La regione Calabria è caratterizzata da circa 14.700 ettari di vigneto di cui la maggiormente è situata in zone collinari con il 80% della produzione destinato alla coltivazione di uva a bacca rossa.

La Calabria è una regione particolarmente ricca in vitigni autoctoni, si coltivano soprattutto vitigni a bacca nera, tra i quali il più famoso e largamente diffuso è il Gaglioppo, seguito dal Magliocco canino, dal Nerello Mascalese, dal Nerello Cappuccio e dal Greco Nero.

I vitigni a bacca bianca sono meno diffusi, per via del clima estremamente caldo che rende difficile la produzione di vini dotati di freschezza ad eccezione fatta per alcuni come il Greco Bianco, il Trebbiano toscano, il Montonico e la Guernaccia.

Attualmente i vitigni più coltivati sono il Gaglioppo, che rappresenta circa il 40% della produzione di uva rossa, seguito dal Greco nero, Manzoni bianco, Magliocco canino, Pignoletto, e Greco bianco.

L'area che interessa la viticoltura si concentra sulle zone costiere, in provincia di Crotone nella zona collinare del Pollino, ma anche in provincia di Catanzaro, famosa per il Cirò Rosso ottenuto proprio dalle uve Gaglioppo con un 5% di uva bianca, generalmente Trebbiano Toscano o Greco bianco dalle caratteristiche organolettiche particolarmente apprezzate e un colore rosso rubino intenso e compatto e di lunga persistenza aromatica.

Tra le altre sono degne di nota le zone litoranee di Lamezia, della valle del Savuto e la provincia di Reggio Calabria.

Superficie vitata della Calabria: 11.000 ha di cui il 29% in montagna, 15% in collina, 56% in pianura.

Il Cirò è sicuramente il vino calabrese più noto, di origini antichissime, pare che già ai tempi dei greci nel 700 a.C. si dice che venisse offerto ai vincitori dei giochi olimpici. A quei tempi, la Calabria era chiamata Enotria Tellus, “ In greco significa Terra del Vino”.

È prodotto principalmente con le uve rosse delle varietà Gaglioppo, mentre per il vino Cirò Bianco si usa il vitigno Greco Bianco con Trebbiano Toscano, e per il Rosato uve Gaglioppo e Trebbiano o Greco. L'uva Gaglioppo, è la più tipica della Calabria, ed è un'uva nera capace di resistere anche se non piove per lungo tempo.

La zona di produzione è Crotone con l'intero territorio dei comuni di Cirò e Cirò Marina e parte di quelli di Cutro, Melissa e Crucoli.

Il vino Cirò rosso viene chiamato anche il “Barolo del Sud” e non a caso. Il suo profumo fruttato e il sapore intenso ed equilibrato.

Il Cirò rosso si presenta di colore rosso rubino, ha un profumo gradevole, delicato, intensamente vinoso, e un sapore caldo e corposo, che tende a diventare sempre più vellutato con l’invecchiamento.

Si presta bene ad accompagnare piatti a base di carni rosse, arrosti, carni alla brace o alla griglia e selvaggina. La temperatura di servizio consigliata è fra i 18 e i 22°C.

Il vino Cirò rosato viene prodotto con uve provenienti dal vitigno Gaglioppo e per un massimo del 5% da uve Trebbiano toscano o Greco bianco. Si presenta di colore rosato più o meno intenso. Ha un profumo delicatamente e vinoso, con un sapore secco, fresco, armonico e gradevole. Si sposa bene a primi piatti conditi con sughi a base di carne e secondi a base di carni. Va servito a una temperatura di 14-16°C.

Il vino Cirò bianco viene prodotto interamente con uve provenienti dal vitigno Greco bianco. È consentita un’aggiunta massima del 10% di uve Trebbiano toscano. Si presenta di un bel colore giallo paglierino, ha un profumo fruttato e gradevole, mentre al palato è secco e armonico, delicato e vivace.

Il Cirò bianco è perfetto per accompagnare antipasti, primi e secondi piatti a base di pesce. Come tutti i vini bianchi va servito sempre freddo, ad una temperatura di 12°C.