Chiusa la riunione in videoconferenza dei ministri degli Affari interni dell'UE, con al centro della discussione i controlli alle frontiere interne e la libera circolazione: certo il pieno funzionamento di Schengen entro la fine del mese. Con il miglioramento della situazione sanitaria generale, tutti gli Stati membri sono in procinto di declassare e revocare gradualmente alcune delle misure che sono state applicate a livello nazionale o regionale. Ciò include i controlli alle frontiere e il pieno ripristino della libera circolazione delle persone che è stato limitato a causa della pandemia. La maggior parte degli Stati membri avrà revocato i controlli alle frontiere interne e le relative restrizioni di viaggio entro il 15 giugno, mentre altri dovrebbero proseguire con le misure fino alla fine del mese.

I ministri hanno convenuto che le eventuali restanti restrizioni si baseranno su criteri oggettivi relativi alla salute, non discriminatori e proporzionati. Il coordinamento sarà affidato alla Commissione europea.

I ministri hanno inoltre discusso per quanto tempo dovrebbero essere mantenute le restrizioni ai viaggi nell'UE di cittadini di paesi terzi e quali criteri e misure potrebbero essere applicati una volta che le restrizioni inizieranno a essere revocate. E' stato concordato un approccio unificato alla graduale revoca delle restrizioni ai viaggi non essenziali, che non dovrebbe avvenire prima del 1° luglio.

Evidenziata anche la necessità di criteri chiari per i passi successivi, con ancora la Commissione europea che proporrà la via da seguire. All'inizio della riunione, la presidenza ha informato i ministri dei risultati operativi del ciclo programmatico dell'UE del 2019 per contrastare la criminalità organizzata, l'EMPACT. Durante l'incontro, Malta ha aggiornato i ministri sulla situazione migratoria nel Mediterraneo centrale e le sfide che il Paese sta affrontando a riguardo. La presidenza ha riferito in merito alla videoconferenza ministeriale UE-USA sulla Giustizia e gli Affari interni, svoltasi il 28 maggio. In conclusione, la presidenza tedesca entrante ha presentato il suo programma di lavoro, che si concentrerà sul rafforzamento del meccanismo di protezione civile dell'UE, sul proseguimento delle riforme della politica UE in materia di migrazione e asilo e sul rafforzamento della sicurezza comunitaria interna e della lotta al terrorismo.