In Basilicata vengono coltivati soprattutto vitigni a bacca nera, che rappresentano quasi il 90% dei soli 5.100 ettari vitati di questa piccola regione.

Il clima è continentale nelle zone montane, con inverni freddi ed estati miti ma brevi. Sulla fascia costiera e nella bassa collina il clima è meno rigido, con inverni miti ed estati calde.

Il sistema di allevamento più diffuso in questa regione è quello dell'alberello seguito dal guyot a filare basso, anche se recentemente si stanno diffondendo altri metodi di potatura via via sempre più moderni.

La vite è stata introdotta in Basilicata intorno al VI secolo avanti Cristo dagli antichi greci come hanno dimostrato i vari ritrovamenti archeologici documentanti la produzione di vino. Ancora oggi il vitigno più coltivato deriva da quelli importati dai greci, l’ aglianico, il cui nome non è altro che una storpiatura della parola 'ellenico'.

Da questo vitigno all'epoca dei romani si otteneva il mitico vino falernum. Oggi si ottiene l'unica D.O.C. della Basilicata: l'aglianico del vulture.

Tra i vitigni a bacca rossa più diffusi vi sono Aglianico del Vulture con oltre il 40% della superficie vitata e rappresenta da solo il 90% della produzione di vini DOP e IGP., Sangiovese, Malvasia nera di Basilicata, Aglianico, Barbera, Ciliegiolo, Primitivo, Montepulciano e Malvasia. Tra i vitigni a bacca bianca più coltivati ricordiamo il Manzoni Bianco, Malvasia bianca di Basilicata, Moscato bianco, Trabbiano toscano, la Verdeca, il Bombino Bianco e lo Chardonnay. Nella provincia di Matera si trova il Greco, il Primitivo, il Moro e lo Spumante.

La superficie vitata totale: 5.150 ha (ettari ),vitigni a bacca bianca: 515 ha (10%), vitigni a bacca nera: 4.635 ha (90%).

Vitigni più coltivati: Aglianico del Vulture 2.163 ha (42%), sangiovese 412 ha (8%), aglianico 258 ha (5%), primitivo 103 ha (2%).

L’ Aglianico del Vulture è uno dei grandi vini rossi dell'Italia meridionale. L'aglianico viene utilizzato per migliorare altri vini, tra i quali anche il Chianti. Per le sue caratteristiche organolettiche viene definito il Barolo del Sud.

Vino, ricco di tannini e sostanze polifenoliche, ha una buona acidità e, nonostante l’evidente freschezza iniziale, acquisisce notevole corpo nel tempo grazie anche al lungo affinamento in bottiglia o in botte, che gli conferisce un gusto fruttato, complesso ed elegante. Di colore rosso rubino intenso o granato, he tende alle sfumature del porpora, che acquista riflessi arancioni con l’invecchiamento. Con un gusto asciutto, sapido, elegante, armonioso che tende al vellutato. All’olfatto questo vino si presenta ricco di aromi che richiamano prevalentemente fiori e frutti a bacca nera e rossa (amarena, mirtillo, mora, ciliegia, lampone, prugna, ecc).

Un rosso da primi piatti, ragù, pollame, maialino al forno e formaggi semiduri. La versione invecchiata è consigliabile per la cacciagione, l’agnello e formaggi di pasta dura.

Sono tante le ricette che possono essere abbinate all’Aglianico, come per esempio il vitello arrosto oppure se si preferisce il mare un tonno arrosto. Si sposa benissimo anche con l’agnello a scottadito o anche come detto a certi tipi di formaggio, come per esempio il pecorino o il gorgonzola, oppure per accompagnare fette di pane abbrustolito dove vi si è sciolto sopra scamorza o provola affumicata. Da servire ad una temperatura di circa a 18°-20° C.

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