La storia del cappello risale a epoche remote come la Preistoria cuando si coprivano il capo per difendersi dal clima inclemente con le pelli degli animali cacciati. Segue con i greci che usavano un copricapo conico allacciato sotto il mento, per poi passare a grandi salti ai tempi dell Alta Etá Media dove si usavano dei cappucci attaccati ad un mantello che fungevano da protezione piú che da estética; scivolando nel Rinascimento dove acquistano un valore estético e di definizione sociale de allungarsi in forma di boine durante la Rivoluzione Industriale che li rende allá portata di tutti e non giá piú dei soli ricchi per rinascere con Coco Chanel che definitivamente li rimette in carreggiat allá grande ma in maniera diversa e decisamente innovatrice oltre che audace per l época.

Oggi come oggi la moda presenta questo copricapo in mille maniere, in una varietá  enorme di forme, materiali e colori per la grande gioia di chi en é affezzionato o semplicemente rappresente ancora un modo di vivere.

Ed ecco che quest’anno i piú grandi designer della moda de anche i meno conosciuti hanno rispolverato il cappello da donna , cominciando da Dolce e Gabbana che si sono divertiti a tirarne fuori stile campagnola scic, sembrano tessuti a mano effetto pizzo in combinazione con i vestiti dello stesso tessuto e colore; ricordano con nostalgia i fazzoletti che si usavano per andare a messa in chiesa o per salvare la pettinatura quando si volava guidando una cabriolet. Gli segue il passo Marc Jacobs che gli da una apparenza piú russa  in panno dai colori delicati e adornati da spille grandi e  vistose oltre che luccicanti.

Ed ecco Chanel che ritorna allá carica offrendoci il classico cappello da fantino ma togliendogli quel rigore equestre e avvolgendolo di una certa femminilitá grazie all’abbinamento di accessori piú  dolci come una collana drammatica su un pre-a-porter.

Erdem e Molly due giovani marche all’avanguardia che propongono i famosi “beanie hats”che non sono altro che copricapi a cuffia rotonda movimentati da grandissimi fiocchi e decorazioni con cristalli. Mentre Dolce e Gabbana si butta sulla coppola siciliana in velluto a coste rotondeggiante oppure Armani col suo baschetto severo ma dall’aria artística ch aspetta solo di essere avvicinato a dei pennelli per essere al completo.

Givenchy invece ci sorprende arrivando al climax dell esagerazione presentando dei cappelli a tesa lunghissima nella parte posteriore dando l’impressione di essere quasi parte dello strascico del vestito e rubandogli tutto il protagonismo. Ma la femminilitá torna indiscussa con Nina Ricci che ci porta dei cappelli tipo cloche spettacolari perché coloratissimi e fatti in panno pressato con una linea pulita e bellissima allá vista; inoltre ci presenta anche un capo che ci ricorderá moltissimo il famoso copricapo di Audrey Hepburn nel film A Colazione da Tiffany, in colori pastello ma intensi come il lilla carico. Ce li da anche in versione pescatore in paglia intrecciata a temi fiorati o unicolore divertenti per le occasioni meno impegnative ed un clima piú leggero.

Etro ci regala una cappello disegnato dalla top model brasiliana Alessandra Ambrosio realizzato in stile “gaucho” in feltro con chiusura a nastro al collo e adornato da ricami folk, che rende piú raffinato l’originale cappello della pampa e che si puó indossare in qualsiasi momento dell’anno giacché ha una forma che  combina con tutto, pur dando un’aria piú libera e meno rigida a tutto il completo. Gucci ci riporta il classico Fedora ma rinnovato nell’altezza del cilindro mettendoci di fronte al copricapo dei Pellegrini Religiosi lo storico gruppo religioso del 1600 che emigró in Olanda essendo scontenti dell’ambiente politico-religioso inglese e che alla fine arrivó nel Nuovo Mondo usando questo capo caratteristico.

Per questá nno pare che la tendenza di colore sia quella del Blu Pacifico oltre alle nuance del beige, grigio in tutte le loro varianti; cosí come realmente questo copricapo é un pezzo che ritorna alle sue origini nei diversi momenti storici con le varianti dei colori, materiali e tecniche di manufattura di oggigiorno.

Alla fine nel 2021 le amanti di questo capo non solo ornamentale dell’abbigliamento femminile ma anche molto pratico, avranno quest anno l’imbarazzo della scelta giacché le maison si sono sbizzarrite nel presentarne nuove versioni che faranno impazzire non solo le abitué ma anche le nuove simpatizzanti disposte a perdere la testa per un cappello.

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