Siamo rimasti nel meridione della stupenda Penisola Italiana. Ci troviamo in Calabria, la punta dello stivale, l’estremo sud dell’Italia.


Una regione anche questa con tante particolaritá. Pensate che proprio qui, nel territorio che oggi giorno é la Provincia di Catanzaro, é sorto il nome della Nostra Nazione.

Aggiungiamoci che la Calabria ha visto nascere alcuni personaggi noti come lo stilista Gianni Versace (Reggio Calabria), il cantante Mino Reitano (Fiumara – Reggio Calabria) e due celebri calciatori Azzurri, campioni del mondo 2006, Gennaro Gattuso (Corigliano Calabro – Cosenza) e Vincenzo Iaquinta (Crotone).

La sua caratteristica di regione prevalentemente montagnosa, che poi “piomba” sul mare, gli fa vantare alcuni primati italiani, relazionati con l’altitudine. Cosí, troviamo in Calabria, il viadotto piú alto d’Italia, lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, che attraversa la valle del fiume Lao e raggiunge un’altezza di 259 metri. Le Terme Luigiane, le piú alte d'Italia, situate nel territorio di Acquappesa Il Comune di Grisolia, un borgo della Riviera dei Cedri, é il comune costiero con la piú alta vetta montana del nostro Paese, da 0 a 1910 msl.

Oltretutto, l’Istmo di Catanzaro, una stretta valle allungata di circa 30 km, che unisce le due coste, dal Golfo di Squillace nel mar Ionio, al Golfo di Sant'Eufemia nel mar Tirreno, è il punto più stretto dell'intera penisola italiana.

Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la sua natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale e le testimonianze delle sue antiche origini, rendono la Calabria un posto unico, da ammirare in qualsiasi epoca dell’anno.

Avviamoci allora a conoscere piú accuratamente, un altra delle venti Regioni della Nostra Meravigliosa “Bella Italia”.

Il territorio.

La Calabria é delimitata al nord dalla Basilicata. Lambita dalle splendide acque del mar Ionio su tutto il suo versante est, del mar Tirreno su l’intero versante ovest, e separata al sud, dalla Sicilia, da soli 3,2 Km di mare conosciuti come lo stretto di Messina.

L’entroterra calabrese.

Chi ama la natura, i suoi profumi, i suoi misteri potrà addentrarsi nell’entroterra calabrese, scoprendo un paesaggio puro e incontaminato, dove immense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate.

Ma inoltre potrá riscoprire, soprattutto nella zona dell’Aspromonte, numerose bellezze rudimentali di cittá fantasma. Borghi, alcuni molto antichi, affascinanti ed enigmatici, che un tempo furono comunitá vive, con i suoi riti, la sua storia e i suoi abitanti. Ora desolati, abbandonati per effetto di fenomeni migratori oltre che per le continue minacce naturali, terremoti e alluvioni.


Il territorio è caratterizzato prevalentemente da montagne e colline. Si estende dalla costa ionica a quella tirrenica. La catena degli Appennini, che va da nord a sud lungo tutta la Calabria, é composta dal Massiccio del Pollino a nord, dall'Altopiano della Sila e il Massiccio delle Serre al centro e dal Parco Nazionale dell'Aspromonte al sud.

I paesaggi che compongono la sua magia sono fitti boschi di castagni, faggi, lecci e abeti bianchi. Si alternano con gli uliveti ordinati e ombrosi, i campi di grano odorosi, gli aranceti e i limoneti prodighi di frutti aromatici tutto l’anno. Troviamo anche mirti, oleandri e tanti fichi d'India. I vigneti sono arroccati sui fianchi delle colline, i canneti ondeggianti sono scossi dalla brezza marina. 

La natura qui è praticamente incontaminata e toccata soltanto dalle mani degli agricoltori, que concentrano la loro attivitá nelle
 pianure, come quella di Sibari e grandi valli, come quella del CratiLa Piana di Gioia Tauro. Quest'ultima  famosa per la produzione tipica delle clementine, nelle sue terre molto fertili, grazie alla bonifica avviata nel 1818 dal marchese Nunziata e proseguita nei decenni successivi da parte dello Stato.

La costa della Calabria.

Per chi invece ama il mare cristallino, la Regione offre lunghe coste tirreniche e ioniche. I colori del mare sfumano dall'azzurro cielo al verde smeraldo, impreziosendo una costa ricca di storia e di natura.

Nella Calabria meridionale, sulla sponda del Tirreno, dalla Sila verso Reggio Calabria, incontriamo il Golfo di Sant’Eufemia a Nord e quello di Gioia Tauro a Sud. 


Un’ampia scelta di splendide spiagge. Tra tutte, si colloca al primo posto la magnifica spiaggia  del promontorio di Capo Vaticano, situato a Tropea (cittá fondata da Ercole), in provincia di Vibo Valentia. Di fronte a Stromboli e alle Isole Eolie. Il panorama è reso particolarmente suggestivo da pareti di roccia granitica che scendono a picco sul mare e da una ricca flora mediterranea.


Spostandoci sulla costa Ionica troviamo la zona tra Marina di Catanzaro e Soverato, nel centro del Golfo di Squillace, dove si alternano splendide scogliere a lunghi tratti di spiaggia bianchissima. Marina di Sibari, in provincia di Cosenza, località nota fin dai tempi della Magna Grecia per la sua posizione e il suo grazioso aspetto. Inoltre, un luogo del tutto particolare, l’Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Rinomata per il suo meraviglioso litorale che alterna scogliere e lunghi arenili. Uno scorcio di mare di particolare valore per la varietà dei suoi ambienti naturalistici e la presenza di reperti archeologici della Magna Grecia.


Le fiumare.

Sono un tratto distintivo della Regione, dai monti al mare. Il loro corso, anche se breve, percorre grandi dislivelli, creando vasti avvallamenti nel suolo, disegnando sul territorio un enorme nastro argentato di ciottoli. Tra queste sono note l'Amendolea, che sfocia a Condofuri Marina e La Verde, tra Bianco e Samo, caratterizzata da gole spettacolari.


Rassegna storica della Calabria.

Le più antiche testimonianze della presenza dell'uomo in Calabria risalgono all'età della pietra, circa 50.000 anni fa. Allora la regione era abitata da esseri primitivi.

La cultura greca

Grazie alla sua posizione, la Calabria tenne sin dall'antichità contatti commerciali con gli altri popoli del Mediterraneo. Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C., sul territorio calabro comparvero i primi insediamenti greci, fra cui Reggio, che venne costruita in un luogo facilmente raggiungibile dalle navi. Altre colonie furono fondate sulla costa ionica, Sibari, Crotone e Metaponto, tutte situate in pianura, vicino al mare e alla foce di un fiume. Col passare del tempo, tuttavia, tra questi centri nacquero profonde rivalità che fecero scoppiare dure guerre.


Epoca romana

Durante le lotte tra le colonie greche, i Lucani e i Bruzi, due popolazioni che provenivano dall'Italia centromeridionale, si insediarono sulle alture della regione e costruirono città fortificate. Lo scontro con le città greche fu inevitabile. Da quel momento iniziò per la Calabria un periodo di lotte sanguinose. Le colonie greche chiesero aiuto a Roma contro le popolazioni italiche, che vennero così sconfitte. In seguito, per lunghi anni, i Romani combatterono i Cartaginesi provenienti dall'Africa. Durante questi  conflitti é avvenuto l'abbandono dei campi e molte città furono distrutte dagli eserciti che si davano battaglia. Le poche città che rimasero si spopolarono e in breve tempo scomparvero anche le colonie greche con la loro ricca vita economica e culturale.

I barbari

Ma i problemi della regione erano solo all'inizio. Infatti la decadenza di Roma nel 476 d.C. spalancò le porte ai barbari che invasero tutta la penisola. In Calabria giunsero per primi i Visigoti e poi i Longobardi, che trasformarono nuovamente la regione in un campo di battaglia, lottando contro i Bizantini che dominavano ciò che rimaneva dell'Impero romano. I Longobardi riuscirono a conquistare soltanto una parte della Calabria, quella più a nord, mentre l'altra restò in mano ai Bizantini. La guerra portò altri saccheggi e altre distruzioni, aggravate dalle frequenti incursioni dei pirati Saraceni.

Epoca feudale

Dopo le popolazioni barbariche, giunsero in Calabria i Normanni, che imposero l'organizzazione feudale. La regione fu divisa in numerosi territori indipendenti l'uno dall'altro. Fra questi il più grande fu certamente quello di Catanzaro. Sulle alture, in posizione dominante, o in altri luoghi strategici sul mare o all'interno, sorsero diversi castelli che accentravano intorno a loro tutta la vita della regione. Durante il periodo feudale la Calabria si arricchì inoltre di numerose chiese e monasteri.


Il Regno d’Italia

La lunga serie di conquistatori non finì con l'avvento dei Normanni, infatti, dopo di essi fu la volta degli Svevi, degli Angioini e infine degli Aragonesi e dei Borboni, che erano di origine spagnola. Durante il lungo periodo in cui i casati stranieri si avvicendarono sul suo territorio, la regione entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie, assieme alle altre zone dell'Italia meridionale. Solo nel 1860, quando i Borboni furono sconfitti dalle truppe di liberazione di Garibaldi, la Calabria entrò a far parte del nuovo Regno d'Italia.

I capoluoghi. 

La Regione é divisa in cinque provincie e i rispettivi capoluoghi sono: Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia.

Questa terra é stata culla della Magna Grecia e luogo di antichi insediamenti, come quelli dei Normanni, gli Angioini, gli Aragonesi e gli Spagnoli. Il suo passato fa si che la Calabria offra un’ampia scelta, in tutte le sue Provincie, fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

Catanzaro.

É il capoluogo di Regione. Uno dei monumenti principali è il Duomo che ospita, al suo interno, la “Madonna col Bambino”, statua di Antonello Gagini da Messina risalente al XVI secolo. La Torre Normanna, dalla forma quadrata e merlata, è quanto rimane dei resti di un antico castello normanno. La Villa Trieste è circondata da splendidi giardini che contengono piante rare e busti di marmo di personaggi famosi della regione. Inoltre, il Belvedere è un punto panoramico perfetto per ammirare la valle della Fiumarella e il Golfo di Squillace. Il Museo Provinciale, posto nella Villa Comunale, raccoglie reperti preistorici e collezioni di monete antiche.


Reggio Calabria.

É situata nel cuore del Mediterraneo. Famosa in tutto il mondo per custodire dal 1981 i celebri “Bronzi di Riace”, nel Museo Archeologico istituito nel 1882.

Questi sono due enigmatici e fantastici esemplari dell´antica arte grega. Statue di bronzo che raffigurano due guerrieri che risalgono al V sec. a.C. e che si pensa provengano dal leggendario Santuario di Apollo nella cittá di Delfi. L’indagine sul suo creatore é una impresa che va avanti sin da quando sono state ritrovate in mare, nella localitá di Riace (Reggio Calabria) il 21 e 22 di agosto del 1972.


Altro luogo di interesse a Reggio é la Cattedrale che risale a San Paolo. Sull'altare maggiore si può ammirare la “Madonna della Consolazione”, patrona del capoluogo. L'altro simbolo di Reggio Calabria é il Castello Aragonese, erede di una storia di conquistatori e dominazioni lunga secoli.

Cosenza.

Detta anche “città dei bruzi”,  dato che fu capoluogo dell'insediamento di quel popolo italico. É una delle città più antiche della Calabria e sorge sui sette colli nella Valle del Crati, alla confluenza con il Busento. Per via della sua importanza culturale in passato, Cosenza era nota come “l'Atene d'Italia”, e oggi ospita il Campus Universitario più grande del Paese.

La città vecchia è caratterizzata da vicoli stretti e tortuosi e negli ultimi anni sta rivivendo una grande vivacità. Il Centro Storico è uno dei più belli e antichi d'Italia. Conta con edifici monumentali e palazzi padronali.


Crotone.

Secondo la leggenda di Ovidio, deve le sue origini a Ercole che, di ritorno da una delle sue mitiche fatiche, decise di ergere una città in onore del suo amico ferito a morte. Ma in realtá questa  è la città della scuola greca fondata da Pitagora e terra dell'atleta olimpico Milone. 

Tra i luoghi più rinomati, si trova il Castello di Carlo V nella parte antica della città, oltre al Duomo che contiene importanti manufatti pregiati. Lungo la cinta muraria del castello si snoda il Centro Storico con i i suoi Palazzi Nobiliari. Il Museo Archeologico Nazionale conserva pezzi unici, in primis il tesoro di Hera. 

Vibo Valentia. 

Le sue radici si perdono nella notte dei tempi e ne fanno uno scrigno di storia e cultura. La città si chiama così dal 192 a.C., mentre il suo nome di antica colonia greca era Hipponion.

Conserva intatte, nel Centro Storico, le geometrie del borgo medievale, con i palazzi monumentali in tufo giallo e lastricato con grossi blocchi di pietra lavica.

Qui svetta il Campanile di San Michele, mentre tutta la città è dominata dal grande Castello Normanno, edificato probabilmente sulle vestigia dell'Acropoli di Hipponion. Al suo interno è ospitato il Museo Archeologico Statale, che custodisce reperti preziosi provenienti dal passato ellenico.


Leggende Calabresi.

La Calabria é ricca di storia ma a sua volta anche di tanta leggenda. Vi racconteremo oggi tre delle piú note.

Il nome “ITALIA” sorge a Catanzaro.

Gli Enotri furono un'antica popolazione giunta in Italia proveniente dalla Grecia nel secolo XI a.C. che si stabilirono nella Calabria settentrionale, circa quella che é oggi la provincia di Catanzaro. Narra Aristotele, che diventó re degli Enotri un certo Italo, secondo la leggenda discendente dai Troiani,che li  trasformó .da nomadi ad agricoltori stabili. Gli antichi greci chiamavano questa etnia "Italoi", in riferimento al loro re Italo. Sotto l'imperatore Augusto l'intera Calabria venne denominata poi Italia. Successivamente il nome fu esteso a tutta la penisola, mentre che la Regione adottó il nome attuale derivato dai “Calabri”, una antica popolazione italica che abitava l'estremo sud del territorio.

Il Tesoro di Alarico.

Narra una leggenda, che appena giunto in Calabria, Alarico, re dei Visigoti, morì nei pressi di Cosenza. Per impedire che la sua tomba venisse profanata, i suoi uomini decisero di seppellirlo sotto il fiume Busento. Così deviarono il corso del fiume, scavarono una grande fossa e vi calarono il corpo del re, assieme al suo immenso tesoro. Poi coprirono la tomba e riportarono il fiume a scorrere nel suo letto. Per secoli la gente cercò di recuperare le ricchezze del sovrano, ma nessuno mai ci riuscì e il tesoro di Alarico è custodito ancora oggi dalle placide acque del Busento.

La Bella Scilla.

In Calabria si racconta che Scilla, l'alta scogliera che si affaccia sullo stretto di Messina, era anticamente una bellissima  fanciulla. Glauco, una divinità che viveva nelle profondità marine, la vide e se ne innamorò perdutamente. Scilla però non lo degnava della minima attenzione. Dapprima Glauco fu paziente, ma poi, visto che non riusciva a conquistare la bella ninfa, il suo amore mutó in odio. Cosí Glauco trasformò Scilla in un orribile mostro, metà donna e metà pesce. La povera fanciulla, presa dallo sconforto, si gettò in mare e non appena toccò l'acqua si sollevarono onde altissime che formarono un enorme vortice dal quale emerse una scogliera, imprigionata all’interno della quale rimase l'anima dell'infelice Scilla. 


La disperazione la rese crudele e spietata da sfogare la sua rabbia sui malcapitati naviganti che attraversavano lo stretto. Attirando come una gigantesca calamita le loro imbarcazioni la faceva schiantare contro la costa. Un chiaro riferimento a Scilla lo possiamo trovare nel poema epico greco l'Odissea, che narra il viaggio di ritorno di Ulisse in patria

Le attivitá economiche della Regione.
L'agricultura.

Nonostante il terreno montuoso della regione non sia favorevole allo sviluppo agricolo, la principale riserva della Calabria è l'agricoltura, praticata nelle zone pianeggianti che si stendono tra montagna e mare e, soprattutto, nelle brevi pianure bonificate lungo le coste. Fra le coltivazioni più diffuse si trovano gli ortaggi, la barbabietola da zucchero, il tabacco, l'olivo, la vite e gli agrumi. Ma soprattutto il bergamotto, prodotto tipico di questa regione il cui habitad si trova nella striscia costiera compresa fra Villa S. Giovanni e Gioiosa Ionica. Si tratta di un piccolo albero sempreverde che dà agrumi simili alle arance, ma non commestibili, dai quali si ricava un'essenza importante nella fabbricazione dei profumi.


L'allevamento e la pesca.

I magri pascoli presenti sulle montagne non favoriscono l'allevamento del bestiame, il grande sviluppo costiero fa della pesca un'attività abbastanza redditizia per la Calabria, specialmente quella del pesce spada e del tonno.

Le industrie.

Prima dell'unità d'Italia l'industria calabrese, in particolare nel settore tessile, era fra le più fiorenti del meridione. Poi, in seguito alla concorrenza dei grossi centri industriali del nord e alla mancanza di grosse vie di comunicazione, è decaduta progressivamente. Oggi nella regione si trovano poche grandi industrie, diverse centrali termoelettriche e piccole aziende per la trasformazione dei prodotti agricoli. Da qualche anno è in aumento il turismo, soprattutto lungo la costa.

Il fenomeno migratorio della Calabria.

La Calabria, come d’altronde tutto il meridione, é una regione che ha avuto sempre un grande flusso emigratorio. Giá dalla finde del 1800 e praticamente fino al 1960, si é notato un esodo di Calabresi alla ricerca di lavoro, verso il centro-nord e l’estero. Questa tendenza emigratoria, muta radicalmente nell’ultimo decennio del secolo scorso, quando quest’area, pur caratterizzata da elevati tassi di disoccupazione, si trasforma da luogo di prevalente cessione a luogo di crescente ricezionedi migranti, provenienti dall’Africa, da Paesi dell’Est Europa e anche dall’Asia.

L’emigrazione dal Mezzogiorno, pur presentando oggi caratteri diversi rispetto agli anni precedenti, in quanto coinvolge prevalentemente profili professionali, fa registrare però ancora dimensioni molto consistenti.


La Calabria continua in testa alla classifica delle migrazioni interne. Nel 2018 presentava il più elevato tasso migratorio, 4,0 per mille.

Oggi giorno i due tipi di flussi, quello in uscita e quello in entrata, sono compresenti. Questo é dovuto al fatto che la Calabria si trova anche fra le regioni con maggior tasso di ricezione di migranti stabili che arrivano in Italia e in Europa.

Tuttavia, alla crescita di questi flussi migratori in entrata, non corrisponde un’adeguata risposta istituzionale a livello regionale e locale in termini di politiche di accoglienza.  Le problematiche emergenti, come la sanitá, l'educazione,  il lavoro clandestino, non sono istituzionalmente affrontate in maniera organica e con la necessaria efficacia. Questo pregiudica lo strato sociale della Regione.  

A Panama troviamo tanta Calabria.

Per ció che riguarda il fenómeno emigratorio Calabrese verso l’estero, Panama non é stata l’eccezione come luogo di destino. Tanti connazionali originari di questa Regione hanno deposto qui le speranze in un futuro migliore. Hanno lavorato tenacemente e contribuito allo sviluppo di questa Nazione interoceanica. Da loro sono derivate numerose Famiglie che non hanno mai rinunciato alla missione di manetenere vive, e tramandare alle nuove generazioni, le tradizioni, gli usi e i costumi Calabresi.


La immigrazione di importanti gruppi di Calabresi a Panama, si é registrata fra gli anni 40 e 60. Il maggior flusso é provenuto dalle localitá di Castrovillari, Morano Calabro, Cassano all’Ionio, Scalea,  Sibari, Spezzano, Santa Domenica Talao, tutte esse in Provincia di Cosenza.

Enogastronomia della Regione.

La gastronomia calabrese é un'arte semplice, di forti sensazioni, tramandata di generazione in generazione. La tipicità alimentare è legata all'uso del peperoncino.


I salumi più diffusi sono la soppressata, il capicollo, i filetti e la 'nduja. Tra i formaggi locali é noto il butirri, ovvero un tipo di caciocavallo con l’interno di burro; e il pecorino cotronese. Di ottima qualità é l’olio d’oliva prodotto nei frantoi padronali. Ottime le arance coltivate nella “Piana”. 


Gli ortaggi sono alla base delle più diverse elaborazioni (parmigiana, peperonata, peperoni e pomodori ripieni, frittelle di fiori di zucca). L'area aspromontana offre molte varietà di funghi, che hanno fatto di Giffone uno dei loro principali centri di produzione.

Vivono ancora tradizioni come la pasta fatta in casa e il rito del pane di Cutro, prodotto con la farina di grano duro e cotto nei forni a legna realizzati a ridosso delle abitazioni.

Il pesce spada e il “pesce azzurro” sono il simbolo dell’area costiera tirrenica

Cucina tipica.

Tra i piatti tipici della regione, troviamo: La "rosamarina", nota come il "caviale del sud", che consiste nella lavorazione del pesce (sardella neonata) con peperoncino rosso e aromi selvatici. "Pipi e patati" (peperoni e patate), saltati in padella con aglio e olio. "Lagane e ciciari" (tagliatelle larghe e ceci). "La pasta chjna", una pasta ripiena con provola, uova sode, soppressata e condita con ragù di carne e formaggio grattugiato. La "ciambrotta", una pietanza vegetariana a base di pasta asciutta con un condimento di uova fritte e pecorino Le "stigghiole", cioè interiora di capretto, vitello o maiale cucinate con pomodoro, verdure e peperoncino. Tra i piatti di pesce il più diffuso è il baccalà fritto e gli spaghetti con alici e mollica di pane fritta.


I dolci calabresi.

Rinomata è anche la pasticceria con la presenza del torrone, i cannoli con la ricotta e i dolci al bergamotto.

I "turididdri" sono dolci natalizi fritti ricoperti di miele di fichi, mentre le "scaliddre" sono coperte di glassa di zucchero. Le “crocette” sono fichi secchi ripieni di noci, cannella, cedro candito e cotti al forno. I "mostaccioli", dolci tipici di San Giuseppe, sono focacce a base di miele d'api o di fichi, mosto cotto, farina e mandorle.

I vini della Regione.

Antiche varietà di viti autoctone consentono la produzione di ottimi vini bianchi e rossi, tra i quali lo “Zibibbo”, il “Cerasuolo”. “il Cirò DOC”. Per abbinare la pasticcería e i dolci, niente meglio del vino "Malvasia"  e il "Greco di Bianco D.O.C.", considerato uno dei più pregiati vini italiani da dessert. Molto apprezzato è, infine, il liquore alla liquerizia.

Che altro posso dirvi se non, innalzando le coppe, cin cin e a presto.