Sapevate che…

La prima pizza risale agli etruschi, che ne facevano grande uso. Il termine pizza deriverebbe da pinsa, participio passato del verbo latino pinsare che significa pestare, schiacciare, riferito dunque alla forma. La primissima attestazione del vocabolo pizza è datata prima dell'anno Mille, come "pizza de pane": una focaccia che accompagnava carne, pesce o verdure, citata da parecchi autori cinquecenteschi.

La pizza che come la conosciamo oggi nasce a Napoli nell’allora capitale del Regno spagnolo datato Seicento. Era ancora bianca, condita con aglio, strutto e sale grosso nella versione economica oppure con caciocavallo e basilico in quella premium.

Il pomodoro sulla pizza arriva nel 700 quando fa il suo ingresso trionfale nella cucina campana e italiana in generale, la pizza diventa rossa e il suo profumo invade prepotentemente la città dei Borbone.

Dal 2017 la pizza (o meglio “L’arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano”) è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco. Anche la dieta mediterranea, di cui la pizza è un piatto forte, ha ricevuto questo riconoscimento nel 2013.

Il tipo di pizza più antico è la marinara. Raccoglie tutti gli ingredienti utilizzati fino ad allora: pomodoro, aglio, origano, olio extravergine d’oliva. Contrariamente a ciò che si può pensare, il nome non deriva da qualcosa che ha a che fare con il pesce, bensì al fatto che era il piatto che mangiavano i pescatori una volta rientrati in porto.

La più antica pizzeria fu aperta a Napoli nel lontano 1738. Si chiama “Port’Alba” e serviva per rifornire gli ambulanti che andavano in giro per la città. Poco più di 90 anni dopo, fu la prima anche ad offrire tavoli e sedie per i propri clienti, tra cui spiccano nomi come Gabriele D’Annunzio, re Ferdinando di Borbone, Francesco Crispi e Benedetto Croce.

La prima pizza Margherita fu fata nel 1830 quando il pizzaiolo Raffaele Esposito con la moglie Maria Giovanna Brandi realizzò una pizza in onore della regina Margherita che chiese espressamente di poterne mangiare una durante una visita a Napoli. Il ragazzo ne preparò tre varianti e una era stata ispirata dai colori della bandiera italiana. Decise di utilizzare come ingredienti la bianca mozzarella, il rosso pomodoro e il verde basilico. Visto l’enorme successo riscosso in quell’occasione, prese il nome della regina.

La pizza più cara al mondo Si chiama Luigi XIII e ha un prezzo altrettanto “regale”: costa 8300 euro. È una creazione di Renato Viola, pizzaiolo di Agropoli (provincia di Salerno): 20 cm di diametro, servita a domicilio dal pizzaiolo, un sommelier e uno chef con stoviglie da collezione. Impasto lievitato 72 ore, è condita con mozzarella di bufala DOP, sale rosa australiano, pregiatissimo caviale, aragosta, gamberoni e champagne a fiumi.