Questo non solo per motivazioni di carattere etico, che sono, e devono essere, sempre rispettabili e del tutto legittime, ma anche per i presunti benefici per la salute di questo tipo di diete, che vengono spesso ribaditi e pubblicizzati da personalità di spicco, amplificati, talvolta acriticamente, dal tam-tam mediatico e dalle reti sociali, ma che restano invece largamente discutibili.

Poco tempo fa leggevo un articolo, scritto da un biologo nutrizionista che citava una ricerca dell’AJCN (American Journal of Clinical Nutrition), nel quale documentava che vegetariani e vegani non vivono più a lungo degli onnivori e che tutti hanno le stesse probabilità di vivere.

Nello studio, intitolato “Mortality in vegetarians and comparable nonvegetarians in the United Kingdom” e pubblicato agli inizi del 2016, emerge che per le più comuni cause di morte, vegetariani e vegani hanno, a livello mondiale, le stesse probabilità di morire degli onnivori.

Per cui dire che una dieta vegana, o vegetariana, allunga la vita è una “bufala”, o “fake news” usando un linguaggio più internazionale.

Falsi miti sulla pericolosità delle proteine animali

La superiorità salutistica del regime alimentare vegetariano, la cui tesi principale vede nella carne, quella rossa in particolare, il cibo nocivo per antonomasia, era peraltro già stata confutata da tempo, per esempio dalla  

IARC (International Agency for Research on Cancer), una autorità sanitaria di caratura mondiale, che ha riconosciuto non solo che mangiare fino a 500 grammi di carne rossa alla settimana non comporta rischi per la salute, ma anche che la maggiore vulnerabilità a patologie, rilevata da alcuni studi in relazione al consumo di carne, quali diabete, cancro e malattie cardiovascolari, non sono dovute all’alimento in sé, ma ai metodi di conservazione e ad alcune modalità di cottura.

Altri timori connessi a proteine animali diverse dalla carne, per esempio che le uova aumentassero il rischio cardiovascolare alzando il colesterolo, sono stati fugati dalle evidenze scientifiche, ridimensionando un ulteriore argomento, diventato un cliché per fare da cassa di risonanza ai supposti vantaggi della dieta animal-free.

Eppure, i vegetariani più oltranzisti, come molti vegani, continuano ad affermare che “per vivere più a lungo sia necessaria un’alimentazione costituita solo da cibi di origine vegetale”.           

Tutti hanno le stesse probabilità di vita.

Tornando alla ricerca, I risultati del lavoro inglese sull’AJCN sul rapporto tra dieta e longevità possono sembrare poco altisonanti, ma per certi versi sono più netti. I ricercatori hanno analizzato oltre 60.000 persone lungo un arco temporale di vent’anni, intervistandole sulle proprie abitudini alimentari all’inizio dello studio e poi a distanza di 5, 10 e 15 anni.

La conclusione degli autori è che non esistono differenze significative nella mortalità complessiva tra vegetariani, vegani e onnivori.

Seguire una dieta vegetariana o vegana non offre un’aspettativa di vita superiore rispetto a un regime alimentare onnivoro.

L’alimentazione più salutare?

Resta sempre valido il suggerimento di attingere a tutte le categorie di nutrienti, seguendo la regola dell’alternanza alimentare, come avviene appunto nella Dieta Mediterranea, dove si apprezzano i legumi da diversi punti di vista, le proprietà dei cereali integrali e gli innumerevoli benefici di frutta e verdura, la cui ricchezza in fibre, minerali, vitamine e fitonutrienti antiossidanti è fondamentale per prevenire malattie anche gravi (inclusi tanti tumori), e dove è previsto un consumo moderato di carni rosse e grassi animali, di pesce, carni bianche e latticini che hanno un ruolo importante nella dieta.

Oltre ad assicurare un’elevata quantità di proteine di alto valore biologico, pesce, carne e uova sono preziosi per molti altri motivi. Nelle uova troviamo una fonte di colina, vitamina D, calcio e altri micronutrienti pienamente assimilabili, il pesce è una riserva qualitativamente insostituibile di omega 3, la carne è tra i pochi alimenti ricchi di vitamina B12 e contiene minerali, come ferro, zinco e selenio in forma notevolmente biodisponibile. 

La conclusione è che varietà, misura e buon senso restano i capisaldi della dieta che fa bene davvero, rispettando sempre e comunque le idee e le scelte che ognuno voglia fare.

Buon Appetito!