Come già sappiamo a Panama il 3 novembre si celebra l'indipendenza dalla Colombia, ma poco si sa che alla vigilia del 3 novembre 1903 la comunità italiana partecipò indirettamente all'impresa separatista attraverso l'immigrato di origini calabrese, Francesco Lo Polito.

Francesco Lo Polito, arrivato all'istmo verso la fine dell'Ottocento, aveva allora una cantina situata nel settore di Santa Ana, vicino a Cerro Ancon.

Francesco, un membro molto rispettato e conosciuto della comunità italiana di allora, oltre al ristorante, era padrone di una stalla dinanzi al cortile della sua mensa, composta da una serie di carrozze e animali da traino che usava e affittava per il trasporto di merci in città.

Si sa che il generale Esteban Huertas, che sarebbe poi diventato il percussore ed eroe dell'indipendenza, decise nelle prime ore del mattino di recarsi alla cantina di Francesco Lopolito, accorciando la strada attraverso il ristorante Panazone dei fratelli Ciniglio, per raggiungere al più presto la cantina de Lo Polito, che stava per chiudere, per chiedere il suo appoggio nell'impresa separatista che stava per iniziare.

La richiesta del Generale consisteva in un prestito di dodici carri con i loro muli e cocchieri, in appoggio alla ribellione che un gruppo di panamensi avrebbe portato avanti per la loro indipendenza.

Vista la fretta, dovuta all'arrivo delle truppe colombiane al porto della provincia di Colon per recarsi nella città di Panama, Francesco accettò di aiutarlo e a tale scopo, entrambi si recarono sul retro della Cantina Lopolito dove si trovavano le scuderie di sua proprietà. Lì fu concordato il piano del generale Huertas, cercarono i cocchieri e armarono i carri, localizzando in uno di essi il generale Esteban Huertas stesso, nascosto, per trasportarlo al quartier generale situato a Las Bovedas, così come gli altri undici carri pieni di fucili e munizioni.

Grazie all'impegno congiunto del generale Esteban Huertas e di Francesco Lo Polito, all'arrivo al quartier generale, il generale era pronto a fornire ai gendarmi le armi portate dagli undici carri e quindi a difendere l'istmo panamense dalle truppe colombiane, per ottenere, in poche ore, l'indipendenza di Panama.

Come dato interessante, Francesco Lo Polito, mentre viveva a Panama, sua moglie Anna Maria e figli vivevano ancora a Castrovillari.
Nel corso degli anni, i figli Ulisse, Vincenzo, Carmela e Oscar arrivarono a Panama, inviati dal padre, mentre gli altri figli e la moglie, sono rimasti in Italia senza mai venire a Panama.

Francesco, invece, viaggiava ogni anno per andare a trovare la moglie e figli, e morí a Panama.

La famiglia conserva ancora vivo il ricordo del suo antenato, che fu parte fondamentale dell'indipendenza dell'istmo panamense.

Oggi i suoi discendenti continuano a lasciare il segno a Panama, come è stato il caso di Claudio Lo Polito nell'industria automobilistica e Ana Maria Lo Polito detta Ana Maria de Panamá, un'attrice eccezionale che oggi vive in Messico, che ha suscitato molti applausi in opere ricordate che hanno fatto la storia degli anni '80.