Torna il Festival del Cinema Iberoamericano di maggiore rilevanza nel panorama culturale italiano, grazie all'Instituto Cervantes di Roma e con la partecipazione di 12 paesi di lingua spagnola, la mostra presenta film di diversi generi, in prima nazionale e versione originale con sottotitoli in italiano, offrendo un panorama cinematografico e multiculturale del mondo ispanico.

Il 7 luglio alle ore 20.00 in collaborazione con l’Ambasciata di Panama in Italia presso la sede dell'Instituto Cervantes, in via di Villa Albani 16 sarà presentato il film

Todos Cambiamos (2019) di  Arturo Montenegro.                        Durata 93".​Scritto da Arturo Montenegro e Henry Corcuera. ​Cast Arantxa de Juan  Gaby Gnazzo  Jassiel.

Il film prodotto e diretto nel 2018 dal regista panamense è interpretato da riconosciuti artisti panamensi ed ha già avuto molti riconoscimenti nazionali ed internazionali  come LAFA Los Angeles Film Awards (2019).

5 domande al filmmaker panamense Arturo Montenegro di Paola Pisanelli Nero.

1- Arturo dopo la tua commedia “Donaire y Esplendor” presentata nell’ambito della 77. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, un altro tuo film dal titolo “Todos Cambiamos” arriva in Italia a Roma nell’ambito della rassegna SCOPRIR IX. Mostra del cine iberoamericano, cosa significa per te e qual’ è il tuo rapporto con l’Italia ed il cinema italiano?

Sono un fan assoluto dei registi italiani: Fellini, De Sica, Sorrentino, Tornatore, Pasolini, Bertolucci, Visconti e ho un'adorazione speciale per il lavoro del compositore Ennio Morricone. Per me il cinema italiano è poesia in immagini e parole. Il ritratto di un paese a cui mi sento così vicino. Quando avevo 16 anni mia sorella mi iscrisse all'italiano per principianti.

2- Ho letto la tua biografia, 25 anni di carriera internazionale nella “settima arte” il cinema, come attore e regista. Cosa mi puoi raccontare dei tuoi esordi?

Tutto inizia con il desiderio di essere vicino a raccontare storie, molto vicino alla telecamera come forma di comunicazione diretta con le persone, l'esercizio di lasciare la propria voce in quelle opere di quel tempo pieno di gioventù e magia.

3- Nella commedia “Donaire y Esplendor” emerge forte il legame con la nostra terra panamense e con le tradizioni e rifletti sul tema del Carnevale de Las Tablas e di quanto esso sia sentito e considerato un evento importante da secoli di storia. E lo racconti attraverso l’amore tra i due giovani, in “Todos Cambiamos” , film che già ha avuto molti riconoscimenti internazionali e che vedrò con piacere questo 7 luglio, affronti un tema attuale e difficile quello della “discriminazione” e dei “diritti umani”, dibattito vivo a livello internazionale ed anche in Italia. Lo sviluppi sempre in un contesto d’amore, ma quello della famiglia panamense. E’ dalla famiglia che bisogna partire quindi?

Sì, la famiglia per me è un luogo di resilienza. Una famiglia che è unita e parla dei problemi può essere un luogo di grande forza e soddisfazione per i suoi membri. Se la tua famiglia ti sostiene nelle decisioni difficili e non così difficili della vita, il viaggio sarà più gratificante.

4- Cosa mi puoi dire del cinema latinoamericano contemporaneo, che ha avuto importanti riconoscimenti cito i due grandi registi messicani Alfonso Cuarón o Alejandro González Iñárritu. E per l’industria cinematografica panamense che sta crescendo grazie anche alla tua opera, che futuro vedi?

Sono dei geni con un'immaginazione prodigiosa. Il cinema latinoamericano è fresco, ha una visione molto particolare della realtà. È un cinema che è figlio della mancanza e della creatività in parti uguali. Questo produce storie molto potenti che meritano di essere viste. C'è così tanta forza nella storia che prevedo un futuro molto promettente per il cinema latinoamericano.

5- Come sarà per te il cinema post-pandemia?

Una grande sfida che possiamo affrontare solo con coraggio, determinazione e una dose molto alta di passione.