“Io non credo che ci sia quello che viene in vacanza per farsi la seconda dose del vaccino. Ma se un turista se la deve fare, è giusto che noi gliela facciamo. E non soltanto agli italiani: se ci autorizzano, anche agli stranieri”. Lo afferma il governatore del Veneto, Luca Zaia, in una intervista al Corriere della Sera. “Sono convinto che i turisti vadano accolti a braccia aperte. Diamo tutelarli e coccolarli in tutte le maniere. Il fatto che ci siano prenotazioni importanti significa che c'è un arretrato di voglia di Bel Paese che non vogliamo ignorare. Quante volte abbiamo parlato di vacanze sicure? E ora di dimostrarlo. Ricordiamoci che da noi vengono turisti fedeli, che quando tornano dalle nostre parti si sentono a casa. Un peccato perdere questo rapporto”. Per le vaccinazioni in vacanza, propone, “si rilascia un certificato che riporta il lotto del vaccino e poi il turista potrà far registrare la vaccinazione a casa. Semmai, dobbiamo smetterla di affidare le pratiche all'ufficio complicazioni affari semplici. Dobbiamo evolvere da questa nostra cultura: se tre amici un giorno giocano a scopa, il giorno dopo li trovi dal notaio per fare lo statuto di chi gioca a scopa. E per approccio, partiamo sempre dalla lista dei problemi”. E sul decreto Draghi per le riaperture commenta: “Il sentimento è un po' quello di chi aveva guardato il meteo, visto che dava il brutto, e poi invece è uscito un po' di sole. Alla fine, abbiamo portato a casa dei segnali nei confronti della comunità che sono importanti. Non basta, magari, ma aiuta”, “a me pare strano che resti in piedi questa cosa del coprifuoco, mi sembra diventato un totem. Io dico: è iniziata la fase della convivenza con il virus. In questo contesto è sbagliata una discussione tra aperturisti e chiusuristi: per me il coprifuoco non ha più senso di esistere. Non perché dirlo è una moda, ma perché ormai gli assembramenti li vediamo nei luoghi di lavoro, sui mezzi pubblici, a scuola... Molto più che nelle uscite all'aria aperta alla sera. Con delle controindicazioni gravi. Se l'origine del male è la trasmissione del virus, è innegabile che ci siano molti più assembramenti di giorno che di notte. Il problema è che chi ancora deve prenotare le vacanze sente aleggiare questa parola, coprifuoco... Io penso che si debba dare un segnale di pacificazione. E poi i vaccini stanno funzionando, dove abbiamo vaccinato il virus non mette più radici. Il rischio era per gli uomini sopra ai 65 anni e per le donne sopra i 75. Abbiamo vaccinato queste persone e il risultato lo abbiamo visto, sia sulla mortalità che sugli ingressi in ospedale”. (19 MAG - red)

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