La Liguria è forse una delle regioni d’Italia più impervie per la coltivazione della Vitis Vinifera. Terreno collinare per il 35% e montuoso per il restante 65%, con montagne che si affacciano a picco sul mare. Clima mite continentale ed elevata siccità, con precipitazioni rare ma abbondanti.

Le forma di allevamento più usate sono l'alberello e la spalliera, soprattutto nella zone delle cinque terre nelle zone del rossese e del pigato.

I vitigni più diffusi in Liguria sono a bacca bianca. In particolare nell’area centrale e orientale, mentre nella parte occidentale della regione si concentra la produzione di specie a bacca nera. Il vitigno a bacca bianca più importante della Liguria è il Vermentino, mentre quello a bacca nera è il Rossese, una varietà che ricorda il Nebbiolo per il suo basso contenuto di sostanze coloranti. Gli altri vitigni a bacca bianca coltivati in Liguria sono il Pigato, il Bosco e l’Albarola, caratteristici della zona delle Cinque Terre, in provincia di La Spezia. Tra i vitigni a bacca nera l’Ormeasco (Dolcetto) e la Barbera nelle aree vinicole di Ponente, mentre il Ciliegiolo è invece diffuso nella aree centrali e orientali della Liguria.

Il miglior vino rosso della regione è considerato il Rossese di Dolceacqua, famoso per essere stato apprezzato anche da Napoleone, molto amato è anche l'Ormeasco della Riviera Ligure di Ponente anch'esso vino di grande carattere. I bianchi però sono i più pregiati, in particolare modo il Vermentino in entrambe le riviere.

Le Cinque Terre famose in tutto il mondo come località turistica vanta la produzione di un prezioso e raro vino da dessert come lo Sciacchetrà. Qui la viticoltura può definirsi eroica e dove un tempo i contadini dovevano legarsi a delle funi per potersi calare nei vigneti che si trovano tutt'oggi su piccoli terrazzi a picco sul mare.

Superficie vitata totale: 1.500 ettari,Vitigni a bacca bianca: 970 ettari (64%), Vitigni a bacca nera: 540 ettari (36%).
Vitigni più coltivati: Vermentino 350 ettari (23%), Pigato 200 ettari (13%), Rossese 150 ettari(10%), Albarola 80 ettari (5%)

Il vino Vermentino è considerato il patriarca, il grande vecchio dell’enologia ligure perché è presente in quasi tutta la Liguria e nel bacino Mediterraneo fin da tempi memorabili, è un vitigno a bacca bianca semi-aromatico, noto anche con il nome di Pigato in Liguria e Favorita in Piemonte e in Corsica. Di colore limpido giallo paglierino con riflessi verdolini, talvolta dorati. Con un profumo fruttato con note di cedro, frutta bianca, pesca gialla matura, albicocca, mela cotogna, mandorla, erbe e fiori campestri, finocchio selvatico, salvia, rosmarino, ginestra.

Gentile al palato, esprime in bocca buona morbidezza ed acidità non molto spiccata, accompagnata da una notevole persistenza gusto-olfattiva con un caratteristico finale ammandorlato. Il Vermentino si caratterizza per una buona predisposizione all’affinamento di medio periodo. Essendo un vino bianco secco e grazie alla sua struttura e freschezza si puo abbinare a tutto , in particolare é ottimo con il pesce e i crostacei, anche piuttosto elaborati. Da servire a una temperatura di 10° C ai 12° C.

Il vino Sciacchetrà delle Cinque Terre è un rarità enologica, un vino passito dolce prodotto in ridotti quantitativi da uve provenienti da vigneti posti su impervi terrazzamenti, in una situazione tale da rendere questa viticoltura a tutti gli effetti “eroica”. Il vino, prodotto con uve dei vitigni Vermentino, Bosco ed Albarola, è un vino dolce di grande struttura, ampio al naso e di lunga persistenza.

Di un bel colore giallo paglierino o dorato da giovane 2-3 anni, che tende a scurire con l’invecchiamento, passando a toni ambrati 5-6 anni, ambrato con riflessi aranciati 10-15 anni che possono arrivare a note marroncine per i vini più vecchi. Infatti l’acidità e la concentrazione dello Sciacchetrà gli permettono di reggere invecchiamenti anche di 20-30 anni. L’elevato contenuto in zuccheri contribuisce a rendere particolarmente brillante la tonalità di colore, oltre a conferire al vino notevole consistenza. Con un profumo ampio, con un profilo olfattivo sfaccettato, con intense note di miele di zagara, zafferano, frutta secca e candita, caramello e pan biscotto, su di un sottofondo lievemente etereo, a volte con note iodate. Con un gusto morbido, avvolgente, con una dolcezza armonicamente bilanciata dalla freschezza per acidità e da una tenue ma pur presente sapidità.

Lo si può abbinare a pasticceria secca, al pandolce genovese, a dolci con mandole o nocciole e a formaggi erborinati. Da servire a una temperatura di circa 12-14°C.