti cosmetici naturali e biologici e non amano tatuarsi.

Una caratteristica comune degli yuccies è la loro predilezione per il cibo. A loro piace mangiare bene, e cercano ristoranti esclusivi.

Ama viaggiare, scoprire e, soprattutto, condividere ogni dettaglio dei suoi fantastici viaggi.

Questa nuova etichetta sociale vive con la convinzione di meritare non solo di lottare per i propri sogni creativi, ma anche di essere ricompensati per questo.