Non basta una vita per leggere tutti i libri che ci sono al mondo. Purtroppo, bisogna fare una scelta: il genere preferito, l’autore preferito, la copertina che ci cattura di più. Insomma, tutti tutti proprio non riusciremo a leggerli ma forse ci possiamo portare avanti.

In quest’articolo ho scelto 10 libri (e stata una scelta molto difficile perche ci sono a migliaia di libri di questo genere uno più bello dell’altro) di avventura che hanno fatto sognare e viaggiare con l’immaginazione a molte generazioni, sono libri decisamente molto noti che, forse, per una ragione o per l’altra, non avete ancora letto. Questa è l’occasione buona per aggiornare la vostra lista dei libri da leggere. Anche se la mia scelta non e di vostro gradimento scegliete un’altro genere e Buona Lettura l’importate e leggere.

Anche se molti libri sono difficile da reperire sul mercato oggi la tecnologia ci permette di scaricarli via internet in formato: Kindle, ePub, eBook e PDF.

Capitani coraggiosi di Rudyard Kipling (vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1907), pubblicato nel 1897. È un romanzo che narra la storia di una crescita spirituale e caratteriale del giovane Harvey, un ragazzo viziato e prepotente, figlio di un ricco uomo. Mentre viaggiava verso l’Europa in compagnia della madre, cade in mare. Viene salvato da alcuni marinai che si trovavano nella zona. Harvey viene ospitato sulla goletta dove il duro capitano Disko Troop lo trasforma da ragazzo viziato e prepotente quale era, in un ragazzo che capisce cosa vuole dire sudare. Dopo poco tempo diviene amico di Dan, figlio del capitano e impara a lavorare come pescatore. Fa amicizia con tutti i membri del equipaggio, e diventa un ottimo pescatore. Nel finale incontra i genitori, che lo credevano morto, e che ritrovano un vero uomo.

Un libro che ti plasma e ti insegna che dietro a un uomo c’è sempre una storia da raccontare che rispecchia chi è realmente colui che si cela dietro il volto. Infine, è un libro che senza compromessi: i protagonisti sono tutti deboli, la debolezza dell’essere umano che però va intesa positivamente, come potenza in divenire.

I Misteri della Jungla Nera di Emilio Salgari, pubblicato nel 1887. È un romanzo d’avventura, che fa parte del cosiddetto ciclo indo-malese del autore che tanto ci appassiona con le storie di terribili cacciatori, pirati, predatori.

La storia si svolge sul delta del Gange, in una jungla nera, dove il buio è popolato di giorno da un silenzio funebre e da un frastuono di urla, ruggiti e sibili che gela il sangue. Ed è proprio in questo sfondo oscuro e misterioso delle Sunderbunds indiane, sorge una sinistra isola di Raimangal che ospita una pagoda nei cui sotterranei si nascondono i Thug, una setta sanguinaria cui sono affiliati degli strangolatori, seguaci della dea indiana Kali che tengono imprigionata una giovane fanciulla anglo-indiana di nome Ada Corishant, figlia di un ufficiale inglese soprannominata dalla setta "la Vergine della Pagoda" e costretta a diventare la sacerdotessa di Kali. Tremal-Naik, un coraggioso cacciatore bengalese innamorato della ragazza, cercherà di salvarla con l'aiuto del suo fedele servitore, il maharatto Kammamuri, al fianco del quale affronta una lotta all'ultimo sangue contro gli adoratori della dea.

Un romanzo ricco di colpi di scena, capace di intrecciare avventura, amore, e amicizia. Una storia adatta ad un pubblico giovane, ma che rischia di deludere i lettori adulti.

I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, pubblicato nel 1726. È un romanzo che coniuga fantasia e satira in un'allegoria dell'animo umano dell'Inghilterra e della Francia settecentesca.

Il romanzo è organizzato in 4 parti diverse che si ripetono, una per ogni viaggio. Ogni parte dedicata a un viaggio descrive una società abitata da personaggi fantastici in cui Gulliver cerca di ambientarsi, invano. Il protagonista è alla ricerca di un mondo utopico, un mondo che nella satira dell'autore Swift è da contrapporre ai difetti e ai vizi tipici dell'Occidente. La ricerca di questo mondo perfetto si rivela una disfatta: quelli che a prima vista a Gulliver appaiono paradisi terrestri, non sfuggono in realtà ai difetti e alle ipocrisie tipiche degli uomini. Questo romanzo rispecchia non solo il pensiero di Swift, ma anche e soprattutto la sua personalità che era molto anticonformista per l’epoca in cui viveva. Oggetto della sua satira era la politica e la società inglese ed europea di allora.
Il tema del viaggio come scoperta non solo geografica, ma anche interna, perché l’uomo venendo a contatto con diverse culture accresce il suo bagaglio di conoscenze, il suo spirito critico e il suo modo di pensare.
Il romanzo si chiude con Gulliver che una volta tornato finalmente nel suo paese, felice, rivede sua moglie ed i suoi figli, ma disgustato dagli uomini dopo le esperienze vissute nelle sue avventure, non riesce più a sopportarne l’odore e decide così di vivere nella stalla a stretto contatto solo con i cavalli.

Il Giro del Mondo in 80 Giorni di Jules Verne, pubblicato nel 1872. La storia inizia nel 1872 a Londra, dove Phileas Fogg, signore inglese ricco e ossessivo conduce una vita monotona. Un giorno 2 ottobre al Reform Club sente i suoi soci che discutono su un articolo del Daily Telegraph in cui si commenta la costruzione di una nuova ferrovia in India e si dice che ormai è possibile compiere il giro del mondo in ottanta giorni. Fogg allora scommette con i suoi soci ventimila sterline, sostenendo che riuscirà a compiere tale impresa partendo la sera stessa e tornando il 21 dicembre. Il gentleman parte allora con il suo maggiordomo Passepartout per l’avventuroso viaggio pieno di colpi di scena.

Come negli altri testi dell’autore, all’elemento avventuroso si unisce l’interesse enciclopedico per le scienze applicate e per popoli e culture lontani dal mondo europeo. A fianco, c’è l’entusiasmo, tipico della cultura del Positivismo nell’Ottocento, per le nuove scoperte tecnologiche che aprono all’immaginazione scenari fino ad allora ritenuti impensabili.

Kim di Rudyard Kipling (vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1907), pubblicato nel 1901. La storia si dispiega sullo sfondo del Grande gioco, il conflitto politico tra la Russia e l'Impero Britannico nell'Asia centrale.

 Il romanzo narra le vicende del giovane tredicenne Kimball O’Hara, un orfano di un sergente irlandese e di una madre indiana, entrambi morti in povertà. Kipling descrive in modo minuzioso la vita del ragazzo, Kim, passando dalle strade polverose della città indiana di Lahore, fino ad arrivare a monti e vallate incontaminate, sempre del paesaggio naturale indiano. In questo romanzo, profondamente ideologica del romanziere, nonostante sia chiaramente un romanzo scritto per un pubblico politicamente vicino al mondo dell’impero britannico. Tuttavia, non si può negare un genuino trasporto non solo per l’impero e per la sua missione, ma anche per la variegata popolazione e civiltà indiana, così spesso definita “eterna” o “fuori dal mondo” in un senso profondamente positivo, ancorché inconcepibile al lato pratico per un occidentale. L’India è, per Kipling, come una donna bellissima di un secolo remoto, come una figura di ragazza di un quadro rinascimentale: si può contemplare, si può amare in un senso platonico e profondo, ma astratto, sicché mai tradurre in qualcosa di reale e di concreto. La tensione, dunque, si vive continuamente nel romanzo e si traduce in una tinta di bellezza decadente di un posto meraviglioso che stenta a rientrare nelle logiche del mondo, che vivono di violenza e potenza, non di reminiscenze di antiche forme di sapienza.

L’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson, pubblicato nel 1883. È uno dei più celebri romanzi di tutti i tempi. Il romanzo racconta in prima persona l’avventurosa vicenda di un quattordicenne, Jim Hawkins, che a metà del Settecento trova una mappa del tesoro e salpa con un gruppo di pirati per recuperarlo.
L’idea della stesura del testo nacque quasi per gioco: dopo aver dipinto la mappa di un’isola, iniziò ad immaginare possibili nomi da attribuire alle spiagge, montagne e insenature. Da questo momento in poi andò sempre più delineandosi la struttura specifica dello scritto: i personaggi presero forma quasi naturalmente, così come tutti i dettagli caratterizzanti e specifici.

La genesi dell’opera seguì un duplice percorso. Inizialmente essa venne concepita come una storia breve, ricca di elementi fanciulleschi, e venne pubblicata per la prima volta su una rivista per ragazzi chiamata Young Folks, tra il 1881 e il 1882.

La pubblicazione avvenne sotto lo pseudonimo di Captain George North, ma suscitò un interesse quasi nullo da parte della critica ottocentesca. L’accoglienza mediocre da parte del pubblico inglese indusse l’autore ad una revisione del testo. Nella nuova versione del libro lo stile narrativo assunse un carattere più adulto e consapevole, ma il grande cambiamento venne apportato all’interno della struttura: fu il passaggio da storia a romanzo a creare la differenza. Nella revisione dell’Isola, Stevenson si lasciò ispirare da grandi romanzieri d’avventura come Daniel Defoe, Washington Irving, Edgar Allan Poe, ma il testo più incisivo e determinante fu un certo Captain Charles Johnson, dal quale trasse spunto per la fisionomia, le fattezze dei propri pirati.

L’isola del tesoro è un antesignano di tutto il genere piratesco, è un romanzo di formazione in cui viene esplicitata la contrapposizione tra il bene e il male. Jim, il protagonista, è però influenzato dai pirati, che rappresentano i valori negativi ma che gli daranno il coraggio per affrontare particolari situazioni.

L’Oro dell’Inca di Clive Cussler, pubblicato nel 1994. L’oro dell’Inca ci racconta le avventure di Dirk Pitt che durante un’operazione di salvataggio nella foresta amazzonica, ritrova per caso il quipu. Ma sulla sua strada verso il tesoro incontra una spietata organizzazione criminale e un inquietante demone di pietra. Come sempre, lo scrittore ci fa compiere diversi salti temporali e solo verso metà romanzo capiremo il collegamento tra i vari eventi.
Tra leggende indiane e corsare, il romanzo ci tiene con il fiato sospeso fino alla fine, tra mille colpi di scena. Ed inoltre c’è tanta storia, con numerosi riferimenti e spiegazioni che non annoiano.

Le avventure di Robinson Crusoe di Daniel Defoe, pubblicato nel 1719 e considerato il capostipite del romanzo moderno di avventura.

Robinson Crusoe è il primo, ma anche il più famoso romanzo che parla di un naufrago che ha dovuto imparare a sopravvivere in un isola deserta, cercado in ogni modo di sopravvivere, ma anche di rimanere mentalmente stabile. Le abitudini e il lavoro constante lo aiutarono a mantener la mente sana. Cercava sempre di ricordarsi che esistevano persone che stavano peggio di lui. L’unica cosa che gli mancava erano gli amici. Con molta forza e pazienza Crusoe alla fine riuscì a sopravvivere. Fu aiutato molto da Venerdì, il prigioniero dei selvaggi che aveva liberato.
un aborigeno che Crusoe salvò dai cannibali. Infatti diventa l’accompagnatore di Robinson sull’isola deserta. Sebbene Crusoe lo considerasse un selvaggio, non c’era nulla di barbaro in esso. E pronto ad imparare, senza problema compieva tutti i lavori che Crusoe gli assegnava.

Scritto per Daniel Defoe, diventato uno dei nomi più grandi della literatura per i giovani, sebbene questo libro non sia stato scritto esclusivamente per le generazioni future. Il romanzo é diventato la parte della cultura e la parola Robinson inizia ad usarsi nel linguaggio comune e rappresenta un uomo che vive in un posto deserto e cerca di sopravvivere in ogni modo. Questo eccellente romanzo avventuroso di Daniel Defoe è stato ispirato da una storia vera di un marinaio scozzese che ha trascorso quattro anni in un’isola deserta. Quest’isola fino al 1966. fu chiamata Mas a Tierra, fino a quando le autorità l’hanno ribattezzata in isola Robinson Crusoe.

Le Avventure di Tom Sawyer di Mark Twain, pubblicato nel 1876. Il romanzo raccontate le avventure di un ragazzino che vive nel sud degli Stati Uniti, in un periodo di tempo di poco precedente alla guerra di secessione, ed è ambientato nella cittadina fittizia di St. Petersburg in Missouri, sulle rive del grande fiume Mississippi. Luoghi e persone sono in parte autobiografici, ispirati quindi alla vita di Twain, alla sua famiglia ed agli amici d'infanzia. La storia e piena di avventure con protagonista Tom. La trama letteraria è raccontata da un narratore che è presentato in terza persona, è enunciato in una descrizione delle esperienze dei bambini, e allo stesso tempo sono interposti con casuale o occasionale commento sociale.

Nelle circostanze il narratore passa a una narrazione in prima persona dove presenta conflitti morali piuttosto che personali e questo permette una maggiore critica sociale. Vale la pena ricordare che per alcuni critici letterari il romanzo fu oggetto di una forte critica, piena di indignazione per la pratica che si viveva in quei tempi in quella località, tutto questo sulla base di una parola che lo scrittore usò in un certo momento, usò la parola negro per identificare un certo personaggio.

Tarzan delle Scimmie di Edgar Rice Burroughs, pubblicato nel 1912. È un romanzo d’avventura. Nato dall’invenzione letteraria di Burroughs, rappresenta l’archetipo del bambino selvaggio allevato nella giungla dalle scimmie, che ritorna in seguito alla civilizzazione solo per rifiutarla in buona parte e tornare nella natura selvaggia nelle vesti di eroe e avventuriero. È apparso per la prima volta nel romanzo Tarzan delle Scimmie, e in seguito in 23 storie. La fortuna di Tarzan non risiede solo nelle storie, avventure mozzafiato in terre esotiche, ma anche nello stile adottato da Burroughs, che fa della semplicità della scrittura il cardine dei suoi romanzi, ottenendo facilmente un forte legame con il lettore e una più facile identificazione con personaggi che normalmente non fanno parte del vivere quotidiano. Il mito di Tarzan ha attraversato diverse generazione, e le immagini delle sue imprese sono ancora vive nella mente di molte persone.

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