Queste le direttrici per una efficace promozione della lingua e cultura italiane all’estero indicate dal segretario generale del Cgie Michele Schiavone che oggi pomeriggio ha aperto i lavori della seconda plenaria tematica online del Consiglio generale degli italiani all’estero. Interlocutori del Cgie, questa volta, Roberto Vellano, Direttore Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana alla Dg Sistema Paese della Farnesina, accompagnato da Valentina Setta e Fabio Schina (ufficio VII) che hanno assistito ai lavori.
“Compito dell’Italia è quello di orientare e promuovere la cultura e la lingua italiane all’estero con programmi e progetti strutturali con l’ambizione di creare una occasione di diffusione del sapere e della conoscenza attraverso cui rigenerare il “mercato” culturale ma anche rafforzare i legami tra italiani all’estero, italici e madre patria”, ha esordito Schiavone, che nel corso del suo intervento ha più volte ribadito la necessità e la opportunità di “coinvolgere tutte le parti in causa”.
Citate – e lodate – le iniziative messe in campo dalla DGSP con il Mibact - vivere all’italiana, le giornate dedicate a design, cinema, gusto, cucina, lingua e stati generali – Schiavone ha evidenziato che le stesse hanno avuto meritato successo anche perché sostenute da risorse adeguate.
“Il Fondo cultura istituito 4 anni – ha detto in proposito – è stata una forte innovazione, ha rappresentato una vera svolta”. Ecco perché “ne è indispensabile il ripristino: per programmare e far ripartire il comparto culturale all’estero”.
“Soprattutto in questo tempo di incertezze e difficoltà legate al Covid – ha aggiunto Schiavone – bisogna garantire risorse adeguate ai soggetti impegnati in questa promozione culturale” con “risorse certe” che in queste ore vengono discusse nell’esame della Nadef (la nota al documento di economia e finanza) e che “occorrerà confermare e rimpinguare per l’anno prossimo nell’ottica di una proiezione triennale, come avvenuto per gli istituti pubblici e privati in Italia”. Un approccio, ha aggiunto il segretario generale, che dovrebbe caratterizzare anche lo stanziamento delle risorse per le cattedre di italianistica, gli Istituti Italiani di Cultura, Enti promotori e gestori, scuole pubbliche e paritarie all’estero.
A Vellano, Schiavone ha chiesto dunque di fornire un quadro della situazione e rassicurazioni sull’applicazione della circolare 3 che, emanata a fine luglio, contiene importanti novità che “preoccupano gli enti gestori” in tutti i continenti. Un documento, ha stigmatizzato Schiavone, su cui non è stato richiesto il prescritto parere del Cgie e che contiene “direttive di difficile applicazione immediata nel mondo, a causa delle diverse legislazioni e dei differenti sistemi scolastici, senza dimenticare le difficoltà delle raccolte fondi durante la pandemia”. Per questo, ha ricordato, il Cgie ne ha chiesto la sospensione per un anno, “per facilitarne l’applicazione e superare i vuoti di comunicazione tra Maeci ed enti”. Una sospensione esclusa dalla DGSP e dal vice ministro Sereni, che ha le deleghe per la promozione culturale all’estero, che però hanno assicurato “flessibilità” nel primo anno di applicazione
Concludendo, Schiavone ha auspicato una “semplificazione” delle procedure che “favorisca anche il superamento del dualismo e delle sovrapposizioni che contraddistinguono la promozione all’estero”. Serve “un sistema più agile e accattivante: ci sono le condizioni per farlo se lavoriamo tutti insieme”.