“Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso uno scenario di tipo 4, con particolare riferimento ad alcune Regioni che, già nel breve periodo, accusano il rischio di tenuta dei servizi sanitari. Si conferma pertanto quel quadro epidemiologico complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale, con specifiche criticità in molte Regioni e Province autonome”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte col corso delle comunicazioni alla Camera in vista del nuovo Dpcm per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. “Esiste un’alta probabilità che 15 Regioni superino le soglie critiche di terapia intensiva e di aree mediche nel prossimo mese” specifica Conte, sottolineando come non sia possibile “prognosticare” gli effetti positivi del Dpcm del 24 ottobre e affermando che “alla luce dell’ultimo report che è stato elaborato venerdì scorso siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza e massima precauzione per attuare ulteriori misure e perseguire una più stringente strategia contenitiva e mitigativa del contagio. Questa strategia va necessariamente modulata in base alle differenti criticità rilevate nei territori, graduando la severità delle misure in considerazione della più elevata circolazione del virus e che evidenziano un rischio di tenuta dei servizi sanitari”, per cui sarà “necessario introdurre un regime differenziato basato sui diversi scenari regionali”. A tal fine il prossimo Dpcm individuerà tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive.
 
MISURE NAZIONALI. “Per l’intero territorio nazionale dove non si segnalano livelli di rischio elevato intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure” annuncia il presidente del Consiglio, che poi fa l’elenco: “Pensiamo di disporre la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di genere alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano all’interno. In coerenza con la chiusura delle sale da gioco e delle sale bingo, intendiamo disporre anche la chiusura di corner adibiti all’attività di scommesse, i videogiochi ovunque siano collocati. Chiuderanno ahimè anche musei e mostre, prevediamo anche la riduzione fino al 50% del limite di capienza dei mezzi di trasporto locali. Infine prevediamo di porre un limite agli spostamenti da e verso regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità. Prevediamo anche limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda, salvo anche in questo caso che nelle medesime situazioni delle comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità. Prevediamo infine la possibilità che le scuole secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente alla didattica a distanza, sperando che questa sia una misura temporanea”.

ECONOMIA. Parlando delle conseguenze economiche e sociali della pandemia, il premier assicura che “il governo non intende arretrare di un millimetro rispetto al proposito di garantire la più ampia protezione economica possibile ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie italiane. La complessità della situazione che stiamo vivendo ci impone di fornire tutto il sostegno necessario, per tutto il tempo necessario e nella misura in cui sarà necessario. Tutti gli ulteriori sforzi finanziari che dovremo compiere costituiscono, lo voglio dire chiaramente, elementi di stabilità, di certezza e sicurezza per il mondo del lavoro, che appaiono oggi assolutamente irrinunciabili".

L’APPELLO. “Ancora una volta, mi permetto di rivolgere un invito a tutte le forze, a tutte le energie del Paese: restiamo uniti. Restiamo uniti in questo drammatico momento” è l'appello finale del premier. In apertura del suo intervento Conte aveva sottolineato che “l’interlocuzione con il Parlamento e il pieno coinvolgimento e di tutte le forze politiche qui rappresentate costituiscono passaggi fondamentali. Ho prospettato – spiega Conte - ai leader dell’opposizione la possibilità di costituire un tavolo di confronto con il Governo: al momento questa proposta è stata rifiutata. Se ci fossero però ripensamenti, posso confermare sin da ora che la proposta del Governo permane immutata e rassicuro anche che la proposta non sottende una confusione di ruoli, né tantomeno mira a una sovrapposizione di responsabilità”.