La Campania è una regione principalmente collinare-pianeggiante con gruppi montuosi lungo le coste di origine vulcanica. Il clima di questa regione sembra essere stato tarato sulle esigenze della vite, le estati sono fresche, asciutte e ventilate e gli inverni miti, soprattutto verso la costa.

Grazie al clima, alla perfetta esposizione al sole ed ai terreni fertili ricchi di ferro, argille e sedimenti vulcanici, in Campania la vite ha trovato un habitat in grado di assicurare vini di ottima qualità. La produzione annua di vino si aggira intorno ai 2 milioni di ettolitri. I vitigni a bacca rossa più coltivati sono: Aglianico, Barbera, Sangiovese, Piedirosso, Montepulciano, Merlot, Greco nero, Primitivo e Ciliegiolo. Tra i vitigni a bacca bianca più diffusi citiamo: Malvasia bianca di Candia, Trebbiano toscano, Coda di Volpe bianca, Fiano, Greco, Asprinio bianco, Biancolella e Malvasia Bianca.

La superficie vitata totale: 23.300 ha Vitigni a bacca bianca: 10.252 ha (44%), Vitigni a bacca nera: 13.050 ha (56%) Vitigni più coltivati: Aglianico 6.250 ha (28%), Falanghina 2.800 ha (12%), Barbera 1.400 ha (6%), Sangiovese 1.400 ha (6%).

La provincia di Caserta è la zona di produzione del vino Falerno del Massico, con una viticoltura ancora non molto specializzata, al contrario invece della provincia di Benevento che invece è una delle zone considerate di prestigiosa produzione vinicola della regione.

In provincia di Avellino vengono prodotti i famosi vini del Greco di Tufo, la DOCG Taurasi e il conosciutissimo Fiano di Avellino, coltivati secondo il metodo della spalliera bassa.

In provincia di Napoli invece le zone più interessanti dal punto di vista enologico sono quelle litoranee, la zona dei Campi Flegrei, la Penisola Sorrentina e le isole di Capri e Ischia presentano tutte particolari conformazioni del terreno, di cui quella comune a tutte è l'origine vulcanica che consentono lo sviluppo della vite in maniera unica su tutto il territorio italiano consentendo di sviluppare caratteristiche organolettiche che rendono questi vigneti autoctoni molti speciali.

Uno de vini per eccellenza di produzione campana è il Taurasi pur non essendo molto famoso, è da considerarsi uno dei migliori vini del Mezzogiorno d'Italia. La zona di produzione è a nord-est di Avellino e comprende Taurasi e una quindicina di altri comuni, tutti nell'Avellinese.

Il Taurasi, come molti vini del Sud d'Italia, ha origini preromaniche: l'aglianico, il vitigno principale da cui si produce questo vino, era un tempo detto "hellenico" o "hellenica", a sottolineare l’origine greca. Il Taurasi ha preso il nome da Taurasia, un piccolo borgo vinicolo che i romani fecero loro dopo aver sconfitto gli irpini, nell'80 d.C.

È un vino di grande invecchiamento, deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 3 anni di cui almeno 12 mesi in botti di legno.

Se invece è invecchiato per 4 anni, di cui almeno 18 mesi in botti di legno, il Taurasi può denominarsi Riserva purché abbia un titolo alcolometrico volumico totale di 12,5%.

Di colore rubino intenso e brillante, tendente al granato fino ad acquistare riflessi aranciati con l’invecchiamento, con un profumo vinoso, fine, asciutto, austero, pieno, armonico, equilibrato quando maturo, con retrogusto persistente. Caratteristico è il profumo di viola, e la confettura di marasca, la rosa secca, il pepe, il chiodo di garofano e il tabacco, ha un gusto strutturato, spesso tannico in gioventù, sapido ma equilibrato. Si puo abbinare a piatti dotati di buon spessore aromatico: come primi piatti al sugo di carne, selvaggina, carni rosse arrosto, formaggi a pasta dura stagionati, La varietà Riserva è un vino da meditazione da servire alla temperatura da 16° a 18°C.