Per parlare di Impressionismo, dobbiamo prima ricostruire i movimenti che l’hanno preceduto. In Francia intorno alla metà dell’800 nasce il Realismo, un movimento artistico incluso in una vasta corrente culturale che interessa tutti gli ambiti del sapere e che si basa su un’osservazione diretta e impietosa della realtà umana, fatta di eventi lieti e tragici. di progresso. Tale corrente assume in filosofia il nome di Positivismo e in letteratura di Naturalismo.

L’Impressionismo è una corrente artistica nata a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870, e durata fino ai primi anni del Novecento.

Nasce in contrapposizione all’arte accademica dell’epoca sfidando la critica con opere apparentemente incomplete, spesso realizzate in poche ore.

Se nel nostro immaginario Parigi appare così romantica, con i pittori intenti a dipingere la Senna con una tavolozza tra le dita, probabilmente è merito degli impressionisti. Punto cardine dell’arte impressionista è la pittura “en plein air” (all’aria aperta), cosi un gruppo di artisti coraggiosi che decise di lasciarsi alle spalle il buio dei loro atelier, per dipingere la realtà dal vivo e cogliere così l’infinita varietà della sfumature che compongono i colori.

E grazie a questo gruppo di artisti coraggiosi che con le loro opere, hanno cambiato per sempre l’immagine di Parigi, trasformando la Ville Lumière in una capitale romantica, dolcemente e allo stesso tempo malinconica.

E pensare che alla base di tutto non c’era altro che un gruppo di amici, artisti di talento un po’ scapestrati, che non ne potevano più delle ferree regole imposte dalla cultura accademica dell’epoca.

Con l’energia e l’entusiasmo dei rivoluzionari decisero di disobbedire a quelle regole che consideravano antiquate, perché ritenevano fosse scorretto porre freni alla creatività.
Senza saperlo, quel gruppo d’artisti folli hanno scritto una pagina indelebile nella storia dell’arte

Questo nuovo approccio alla pittura è reso possibile anche grazie all’invenzione del cavalletto da campagna e dei colori in tubetto, più pratici da usare negli spostamenti e più immediati, visto che non costringono l’artista a mescolare i pigmenti per formare i colori.

Le opere degli impressionisti non rappresentano la realtà così com’è ma in base a come viene percepita dall’occhio dell’artista nel momento in cui la dipinge.

I colori non sono più mescolati sulla tela ma vengono semplicemente accostati, dando vita a spettacolari contrapposizioni cromatiche e a immagini non chiaramente definite, quasi sfocate.
La scelta dei pittori, di rappresentare la realtà cogliendone le impressioni istantanee portò questo stile ad esaltare su tutto la sensazione dell’attimo fuggente (Carpe diem).

Secondo gli artisti la realtà muta continuamente di aspetto. La luce varia ad ogni istante, le cose si muovono spostandosi nello spazio, la visione di un momento è già diversa nel momento successivo. Tutto scorre (Panta rei). Nella pittura impressionista le immagini trasmettono sempre una sensazione di mobilità.

L’attimo fuggente della pittura impressionista è totalmente diverso dal momento pregnante della pittura neoclassica e romantica, esso coglie le sensazioni e le emozioni di quel momento.
E ha analogie evidenti con la fotografia. Anche la fotografia, infatti, coglie una immagine della realtà in una frazione di secondi.

E quelle raccolte nella pittura impressionista sono sempre sensazioni e impressioni felici, positive, gradevoli, per la prima volta dopo la scomparsa della pittura rococò, rifugge dagli atteggiamenti tragici o drammatici. Torna a rappresentare un mondo felice ed allegro.

La prima mostra di questo gruppo di artisti si tiene a Parigi il 15 aprile 1874, presso lo studio del fotografo Felix Nadar. Alla mostra partecipano Claude Monet, Edgar Degas, Alfred Sisley e Pierre Auguste Renoir. L’evento non incontra il favore della critica.

I primi tempi per gli impressionisti sono difficili. Qualche mese dopo la mostra da Nadar, il gruppo è costretto a organizzare una vendita delle opere presso l’hotel Drouot a Parigi per recuperare fondi da destinare a nuove mostre, ma è un nuovo fiasco, con il ricavato riescono appena a coprire i costi delle cornici. Grazie l’intervento dell’imprenditore francese Paul Durand-Ruel che fu uno dei pochi a credere in quei giovani artisti fin dall’inizio, che potettero sopravvivere. Tra il 1891 e il 1922, Durand comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir ecc.

I più grandi esponenti dell’impressionismo sono Édouard Manet, Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Jean-Frédéric Bazille, Berthe Morisot, Mary Cassatt e Gustave Caillebotte.

L’impressionismo ebbe una discreta risonanza anche in Italia, che proseguirono lo stile innovatore dei francesi, furono: Federico Zandomeneghi e Giuseppe de Nittis. E anche negli Stati Uniti ebbe fra i suoi numerosi esponenti Theodore Robinson, Mary Cassatt, Childe Hassam e Edmund Tarbell.