Non basta una vita per leggere tutti i libri che ci sono al mondo. Purtroppo, bisogna fare una scelta: il genere preferito, l’autore preferito, la copertina che ci cattura di più. Insomma, tutti tutti proprio non riusciremo a leggerli ma forse ci possiamo portare avanti.

In quest’articolo ho scelto 10 romanzi storici, sono libri decisamente molto noti che, forse, per una ragione o per l’altra, non avete ancora letto. Questa è l’occasione buona per aggiornare la vostra lista dei libri da leggere. Anche se la mia scelta non e di vostro gradimento scegliete un’altro genere e Buona Lettura l’importate e leggere.

Anche se molti libri sono difficile da reperire sul mercato oggi la tecnologia ci permette di scaricarli via internet in formato: Kindle, ePub, eBook e PDF.

Ben Hur di Lew Wallace, pubblicato nel 1880. Romanzo storico la vicenda si svolge in Palestina 21 anni dopo la nascita di Gesù; Ben-Hur, principe ebreo di 17 anni fa cadere una tegola in testa a Valerius Gratus, console dell’impero romano di passaggio. Messala, suo amico romano, assiste all’incidente, ma non fa nulla per impedire l’arresto. I romani arrestano dunque Ben-Hur con l’accusa di tentata rivolta nei confronti di Roma e il ragazzo viene condannato ad essere schiavo sulle navi romane come rematore, mentre sua madre e la giovane sorella vengono imprigionate.
Tuttavia, durante uno scontro notturno con i pirati, Ben-Hur salva Quintus Arrius dalla morte. Quest’ultimo lo adotta e lo nomina erede come ricompensa delle sue azioni.

Guerra e Pace di Lev Nikolaevič Tolstoj, pubblicato tra il 1865 e il 1869. È ambientato nella Russia zarista e durante le guerre napoleoniche tra il 1805 e il 1820. L'ambiziosissima opera di Tolstoj, che abbraccia le guerre napoleoniche dal 1805 alla grande epopea del 1812, con l'invasione francese e l'incendio di Mosca, per spingersi con l'epilogo fino al 1820, ancora oggi stupisce per l'ampiezza e la profondità dello sguardo in cui si fondono azione romanzesca, materiale storico e discorso filosofico. Guerra e pace è ancora uno dei libri più amati della letteratura occidentale: forse perché con la ricchezza del suo intreccio soddisfa la nostra sete di storie, o perché ci propone personaggi talmente vivi e attendibili che tendiamo a pensarli come uomini e donne reali. In Guerra e pace la potente denuncia degli orrori e dell'insensatezza della guerra non esclude la descrizione della bellezza di un campo di battaglia o dell'ebbrezza di una carica di cavalleria.

I Miserabili di Victor Hugo, pubblicato nel 1862. È ambientato tra il 1815 e il 1833.
In questo grande romanzo, tra i più importanti della letteratura francese, Victor Hugo riversa gran parte della sua esperienza umana e sociale per costruire una storia di fatica, esilio e povertà. Un'epopea della miseria che vede protagonisti alcuni indimenticabili personaggi, come Jean Valjean, Cosette, Fantine, antieroi di una socialità contraddittoria come solo quella della Parigi dell'800 poteva essere, capaci di incredibili e commoventi delicatezze. Una storia in cui i sentimenti di frustrazione e di rivalsa segnano il ritmo incalzante dell'intero racconto, magistrale e irripetibile per l'autenticità delle emozioni e per la complessità della trama narrativa.

I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas, pubblicato nel 1844. È uno dei romanzi più famosi e tradotti della letteratura francese e ha dato inizio ad una trilogia, che comprende Vent'anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850).

I tre moschettieri sono Athos, Porthos e Aramis, a cui poi si aggiunge il protagonista del romanzo, D’Artagnan, un giovane guascone, va a Parigi per essere ammesso tra le file dei moschettieri di re Luigi XIII. Tuttavia, la lettera di raccomandazione che porta con sé gli viene sottratta lungo il tragitto. Il signor de Tréville lo riceve egualmente e, dopo l'udienza, D'Artagnan s'incammina per Parigi, dove incontra casualmente, uno dopo l'altro, Athos, Porthos e Aramis. Tutti, ritenendosi provocati, lo sfidano a duello all'insaputa degli altri. All'appuntamento, però, si presentano anche le guardie del cardinale Richelieu, risolute ad arrestarli in forza del divieto di duellare. I tre moschettieri si oppongono e D'Artagnan combatte con loro conquistando la fiducia e l'amicizia dei tre. Successivamente, re Luigi li fa convocare a palazzo, ma, anziché rimproverarli, si complimenta con loro per aver tenuto testa alle guardie del primo ministro Richelieu.

Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas, pubblicato nel 1846. È un romanzo in cui poco è affidato all’immaginazione e ogni cosa è minuziosamente analizzata, il lettore non si annoia mai di essere accompagnato in questo mondo incantato che viaggia dalla Francia napoleonica a quella realista, dai sultani d’Oriente e alle rivoluzioni e ai tradimenti, dall’Italia coi suoi briganti e la sua storia alle isole a largo di Marsiglia, fatte di miti e prigioni. Gli intrecci, complessi e intricati, sono forse l’elemento più geniale della fantasia di Dumas. Ad ogni modo, il lettore viene accompagnato da un narratore onnisciente nelle diverse scene, mettendosi nei panni di tutti i personaggi, uno alla volta.

Ivanhoe di Walter Scott, pubblicato nel 1819. La vicenda si colloca nell'Inghilterra del XII secolo sullo sfondo dei contrasti tra sassoni e normanni. Ivanhoe, figlio di Cedric, ama, riamato, lady Rowena. Ma Cedric ha deciso di dare in moglie Rowena a Athelstane per riportara una stirpe sassone sul trono e bandisce Ivanhoe, amico del re normanno Riccardo Cuor di Leone. Il giovane va crociato al seguito di Riccardo mentre, assente il re, Giovanni usurpa il trono. Al ritorno dei crociati, Ivanhoe batte tutti i campioni dell'usurpatore. Ma i nobili normanni lo fanno prigioniero.

La Figlia del Capitano di Aleksandr Sergeevič Puškin, pubblicato nel 1836. Pëtr Andréevič Grinëv, il protagonista del romanzo, è l'unico figlio maschio di un nobile ufficiale a riposo e perciò destinato sin da prima della sua nascita alla carriera militare come sergente nella Guardia imperiale. Un padre severo, un figlio ribelle spedito a prestare il servizio militare all'avamposto di Belogorsk, un bandito, una giovane donna contesa. Sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta cosacca di Pugacëv, tra duelli, scontri e prigionie, Aleksandr Puskin narra il contrastato amore tra due giovani, il nobile Grinëv e la dolce Masa, che per coronare il loro sogno dovranno superare innumerevoli traversie. Ultima prova letteraria di Puskin, "La figlia del capitano" fonde magistralmente le vicende dei protagonisti con la Storia, in un romanzo che si legge come un'"antica fiaba russa.

La Primula Rossa di Emma Orczy, pubblicato nel 1905. Parigi, anno di grazia 1792. Il Regime del Terrore semina il caos. I “maledetti aristos”, sventurati discendenti delle famiglie aristocratiche francesi, vengono mandati a morte dall'implacabile tribunale del popolo: ogni giorno le teste di uomini, donne e bambini cadono sotto la lama della ghigliottina. Ma in loro aiuto interviene un personaggio inafferrabile e misterioso, il quale, attraverso rocambolesche e ingegnose fughe, riesce a portare oltremanica i perseguitati del regime, nella libera Inghilterra. Dietro di sé non lascia tracce, se non il proprio marchio: un piccolo fiore scarlatto, che gli varrà il soprannome di Primula Rossa. L'incognita ossessiona l'astuto e crudele funzionario del governo francese Chauvelin e affascina l'alta società inglese: ma la soluzione del mistero si rivelerà tanto insospettabile quanto geniale.

Rob Roy “Robert MacGregor” di Walter Scott, pubblicato nel 1817. Ambientato nel Settecento che vede fieri scozzesi in kilt combattere contro gli inglesi capeggiati dall’odioso Tim Roth. Rob Roy è stato un bandito e un razziatore, e contemporaneamente un patriota e un giacobita, che si guadagnò la fama di Robin Hood scozzese nel periodo di agitazione politica conseguente all’unione della Scozia con l’Inghilterra.

Strutturalmente, il romanzo si divide in due parti che pongono i personaggi in situazioni e ambienti diversi: la prima si svolge principalmente nell’ambito di Osbaldistone Hall nel Northumberland, la seconda invece catapulta il nostro protagonista prima a Glasgow e poi nelle Highlands, in un mondo ostile e ignoto, dove l’azione subisce una brusca accelerata. I temi romantici sono ben presenti, così come qualche eccessiva lungaggine, specie all’inizio inoltre, l’ambientazione storica e i risvolti politici potrebbero risultare indigesti a un lettore non avvezzo a questi temi.

Robin Hood di Alexandre Dumas, pubblicato nel 1872. Romanzo storico, che narra la storia di il giovane trovatello che viene affidato alle cure del guardaboschi Gilbert Head e a sua moglie Margaret, il nome del giovane ragazzo e Robin Head, che poi viene mutato in Hood. Robin cresce nella foresta di Sherwood conquistandosi la fama di arciere provetto. Nessuno sa che il ragazzo è il legittimo erede della contea di Huntingdon, sfuggito per poco alla morte. L'incontro con Allan Clare e sua sorella Marian, di cui si innamora perdutamente, lo porta a sfidare lo Sceriffo di Nottingham, il barone Fitz Alwine, al quale viene rapita la figlia Christabel, invaghita di Allan. Esiste anche una versione scritta da Walter Scott.

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