Prima di cominciare a narrare vorrei in breve dire la differenza tra mito é leggenda.

Il mito deriva dal greco Mythos, che significa parola, discorso, racconto. Non è altro che una narrazione caratterizzata da una certa sacralità, ossia da un significato religioso o spirituale. Il mito tratta vicende che hanno luogo in un’epoca non definita ma sicuramente primordiale, antecedente alla storia scritta, e hanno come protagonisti eroi, divinità, esseri antropomorfi spesso onnipotenti o immortali, che con le loro azioni e imprese hanno modificato la storia del mondo fino a determinarne le sue caratteristiche attuali.

Il termine leggenda deriva dal Latino Legenda, che significa “da leggere”, “che deve essere letto”, “degno di esser letto”. Anticamente, il termine rappresentava il racconto della vita di un santo o, ancor più precisamente, la storia dei suoi miracoli. Col tempo, ha assunto un significato più ampio, che è quello più utilizzato ad oggi: la leggenda è un racconto che unisce elementi reali, storici, fondati, a elementi fantastici.

La leggendaria storia di Roma a inizio a Troia. Ed è così che Tito Livio ( Patavium, 59 a.C. – Patavium, 17 d.C ) autore della Ab Urbe condita - storia di Roma é Dionigi di Alicarnasso (Alicarnasso, 60 a.C.  – 7 a.C.) autore Rhomaikè archaiología - Antichità romane, iniziano le loro storie romane, prendendo come riferimento della leggenda il poeta Virgilio ( Andes - Mantova,  70 a.C. - Brindisi - 19 a.C.[ ), autore dell’ Eneide. La leggenda celebrata nel poema epico più importante della letteratura latina, l’Eneide. E fondata sulla vicenda di Enea, un principe troiano figura della mitologia greca e romana, figlio del mortale Anchise (cugino del re di Troia Priamo) e di  Venere  ( Afrodite per i greci ), dea della bellezza. Dopo la distruzione della città di Troia da parte dei Greci ( la guerra di Troia narrata da Omero nei suoi poemi). Fugge da Troia con il padre Anchise e il figlio Ascanio o Iulo ( capostipite della stirpe Iulia, da cui discenderanno anche Gaio Giulio Cesare in latino Gaius Iulius Caesar ) e un gruppo di compagni. Nel loro lungo viaggio che dura sette anni, tra mille ostacoli. approdano in diverse località prima di arrivare sulle costi Laziale, Tracia, Delo, Creta (dove i Troiani iniziano a costruire la nuova città, ma una terribile pestilenza e le parole degli dei Penati, che appaiono in sogno a Enea, rivelano l’errore commesso). Isole Strofadi, Epiro, Rocca di Minerva, Terra dei Ciclopi ( in Sicilia ), Drepano, Cartagine, ( Enea e ospite della regina Didone che ascolta i suoi racconti e si innamora di lui. Quando l’eroe riparte, Didone si uccide con la stessa spada che Enea le aveva donato per il dolore, maledicendo la stirpe di Enea e i suoi discendenti ), ritornerà in Sicilia, Cuma, Gaeta, infine arrivano nel Lazio approdano alle foce del Tevere. Dove stringe amicizia con il re Latino che diede a Enea in moglie la figlia Lavinia, che in un primo momento era stata promessa a Turno, re dei Rutuli di Ardea. Irato per tanta ingiustizia ricevuta, Turno intraprese guerra, ma infine cedette combattendo strenuamente in una lotta isolata con Enea. L’eroe troiano fu il fondatore e capostipite  della città di Lavinium al sud di Roma, secondo la tradizione, il nome della città deriva da Lavinia ( Lauinia ) figlia di re Latino e moglie di Enea, dal legame tra Enea e Lavinia nacque Silvio.

Secondo la versione di Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso questa è la lista dei re Latini:

Enea

Ascanio o Iulo, figlio di Enea e Creusa (prima moglie), regnò 38 anni. La leggenda narra che la città di Alba Longa ( antica città del Lazio sui Colli Albani ) fu fondata da Ascanio, o Iulo, trenta anni dopo la fondazione di Lavinium. Da lui prenderà il nome la gens Iulia ( la gens Romana era un gruppo di persone italiche o etrusche, formato da tutte le famiglie che condividevano lo stesso nome e rivendicavano la discendenza da un antenato comune ) e dalla quale discende Gaio Giulio Cesare ( Gaius Iulius Caesar ).

Silvio, fratello minore e successore di Ascanio, figlio di Enea e Lavinia, regnò 29 anni (fra il 1141 a.C. ed il 1112 a.C. ).

Enea Silvio, figlio di Silvio, regnò 31 anni ( fra il 1112 a.C. ed il 1081 a.C. ).

Latino Silvio, figlio di Enea Silvio regnò 51 anni ( fra il 1081 a.C. ed il 1030 a.C.).

Alba, figlio di Latino Silvio regnò 39 anni (fra il 1030 a.C. ed il 991 a.C.).

Atys, figlio di Alba regnò 26 anni ( fra il 991 a.C. ed il 965 a.C. ).

Capys, figlio di Atys regnò per 28 anni ( dal 965 a.C. al 937 a.C. ).

Capeto, figlio di Capys regnò per 13 anni ( dal 937 a.C. al 924 a.C. ).

Tiberino Silvio, il Tevere prese nome da lui, figlio di Capeto regnò 8 anni, (dal 924 a.C. al 916 a.C.).

Agrippa, figlio di Tiberio Silvio regnò 41 anni ( dal 916 a.C. al 875 a.C.).

Romolo Silvio, (in Tito Livio) e Alladio (in Dionigi di Alicarnasso), figlio di Agrippa regnò per 19 anni (dal 875 a.C. al 856 a.C.).

Aventino, il colle Aventino prese il suo nome, figlio di Romolo Silvio o Alladio regnò per 37 anni (dal 856 a.C. al 819 a.C.).

Proca, figlio di Aventino regnò per 35 anni (dal 819 a.C. al 782 a.C.).

Amulio, figlio di Proca  e fratello minore di Numitore. Il cui usurpò il trono a Numintore, e fece uccidere i figli di Numintore tranne alla figlia Rea Silvia che la costrinse a consacrarsi vestale, (erano sacerdotesse consacrate alla dea Vesta è una figura della mitologia romana), impedendole, quindi, di avere una discendenza.

Numitore, figlio di Proca e fratello maggiore di Amulio. Fu rimesso sul trono dai nipoti Romolo e Remo, dopo che uccisero ad Amulio.

Romolo e Remo

Amulio dopo aver usurpato il trono al fratello Numitore, per evitare problemi con i discendenti di suo fratello fece uccidere i due maschie, e costrinse alla figlia Rea Silvia, a servire come sacerdotessa della dea Vesta e quindi impedirle di avere prole, dato che le vestali avevano l'obbligo della castità.

Un giorno, mentre Rea Silvia dormiva in un boschetto sulla riva del Tevere, fu incontrata da Marte ( dio della guerra nella mitologia romana ) che la fece sua, dal unione di Rea Silvia e Marte essa generò due figli gemelli Romolo e Remo.

Quando lo zio seppe della nascita dei due gemelli. In una versione si narra che la fece uccidere, mentre in un'altra versione la fece incarcerare, e ordinò a una serva di uccidere Romolo e Remo. La serva impietosita dei neonati li deposi in una cesta e li affidò alle acque del Tevere, che si incagliò in una zona paludosa vicino alle colline del Palatino e del Capitalino.

La cesta fu trovato da una lupa Luperca che scesa dai monti al fiume per abbeverarsi  incuriosita dai vagiti dei bambini li raggiunse e si mise ad  allattarli. “E qui la famosa rappresentazione in bronzo, della Lupa al Campidoglio, che allatta Romolo e Remo“. Mentre per la tradizione romana Faustolo fu il pastore che trovò i due gemelli ed insieme alla moglie Acca Larenzia, decisero di crescerli come propri figli.

Una volta raggiunta l’età adulta i due fratelli vennero a conoscenza della loro vera identità, che gli fu svelata da Faustolo. I due fratelli decisero di aiutare il nonno Numitore  per rimetterlo sul trono uccidendo il fratello Amulio.

Una volta che rimisero sul trono al nonno, per ricompensa gli fu data la possibilità di fondare una propria città. Romolo e Remo decisero di ritornare sul Tevere dove la lupa li aveva allattati per fondare la loro propria città. Tra i due fratelli ci furono dei diverbi dove doveva esse fondata la nuova città. Per Remo doveva esse sul Colle Aventino perché per primo avrebbe avvistato sei avvoltoi. Mentre per Romolo era sul Colle Palatino perché ne avrebbe visti dodici. Romolo tracciò un perimetro con l’aratro nell'area del monte Palatino “sulcus primigenius”, e giurò che avrebbe ucciso chiunque avesse cercato di superare il confine. Remo disubbidì all'ordine di Romolo é attraversò con disprezzo la linea tracciata dal fratello. Fu così che Romolo lo uccise, diventando il primo re di Roma.

Roma venne fondata secondo la tradizione da Romolo il 21 aprile 753 a.C. e venne governata da sette re nel periodo che si colloca tra il 753 e il 509 a.C. la maggior parte dei quali di origine sabina o etrusca.

Romolo (753 a.C. - 713a.C.)

Numa Pompilio (713 a.C.- 670 a.C.)

Tullo Ostilio (670 a.C - 638 a.C.)

Anco Marzio (638 a.C. -616 a.C.)

Tarquinio Prisco (616 a. C. - 578 a.C.)

Servio Tullio (578 a. C. - 534 a. C.)

Tarquinio il Superbo (534 a. C. -509 a. C.)