Non basta una vita per leggere tutti i libri che ci sono al mondo. Purtroppo, bisogna fare una scelta: il genere preferito, l’autore preferito, la copertina che ci cattura di più. Insomma, tutti tutti proprio non riusciremo a leggerli ma forse ci possiamo portare avanti.

In quest’articolo ho scelto 10 libri biografici che narra cio che i personaggi hanno vissuto e patito direttamente, sono libri decisamente molto noti che, forse, per una ragione o per l’altra, non avete ancora letto. Questa è l’occasione buona per aggiornare la vostra lista dei libri da leggere. Anche se la mia scelta non e di vostro gradimento scegliete un’altro genere e Buona Lettura l’importate e leggere.

Anche se molti libri sono difficile da reperire sul mercato oggi la tecnologia ci permette di scaricarli via internet in formato: Kindle, ePub, eBook e PDF.

12 anni schiavo di Solomon Northup, pubblicato nel 1853. Basato sulla sua biografia e gli anni di schiavitù. È la sconvolgente storia scritta in prima persona dall’autore, di un uomo di colore nato libero, sequestrato e poi venduto come schiavo.

Nel 1841 viene avvicinato da due uomini che gli propongono un ingaggio come violinista. È l’inizio di un incubo, rapito, drogato, Solomon viene costretto a cambiare nome, a dimenticare il proprio passato, a diventare un’altra persona, uno schiavo, senza nessuna speranza di rivedere la propria famiglia. Deportato in Louisiana, viene venduto a un coltivatore di cotone e nei successivi dodici anni sperimenta l’abiezione dello sfruttamento e della schiavitù.

Contro tutto e tutti, deciso a riguadagnare la propria libertà, Solomon, riesce a rimettersi in contatto con la propria famiglia. Comincia la dura e appassionata battaglia legale che nel 1853 gli restituirà la libertà. Dopo aver riacquistata la sua libertà, scrisse la sua autobiografia, assistito dall’avvocato David Wilson, già autore di due pubblicazioni sulla storia locale e in tema di abolizione della schiavitù. All’epoca l’autobiografia vendette trenta mila copie

Documento di straordinario di valore umano e storico, che conserva ancor oggi la forza di un’orgogliosa rivendicazione della dignità e dell’uguaglianza di tutti gli uomini.

I sette pilastri della saggezza di Lawrence de Arabia - Thomas Edward Lawrence, pubblicato nel 1922. È un libro autobiografico delle esperienze di soldato britannico di T. E. Lawrence. Il libro racconto della rivolta araba del 1917-1918 diventa un mezzo per riflettere sull’animo umano: leggiamo insieme I sette pilastri della saggezza di T. E. Lawrence.

Tra il 1916 e il 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, un soldato britannico guidò la rivolta araba contro gli ottomani. Il soldato britannico non era uno qualunque: si trattava di Thomas Edward Lawrence, passato alla storia come Lawrence d’Arabia.

Per Lawrence, la rivolta scaturiva da ideali molto importanti. Era infatti affascinato dai costumi e dalla cultura araba, perciò voleva combattere per la loro indipendenza. Tuttavia, la disillusione prese ben presto il posto degli ideali.

Una volta finita la rivolta, infatti, il governo inglese non concesse l’indipendenza. I nuovi territori furono suddivisi tra il dominio britannico e quello francese. Lawrence capì che il supporto dell’Impero era dovuto a motivi economici e di dominio.

Dopo la fine della rivolta, Lawrence rifiutò tutte le onorificenze di guerra e si ritirò a vita privata. Qui, scrisse la sua grande opera, I sette pilastri della saggezza.

Il diario di Ana Frank - Ana Frank, pubblicato nel 1947. Il Diario di Anna Frank è la raccolta in volume degli scritti, in forma di diario, di Anna Frank una ragazza ebrea nata a Francoforte e rifugiatasi con la famiglia ad Amsterdam, costretta nel 1942 a entrare nella clandestinità insieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti. Nell'agosto del 1944 i clandestini vennero scoperti e arrestati; furono condotti al campo di concentramento di Westerbork; da qui le loro strade si divisero ma, ad eccezione del padre di Anna, tutti quanti morirono all'interno dei campi di sterminio nazisti. Dopo essere stata deportata nel settembre 1944 ad Auschwitz insieme alla sorella dove passeranno un mese. E infine sarà trasferita nel campo di concentramento di Bergen Belsen dove nel febbraio o marzo del 1945 morirà di tifo.

Il diario Zlata Filipovic - Zlata Filipovic, pubblicato nel 1993. Ambientato a Sarajevo durante il conflitto che nei primi anni Novanta ha flagellato l’ex Jugoslavia. Nelle prime pagine del suo diario, Zlata Filipovic è quasi incredula che la guerra giungerà a Sarajevo. Lei e i suoi parenti sono impegnati in opere di solidarietà verso conoscenti che si trovano in una città già colpita dalla guerra come Dubrovnik. Non credono che accadrà anche da loro. E invece accade: il 5 aprile 1992 ci sono i primi spari, le prime morti. Un diarios scritto da una bambina di 11 anni si vede rubare l’infanzia, le sue parole restano un faro per tutti. Perché ha raccontato in prima persona ciò che ha visto con i suoi occhi, l’orrore della morte e della distruzione.

Io sono Malala di Malala Yousafzai (vincitrice del premio Nobel per la Pace 2014), pubblicato nel 2013. L'opera è stata scritta in collaborazione con la giornalista inglese Christina Lamb.

Malala oggi considerata come il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere. Questo libro è la storia vera e avvincente della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di tutti i bambini del mondo. Condannata a morte da parte dai Talebani, per aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare.
Aveva 15 anni quando Malala venne aggredita da un uomo che sali a bordo dell’autobus e spara
tre colpi, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Ma Malala non muore, la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite. La potente storia di Malala aprirà i vostri occhi su un mondo diverso e tornerà a farvi credere nella speranza, nella verità, nei miracoli, e nella possibilità che una singola persona possa ispirare un vero cambiamento.

L'impero del sole di James Graham Ballard, pubblicato nel 1984. È un romanzo sostanzialmente autobiografico. In quest'opera l'autore riporta, con alcune variazioni, le esperienze vissute a Shanghai e nel Civilian Assembly Centre di Lunghua, durante la seconda guerra mondiale.

James G. Ballard ha trascorso l’infanzia nel quartiere internazionale di Shangai e durante la Seconda guerra mondiale è stato deportato nel campo di internamento di Lunghua. L’impero del sole tuttavia non è un libro del tutto autobiografico, perché a differenza del protagonista, abbandonato a se stesso in tempi di guerra, Ballard ha vissuto la prigionia con i genitori. Lo scrittore ha spiegato che è riuscito a raccontare questa esperienza solo tagliandone fuori i suoi genitori. Il protagonista Jim un ragazzo di 11 anni viene internato in un campo di prigionia, dove deve faticosamente guadagnarsi prestando servigi ad alcuni prigionieri, per poter mangiare perché le razioni di cibo diventano sempre più scarse. Nel romanzo i suoi genitori e sua sorella non furono inclusi nel nucleo della storia per una precisa scelta volta a rendere la scrittura del romanzo più facile, anche dal punto di vista psicologico.

Lungo cammino verso la libertà di Nelson Mandela (vincitore del premio Nobel per la pace nel 1993), pubblicato nel 1994. Opera autobiografica scritta da Nelson Mandela, leader del movimento anti-apartheid in Sudafrica. Mandela racconta, dall’infanzia nelle campagne del Transkei alle township di Johannesburg, dalla prima militanza nell’Anc, attraverso ventisette anni di carcere, al premio Nobel per la pace e alla presidenza del suo paese. Il lungo cammino verso la libertà, è il lungo cammino del popolo nero verso la libertà politica e la conquista di un valore irrinunciabile: la dignità dell’essere umano.

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane Vera Felscherinow, pubblicato nel 1978.
Il racconto di Christiane F. descrive con particolare enfasi le tappe principali della sua vita: trasferitasi in città dalla campagna, che si lascia attrarre del mondo trasgressivo del Sound, la discoteca più in voga della capitale. Christiane trascorre un’infanzia difficilissima. Costretta per anni a subire le violenze da parte del padre, un pò alla volta si avvicina ad un mondo diverso dal suo, a quello della droga. Una storia di quei ragazzi della stazione della metro Zoo di Berlino, (Bahnhof zoo) che in quel quartiere si drogano nei concerti di David Bowie, consumavano eroina fino a vendere il proprio corpo per comprarsi le dosi di droga. Dalla fine degli anni ’70 la scioccante storia vera di questa giovane ragazza di Berlino e dei suoi amici, ha spesso trovato spazio nei titoli dei giornali tedeschi e di tutto il mondo.

Papillon di Henri Charrière, pubblicato nel 1969. È un romanzo autobiografico narra l'incredibile storia vera di Henri Charrière soprannominato Papillon a causa di un tatuaggio di una farfalla che gli adorna il suo torace. Il 26 ottobre del 1931 Henri Charrière venne arrestato per l'omicidio e condannato ai lavori forzati per il resto della sua vita, lasciò la cittadella di Saint-Martin-de-Ré il 29 settembre 1933 a bordo della Martinière e sbarcò il 14 ottobre con lo status di "deportato" a Saint-Laurent-du-Maroni. In seguito fu imprigionato nel bagno penale della Caienna nella Guyana francese, dalla quale tentò per nove volte di evadere. L'ultima fuga risale al 1941 quando usò una zattera di fortuna costruita con una borsa piena di noci di cocco con la quale affrontò la marea per allontanarsi dall'Isola del Diavolo, che lo porterà fino in Venezuela. Una volta arrivato sul territorio venezuelano, Papillon venne catturato e imprigionato nel carcere di El Dorado, venne rilasciato il 18 ottobre del 1945 e si stabilì a Caracas, dove ottenne la residenza grazie al matrimonio con la venezuelana Rita Alcover.
Io vi consigliere di leggere anche Ghigliottina secca di Rene Belbenoit, pubblicato nel 1938. Belbenoit fu arrestato per furto, e condannato a otto anni di lavori forzati nella Guyana. Arrivò nella Guyana francese il 23 giugno 1923, era il detenuto numero 46.635: tanti ne erano fino ad allora arrivati dal 1852, anno di apertura della colonia penale. Nel 1934 evade e dopo aver attraversato tutta Centra America, l’11 giugno 1937 arrivo a Los Angeles in Stati Uniti dove dovette scontare 15 mesi di prigione perché risultava essere entrato illegalmente. René Belbenoit ottenne infinte, nel 1956, ottenne la cittadinanza americana. Questo romanzo ha messo in discussione la veracità del libro scritto da Charrière “Papillon”.

Il 17 giugno 1938 il presidente della Repubblica Albert Lebrun firmò un decreto legge che mise fine alla pena dei lavori forzati nelle colonie. La seconda guerra mondiale ne impedì l’applicazione nell’immediato, ma dal 1944 il generale De Gaulle incaricò un emissario della chiusura del bagno penale. Nel 1951 i bagni penali del Guyana francese furono formalmente chiusi e il primo agosto 1953 gli ultimi testimoni, condannati e sorveglianti, fecero rientro in Francia.
L'ultimo uso pubblico della ghigliottina in Francia risale al 17 giugno 1939, fuori dalla prigione Saint-Pierre a Versailles, quando venne utilizzata per l'esecuzione di Eugen Weidmann. La ghigliottina fu usata per l'ultima volta il 10 settembre 1977 nel carcere di Marsiglia, per l'esecuzione di Hamida Djandoubi. E il 9 ottobre 1981, su iniziativa di Robert Badinter, ministro della Giustizia nei primi anni della presidenza di François Mitterrand, fece approvare dal parlamento la legge 81-908 che ha soppresso la pena capitale.

Sette anni nel Tibet di Heinrich Harrer, pubblicato nel 1953. Narra le vicende che lo portarono, da semplice alpinista e sportivo, a diventare uno dei più intimi amici del quattordicesimo Dalai Lama. La loro amicizia, durerà ben oltre il romanzo tanto che lo stesso Dalai Lama visitò Harrer nel 2002 in occasione del suo novantesimo compleanno.

Nel 1939 l’alpinista austriaco Heinrich Harrer parte per una spedizione con la nazionale tedesca in Tibet con l’intento di scalare il Nanga Parbat. Tornerà in patria solo dopo incredibili avventure sarà internato in un campo di concentramento, evaderà più volte, riuscendo a penetrare in terre mais visitate da un occidentale, ma soprattutto conoscerà e sarà conquistato da una cultura antica e affascinante, di cui diventerà il paladino. “Sette anni nel Tibet” non è soltanto il racconto appassionante di questa straordinaria esperienza di un'avventura al limite dell'incredibile ma anche una testimonianza storica e umana sugli ultimi anni del Tibet indipendente, alla vigilia della drammatica invasione delle truppe cinesi.

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