“Con i dati che attendiamo per venerdì, quasi tutto il Paese sarà in zona bianca, in pratica il 99% degli italiani. Sarebbe bello chiudere con lo stato di emergenza” che scade a fine luglio, “dare un segnale positivo al Paese. Per la fine dell’anno” in ogni caso la pandemia da Covid-19 “sarà alle spalle, gradualmente riavremo una vita più simile a quella di prima, anche se qualche differenza ci sarà sempre”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista a La Stampa.
Sulla mascherina, spiega, “ritengo realistica la previsione del presidente Draghi, per la metà di luglio: prima le toglieremo all’aperto, mentre al chiuso servirà più tempo. Anche qui, un passo alla volta: credo che la mascherina sia un costo relativo da sostenere”.
“Abbiamo mutato le indicazioni” su come utilizzare il vaccino AstraZeneca “seguendo il parere delle agenzie regolatorie, del Comitato tecnico-scientifico, degli esperti. Col passare delle settimane, le evidenze scientifiche hanno fatto consolidare nuove posizioni”, ricorda Speranza, per il quale sul mix di vaccini per i richiami le Regioni “devono adeguarsi: il cosiddetto ‘crossing vaccinale’ è una cosa che la Germania fa da due mesi, che anche la Francia e la Spagna fanno da tempo: è una procedura che ha dato buoni risultati, non sono invenzioni, ma evidenze e studi scientifici. Sono sicuro che, da parte delle Regioni, ci sarà la giusta attenzione nell’attenersi al parere degli scienziati”.
Sulla variante Delta “le prime ricerche dicono che con due dosi di vaccino è contenibile in una percentuale alta. Dobbiamo monitorare, perché il nemico è insidioso” e se in Gran Bretagna la situazione “dovesse peggiorare valuteremo una misura più restrittiva come la quarantena” per chi arriva da Londra.
“Secondo la comunità scientifica, è naturale immaginare che ci sarà bisogno di una terza dose, a un certo punto, e di ulteriori richiami nei prossimi anni”, conclude Speranza.

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