“Con un Rt pari a 2, il tasso di ricoveri e di malati in Terapia intensiva va al raddoppio ogni 7 giorni. Con un Rt a 1 resta costante” e solo con Rt sotto l'1 e non più di cinque-diecimila casi al giorno è possibile tenere sotto controllo l'epidemia. Lo sostiene, in una intervista al Corriere della Sera, Stefano Merler, l'epidemiologo-matematico che a febbraio fece la previsione sulla pandemia. Secondo il ricercatore della Fondazione Bruno Kessler di Trento “la buona notizia è che l'Rt è in discesa: il 26 ottobre era a 1,5, il 23 ottobre a 1,7. La sua decrescita è iniziata intorno al 20 ottobre, quando è stato raggiunto il picco di trasmissione, almeno per il momento, di questa seconda ondata, con un Rt di 1,8 a livello nazionale, anche più alto in alcune Regioni. In mezzo ci sono 3 Dpcm del premier Giuseppe Conte e le ordinanze regionali di contenimento del virus. Finché l'Rt non torna sotto l'1, in ogni caso, l'epidemia non è sotto controllo. E in contemporanea deve abbassarsi anche il numero assoluto di casi, che idealmente non deve essere superiore a cinque-diecimila al giorno, anche per permettere al contact tracing di tenere sotto controllo i focolai, come quest'estate”. Evidenzia poi che “la velocità con cui l'Rt sta diminuendo è simile a quella che abbiamo visto con il lockdown dell'11 marzo. Noi li abbiamo calcolato che da 3 è sceso a 0,75 in 21 giorni. Vuol dire che è diminuito a una velocità superiore a 0,1 al giorno. Verosimilmente, dunque, l'Rt può tornare sotto l'1 velocemente, speriamo già nei prossimi giorni. E’ possibile perfino che sia già sceso sotto il valore-soglia, poiché viene aggiornato con qualche giorno di ritardo. Ma al momento non so quando i casi possono scendere al valori più accettabili di cinque-diecimila. Questo ovviamente è legato solo ed esclusivamente alle misure di contenimento”, senza le quali “ogni infetto arriva a contagiarne altri 3”.