Comunità

Anche all’estero vince il sì

Poco dopo l’una di questa mattina sono divenuti ufficiali i dati sui voti al referendum sulla riduzione dei parlamentari scrutinati a Castelnuovo di Porto.

Redazione Corriere di Panama

9/22/2020 11:16:00 AM

A questa tornata ha votato il 23,30% degli aventi diritto (4.537.308); in totale 1.057.211 di italiani all’estero. Il sì stravince - così come in Italia – con il 78,24% dei voti contro il 21,76% del no.
98.174 le schede nulle; 7.245 quelle bianche; 146 le schede contestate.

Il sì si è imposto in tutte le ripartizioni.

In Europa hanno votato 572.640 connazionali, pari al 23,39% degli eventi diritto. Qui il sì è arrivato all’80,07%. Molto alto il numero delle schede nulle: ben 41.760, a cui si aggiungono 2.997 bianche e 99 contestate.

In Sud America il sì raccoglie il 74,19% dei voti; di 1.450.677 aventi diritto hanno votato in 347.492, pari al 23,95%. Le schede nulle sono state 38.669, quelle bianche 3.457 e 25 quelle contestate.

In Centro e Nord America il sì raccoglie l’81,07% dei voti: in questa ripartizione hanno votato 89.620 connazionali (22,49%); le schede nulle sono state 11.900, quelle bianche 434, 10 quelle contestate.

Nella ripartizione che comprende Africa, Asia, Oceania e Antartide il sì arriva al 79,46%; ha votato il 19,75% degli aventi diritto, cioè 47.459 connazionali su 240.330. Le schede nulle sono state 5.845, quelle bianche 357 e 12 quelle contestate.

La riforma approvata definitivamente con questo referendum prevede il taglio di 345 parlamentari: i deputati da 630 diventano 400, i senatori passano da 315 a 200. Gli eletti all’estero, dalla prossima legislatura, saranno 12 invece degli attuali 18: 8 alla Camera - invece degli attuali 12 - e 4 in Senato – ora sono 6.

Mancanza di interesse, problemi logistici e disinformazione.

Guardando i risultati, soprattutto quelli che ci riguardano direttamente, vediamo la scarsa affluenza nel nostro Circoscrizione Consolare.
Si comprende in parte il malcontento dei governanti e la mancanza di credibilità del sistema politico, della legge fiscale ed elettorale per i residenti all'estero, la mancanza di informazioni sul taglio parlamentare e il suo vero significato, a ciò si aggiungono la questione logistica e i problemi che questo ha causato nella consegna delle buste elettorali.
Ma il diritto di voto, non obbligatorio, è un atto di coscienza civica, di esercizio di una democrazia (quello che tutti applaudiamo tanto), è essere cittadini responsabili dei documenti che legittimano chi siamo e da dove veniamo, è "fare patria" dove siamo, è in alcuni casi un'azione educativa se abbiamo figli perché dimostriamo di adempiere ai nostri doveri di cittadini istruiti.
A Panama sono stati raccolti 1.183 voti, circa il 16% dei quasi 7.500 elettori registrati. Un numero certamente basso che non ci aiuta al momento di chiedere cambiamenti nelle situazioni ingiuste che si generano con i residenti all'estero, né ci dà la forza necessaria per ottenere cambiamenti favorevoli nelle politiche di sostegno economico, alla salute, all'educazione, alla cultura di chi risiede fuori dalla NOSTRA ITALIA.