Il Club Deportivo Italia ha avuto diverse divisioni che hanno dato l'opportunità a un gran numero di giovani di diverse età di avventurarsi nel calcio, essendo per lo più giovani con risorse limitate a cui Don Franco La Vitola, ha sostenuto e motivato a non perdere interesse per un ulteriore sviluppo dello sport.

L'umiltà di Don Franco La Vitola è stata dimostrata quando si è tolto dall'incarico amministrativo presso l'Ambasciata d'Italia a Panama per godersi la sua passione per il calcio ogni martedì alle prove che si sono svolte nel vecchio stadio del Arts and Crafts College alle 19:00 di sera, dove ha partecipato non solo come osservatore ma anche come allenatore. Era conosciuto come un uomo dal cuore grande, così tanti lo chiamavano con lo pseudonimo di Papà Franco.  La sua passione per lo sport lo ha portato a sponsorizzare squadre e campionati distrettuali nella capitale, oltre a trofei e premi per rinomati sportivi nel cortile panamense.

Andava regolarmente ogni domenica a vedere le partite di calcio al Revolution Stadium (oggi noto come Rommel Fernandez) e si divertiva a guardare le partite in compagnia di alcuni suoi connazionali, tra cui Mario Bonadies e Ricardo Pessina. Il suo interesse non era solo quello di assistere alle partite, ma anche di individuare possibili acquisizioni per le sue squadre e di analizzare alcune strategie come allenatore in campo.

Il Club Deportivo Italia si è caratterizzato per diversi anni per la sua divisa a righe bianche e nere, evocando le sue radici italiane, che lo hanno portato a partecipare a vari tornei nazionali e internazionali in Costa Rica, per esempio ottenendo molti trofei. Ha partecipato anche alla Lega Distrettuale del 1974-1975 e alla "1° Coppa delle Nazioni" che si è svolta nel Revolution Stadium, il 7, 9 e 11 dicembre 1985 con la partecipazione della squadra panamense che è stata incoronata campione.  In tutte le partecipazioni della squadra la madrina ufficiale è stata la giovane Griselda Donadio Gugliotti.

Il Club Deportivo Italia ha avuto diverse divisioni che hanno dato l'opportunità a un gran numero di giovani di diverse età di avventurarsi nel calcio, essendo per lo più giovani con risorse limitate a cui Don Franco La Vitola, ha sostenuto e motivato a non perdere interesse per un ulteriore sviluppo dello sport.

L'umiltà di Don Franco La Vitola è stata dimostrata quando si è tolto dall'incarico amministrativo presso l'Ambasciata d'Italia a Panama per godersi la sua passione per il calcio ogni martedì alle prove che si sono svolte nel vecchio stadio del Arts and Crafts College alle 19:00 di sera, dove ha partecipato non solo come osservatore ma anche come allenatore. Era conosciuto come un uomo dal cuore grande, così tanti lo chiamavano con lo pseudonimo di Papà Franco.  La sua passione per lo sport lo ha portato a sponsorizzare squadre e campionati distrettuali nella capitale, oltre a trofei e premi per rinomati sportivi nel cortile panamense.

Andava regolarmente ogni domenica a vedere le partite di calcio al Revolution Stadium (oggi noto come Rommel Fernandez) e si divertiva a guardare le partite in compagnia di alcuni suoi connazionali, tra cui Mario Bonadies e Ricardo Pessina. Il suo interesse non era solo quello di assistere alle partite, ma anche di individuare possibili acquisizioni per le sue squadre e di analizzare alcune strategie come allenatore in campo.

Il Club Deportivo Italia si è caratterizzato per diversi anni per la sua divisa a righe bianche e nere, evocando le sue radici italiane, che lo hanno portato a partecipare a vari tornei nazionali e internazionali in Costa Rica, per esempio ottenendo molti trofei. Ha partecipato anche alla Lega Distrettuale del 1974-1975 e alla "1° Coppa delle Nazioni" che si è svolta nel Revolution Stadium, il 7, 9 e 11 dicembre 1985 con la partecipazione della squadra panamense che è stata incoronata campione.  In tutte le partecipazioni della squadra la madrina ufficiale è stata la giovane Griselda Donadio Gugliotti.


Dal 2002 il Club Deportivo Italia è sotto la presidenza di Arturo Dorati, con il quale il club ha continuato a posizionarsi nell'ambiente calcistico panamense partecipando alla District League di Panama e San Miguelito, alla seconda divisione dell'ANAPROF e al campionato ADECOPA.

Una delle prime iniziative di Arturo Dorati è stata quella di scuole di calcio per ragazzi tra i 6 e i 14 anni per insegnare loro tutte le tecniche, sotto la guida del maestro italiano Flavio Pilinnini, che ha lavorato in importanti Scuole all'estero dell'AC Milan.

Nel 2011 Arturo Dorati organizzerà la 1° Coppa Franco La Vitola in onore del suo fondatore. In questo torneo, i giovani tra i 18 e i 25 anni hanno partecipato a 6 squadre, tra cui il Club Deportivo Italia. In questo torneo, tra i giocatori partecipanti c'erano Diego La Vitola nipote di Don Franco La Vitola e Arturo Dorati Ameglio figlio di Arturo Dorati.

Franco La Vitola è stato riconosciuto nell'ambiente calcistico panamense come un imprenditore sportivo che ha promosso lo sport a Panama e che ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti dedicandosi allo sviluppo dello sport tra i giovani panamensi negli anni '70 e '80.


Il suo nome ha lasciato il posto a molte interviste in radio, programmi sportivi, che hanno fatto del suo nome un'eredità del calcio panamense.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 2012, è rimasto stampato nella memoria di molti calciatori panamensi che hanno lasciato i loro campi di allenamento per diventare preziosi giocatori dentro e fuori da Panama.