Il Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma con sede a Palazzo Pasolini Dall’Onda ospiterà durante le giornate della Festa del Cinema di Roma, l’evento culturale TRITTICO TARKOVSKIANO una retrospettiva
ed una mostra curata da Paola Pisanelli Nero per ricordare uno dei più grandi maestri dell’arte cinematografica Andrej Tarkovskij.
La trilogia dedicata al grande regista, scritta, diretta e montata dalla regista Donatella Baglivo non solo rappresenta un unicum cinematografico, ma rivela anche la storia di una lunga collaborazione culturale ed artistica, che ha interessato due culture, quella italiana e quella russa. L’incontro artistico, tra il regista russo e la giovane Donatella Baglivo, già
regista e montatrice in RAI e che viaggiava tra l’Italia e gli Stati Uniti per il cinema hollywoodiano, è iniziato intorno agli anni ’80 ed è durato fino alla prematura scomparsa del grande maestro.
Questa retrospettiva non è solo l’occasione per osservare il regista in “azione” durante il processo creativo sul set del film “Andrey Tarkovsky in Nostalghia" (1984), ma è anche un momento per riascoltare il suo pensiero, così vivo ed attuale, come nella sua “lezione romana” durante la visita al Centro Palatino in “Il cinema è un mosaico fatto di tempo"
(1982).
La proiezione "Un poeta nel cinema" (1983) inaugura questo evento; nel docufilm, acclamato al 37° Festival di Cannes nel 1984, Andrej Tarkovskij narra se stesso, risponde alle domande della voce pacata e fuori campo di Donatella Baglivo, parla della sua infanzia,
la sua vita personale, di suo padre Arsenij Tarkovskij, uno dei più grandi poeti russi e qui dipinge la sua poetica definizione del cinema d’autore. La Baglivo lo ricorda e documenta il debuttante Tarkovskij quando con la sua opera prima L’infanzia di Ivan (1962) vinceva il Leone D’Oro alla Mostra d’Arte Cinematografica alla Biennale di Venezia, premio
dato per la prima volta ad un film sovietico.
La mostra che accompagna la trilogia propone delle istantanee sul set di alcuni dei suoi film, i suoi magistrali provini per Nostalghia, Tarkovskij fuori dal set, nei suoi momenti di riflessione in solitudine, le riunioni di produzione con Donatella Baglivo, gli attimi di svago fuori dal set, i sopralluoghi tra la natura, che amava, nei boschi di San Biagio, e poi gli
incontri con altri grandi del cinema, le partecipazioni ai festival. Primi piani del volto dell’uomo, prima che del regista, le sue gestualità, mani e sguardi attraversanti di una personalità profonda e complessa. E poi alcuni suoi oggetti, esposti qui per la prima volta,
strumenti di scena, manufatti antichi comperati nei mercatini, alberi svedesi usati sul set del film Sacrificio, alcune sedie da lui disegnate. Pochi oggetti, ma che raccontano tanto della sua poetica creatività oltre il set cinematografico. Tutto preziosamente conservato nell’Archivio Baglivo e selezionato dalla curatrice per questa esposizione e da cui trapela
non solo il pensiero del grande artista, del poeta, del fotografo, ma anche la vicenda umana
dell’esule, i sentimenti di un uomo fuori dal comune che ha lasciato un mondo che prima
non c’era.

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