Quali e come usarle


Sempre piu saranno nostre “amiche” e sempre piu dovremmo abituarci alla loro presenza, perché gia da ora sono praticamente obbligatorie e chissá per quanto altro tempo ancora dovremmo conviverci. Stiamo parlando delle mascherine che in tempo di COVID-19, sono praticamente diventate fondamentali per il normale trascorrere della vita di tutti i giorni e il mercato e la scelta, soprattuto per le piu fashion é praticamente esploso con una serie innumerevoli di generi e stili.










Informazione basilari sono le normative e al tipo, alle quali le mascherine devono attenersi in base alla necessitá di chi le indossa e ce né sono di tanti tipi pensate per scopi ludico, industriali e militari. Per la commercializzazione ci sono tutta una serie di norme alle quali le mascherine devono sottoporsi e in linea generale, sono per il mercato americano, europeo e cinese. In questo momento in Italia arrivano prodotti con certificazioni americane come l’americana NIOSH-42CFR84 che certifica le N95 o cinese come la GB2626-2006 che é per le KN95. Infine le FFP2 o FFP3 sono certificate dalla europea EN 149-2001 che sono piuttosto specifiche e quasi inaccessibili al mercato civile che non sia ad uso prettamente tecnico.



Per ulteriore chiarezza dobbiamo dire che l’uso corretto delle mascherine prevede la copertura di tutte le vie respiratorie contemporaneamente, lasciare fuori le narici praticamente annulla l’utilizzo della mascherina stessa che brevemente andró ad illustrare: - Mascherine semplici, a uso igienico, adottate in alcuni contesti aziendali/industriali. Si tratta di prodotti generici, non pensati per un utilizzo medico/sanitario. Per questo motivo non rispettano norme che invece le altre tipologie (le mascherine chirurgiche e i filtri facciali) devono rispettare. Non necessitano del marchio CE e sono anche le piu economiche. - Mascherine chirurgiche, (per uso medico). Sono le mascherine rettangolari fatte di tre strati di tessuto-non-tessuto plissettato dotate di comodi elastici o lacci. Sono le piu usate e che soddisfano un buon compromesso tra capacita di bloccare le goccioline contaminanti e un prezzo ragionevole di vendita. Devono avere il marchio CE.









Di qui inizieremo la desamina delle macherine usa e getta che sono anche dotate anche di filtri. - Le mascherine N95, offrono la capacità di filtrare il 95% delle molecole in aria e sono considerate un’alternativa di protezione migliore rispetto alla mascherina chirurgica, a discapito di un prezzo leggermente piú alto. - Mascherine filtranti, “Filtering Face Piece” (da cui FFP). Si chiamano filtranti perché sono mascherine che riescono a bloccare flussi di particelle dell’ordine del mezzo micron, impedendo a chi le porta di inalarle. Sono dispositivi che bloccano aerosol, ma anche fumi pericolosi, fibre e polveri e per questo devono rispettare una normativa molto rigorosa. L’efficacia di queste mascherine viene indicata con sigle FF da P1 a P3 a seconda della capacità crescente di protezione ed hanno un’efficacia filtrante dell’80% per le P1, del 94% per le P2 e per finire del 99% per le P3. Va assolutamente ricordato che hanno questo alto grado di sicurezza solo in fase inalatoria e non viceversa perció proteggono chi le indossa ma non viceversa, perché l’esalazione non è filtrata. Questo significa che se si é a stretto contatto con persone positive saremo completamente esposti ai loro aerosol. Le FFP, avendo questo particolare filtro, sono anche le piu costose e ricordiamo che ne esistono anche senza valvola. Fin qui il lato tecnico che peró é stato affiancato con l’allungarsi delle quarantene, a mascherine di tendenza, facendole diventare oggetti ricercati dai fashion blogger e facendo esplodere un mercato praticamente relegato fino a qualche mese fa a usi strettamente tecnici.









Su i vari canali video pullulano i tutorial con il quale potersi creare e cucire una mascherina in casa con tessuti di riciclo da poter poi indossare sopra ad una “mascherina vera”. In alcuni casi se ne possono fare anche con tasche dove poter aggiungere uno strato filtrante ad uso specifico, per poter poi cambiarlo e mantenere la propria mascherina. In alcuni casi vengono vendute con alcune specifiche tecniche, per essere alla moda ma anche sicure e soprattutto con l’andare avanti dei mesi, si raffineranno e sempre piu saranno tecnologiche con materiali che dovranno essere piu raffinati e al momento stesso dare tutti gli standard di sicurezza necessari.









Aziende che facevano semplici costumi da bagno hanno pensato di poter allargare la loro proposta di prodotti anche con le mascherine, bizzarro, strano, peró é quello che succede ai tempi del COVID-19. La proposta ha ovviamente interessato anche le griffe piu affermate, da Gucci a Luis Vitton, Chanel, Dior, Fendi e tante altre, che stanno organizzando le proprie sartorie alla produzione e alla distribuzione. Qui a Panamá ovviamente anche gli stilisti stanno dando il proprio contributo alla produzione di mascherine autoctone come la stilista Serena Rinaudo che unisce lo stile panameño ad un pizzico di sicurezza o ad iniziative benefiche all’utilizzo del tipico “mola” panameño.





Infine, basti pensare che in Cina

, luogo dov’é cominciato tutto, sono iniziate le prime sfilate con gli stilisti che stanno presentando, direttamente in passerella, le proprie idee di mascherine, il che vuol dire che per i prossimi mesi saranno definitivamente un accessorio necessario, nonché obbligatorio per la vita quotidiana.