Le nuove restrizioni saranno in vigore da venerdì al 3 dicembre. Il nuovo decreto contiene norme valide su tutto il territorio nazionale – come il coprifuoco dalle 22.00 alle 5 del mattino – prevedendo provvedimenti più stringenti per singoli territori o regioni a rischio.
In tutta Italia rimane obbligatorio l’uso della mascherina, il rispetto della distanza e delle norme di igiene.
Coprifuoco, come detto, dalle 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo: in queste ore sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso “fortemente raccomandato”, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
Potranno essere chiuse – per tutto il giorno o solo in alcune ore – strade o piazze dove si possono creare situazioni di assembramento.
I locali pubblici e aperti al pubblico e gli esercizi commerciali dovranno esporre all’ingresso un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno.
Non cambia nulla per le restrizioni già previste su ingresso ai parchi, sport e luoghi di culto.
Chiudono anche i musei, sospese, dunque, tutte le mostre.
Sul fronte istruzione, il decreto introduce la didattica a distanza al 100% per la scuola di secondo grado; attività in presenza, invece, per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia. Insegnamento a distanza per le Università. Sospesi i concorsi.
Negli ospedali gli accompagnatori dei pazienti non possono rimanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS); limitati gli ingressi nelle RSA.
Per il commercio al dettaglio, ingressi dilazionati e distanza interpersonale; nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.
Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle ore 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Le attività dalle 5 alle 18 restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la loro compatibilità con l'andamento della situazione epidemiologica sul territorio.
Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.
Nulla cambia per i servizi bancari e assicurativi.
Per i mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, si introduce il limite della capienza al 50 per cento.
Per il lavoro si raccomanda ove possibile quello a distanza.

LO SCENARIO 3

Il secondo articolo del decreto, introduce norme restringenti in caso di “scenario 3” cioè per le regioni con un rischio “alto”. L’ingresso di un territorio in uno scenario – che sia il 3 o il 4 – è stabilito dal Ministero della Salute in raccordo con le regioni interessate.
Sarà compito del ministero verificare ogni settimana l’andamento dell’epidemia nei territori a “scenario 3”.
Le restrizioni.
Vietati ogni spostamento in entrata e in uscita, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Consentito andare a scuola – ove permesso - rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.
Sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

LO SCENARIO 4

Misure ancora più stringenti sono previste per i territori che si troveranno nello “scenario 4”, dove sono parimenti vietati tutti gli spostamenti – con le solite eccezioni – i negozi chiusi, tranne gli alimentari e quelli di prima necessità, sospese tutte le attività dei servizi di ristorazione; attività motoria consentita solo vicino casa.
Quanto alla scuola, in uno scenario 4 il decreto prevede che, fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia e della prima media, tutte le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Sospese le attività inerenti servizi alla persona; i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro.
Il decreto prosegue con specifici articoli per le attività produttive e industriali, regola le misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale, precisa le limitazioni agli spostamenti da e per l'estero con gli obblighi a carico di chi torna in Italia.