Comunicazione, formazione, e-commerce, sistema fieristico, promozione integrata e finanza agevolata: sono i 6 pilastri su cui si basa il Patto per l’export.

Una strategia che mira a sostenere l’internazionalizzazione di tutto il sistema produttivo italiano per rilanciare il made in Italy nel mondo dopo la crisi economica causata dal Coronavirus. “Abbiamo superato il periodo più buio, ora il Paese può ripartire con cautela ma con coraggio: il motore del made in Italy, un asset strategico, può tornare a correre”, afferma il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo l’8 giugno alla Farnesina alla cerimonia di firma del Patto. Una strategia di sistema confermata dalla presenza di ministri e sottosegretari. “La pandemia non ha compromesso la grande domanda di Italia nel mondo e noi le andremo incontro - insiste il titolare della Farnesina -. Il Patto per l’export sarà uno strumento vivo che dispiegherà i suoi effetti e che rimarrà aperto alle firma per nuove adesioni e che dovrà tempestivamente adeguarsi alle esigenze del paese”.

Secondo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, si tratta di “un grande patto per l’export che significa non solo mettere in campo strumenti che sono stati implementati ma anche un metodo di lavoro che è importante rilanciare”. “Un patto importante - lo definisce Gualtieri - Un processo inclusivo approfondito che ha portato alla ricognizione delle criticità e alla definizione di 6 importanti pilastri strategici. C’è stato un grado significativo di lungimiranza, anche nei momenti difficili il lavoro non è stato interrotto ma rilanciato”. Sul fronte agroalimentare interviene la ministra per le Politiche Agricole Teresa Bellanova: “Abbiamo fortemente voluto che in questo Patto ci fosse un richiamo alla lotta al falso Made in Italy, un vero e proprio furto d'identità che, solo sull'agroalimentare, pesa per oltre 100 miliardi di euro. Su questo, faremo campagne di comunicazione mirate per far capire ai cittadini che, quando comprano un falso parmigiano, sono allo stesso tempo complici e vittime di una truffa”. Anche “turismo e cultura sono due elementi fondamentali dell’export italiano. Ogni prodotto dell’industria italiana che si esporta nel mondo ha dentro secoli di saperi, conoscenze e bellezza. Chiunque lo abbia realizzato ha vissuto e camminato nella bellezza e ve la ha trasposta - spiega il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini - Attraverso Cassa Depositi e Prestiti prevediamo due interventi distinti. Il primo è un fondo strategico per il turismo per riqualificare e impedire che sfugga di mano il patrimonio alberghiero e ricettivo nazionale, mantenendone i caratteri originali legati a una proprietà diffusa. Il secondo è la creazione di una piattaforma con cui proporremo all’Italia e al mondo tutta l’offerta culturale on line”. Importante, inoltre, l’aspetto della digitalizzazione e dell’innovazione: “Sul piano internazionale molti nostri imprenditori hanno già fatto molto, siamo all’avanguardia in diversi settori che si contraddistinguono per una forte vocazione tecnologica e innovativa. Possiamo essere ancora più ambiziosi nello sviluppo e nell’utilizzo di servizi digitali”, afferma la ministra per l'Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano. “Per farlo sono necessarie azioni di coordinamento” prosegue Pisano sottolineando l’importanza di “incoraggiare gli imprenditori in investire in digitalizzazione, far crescere alcuni settori molto importanti come cloud, analisi dei dati e l’intelligenza artificiale. È necessario dotare il Paese di infrastrutture tecnologie e accompagnare le aziende verso il digitale”. Secondo Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, “l’investimento che presentiamo è assolutamente strategico per l’Italia, per il quale il Ministero dei Trasporti dovrà giocare un ruolo di grande supporto. Non possiamo permetterci di perdere competitività e per questo a breve presenteremo la nuova strategia del Mit per il rilancio del Paese”.