Figlio di Bud Spencer e nipote del produttore Peppino Amato, Pedersoli evidenzia come questo docufilm mette in luce l'importanza della figura professionale del produttore che ha molta poca considerazione nel cinema. La verita su La Dolce vita testimonia come un film considerato non attrattivo oltre che costosissimo e non un film non canonico, dopo l' uscita nazionale del 1960 dopo una settimana aveva già recuperato buona parte di quanto speso.
Commenta l'attore napoletano Luigi Petrucci che Peppino Amato gli ha insegnato che bisogna inseguire i propri sogni e che se non ci si riesci quantomeno cercare di capire perché non ci si è riusciti.
Per meglio calarsi nei panni del tenace produttore Petrucci ha indossato gli abiti di Peppino Amato le camicie con le sue cifre. Durante le riprese Petrucci racconta che fu inviata una clip alla mamma di Pedersoli Maria Amato per chiederle un parere che ha apprezzato l'interpretazione di Petrucci.

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