Si è tenuta in modalità online la plenaria Cgie per discutere del rinnovo dei Comites nonché di modalità e preparativi riguardo la partecipazione al voto. Il Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova parlando dei tre disegni di legge di riforma di Comites e CGIE non ha escluso né che non ci possano essere i tempi parlamentari per arrivare alla conclusione dell’iter né un’accelerazione repentina. “Dei tre disegni quello del senatore Merlo sembrerebbe quello che ricalca più da vicino gli auspici di riforma voluti dallo stesso CGIE”, ha spiegato Della Vedova che ha ricordato come i lavori vengano assegnati alla Commissione Affari Esteri. La data delle elezioni è dunque quella del 3 dicembre: “sarà fondamentale una buona riuscita di questa tornata elettorale e servirà una proficua collaborazione tra Governo, Comites e CGIE, con scopo condiviso di aumentare quanto più possibile il bacino elettorale attivo e passivo”, ha aggiunto Della Vedova invitando a concentrare al meglio gli sforzi e le energie per un’efficace campagna informativa facendo il possibile per arrivare al maggior tasso di partecipazione. “I Comites si sono distinti in iniziative in sostegno dei connazionali: parliamo di 250 progetti per un valore di 2,5 milioni di euro, eccellente risultato da replicare in futuro”, ha evidenziato Della Vedova sottolineando che si cercherà di dare sostegno alle associazioni italiane all’estero, che non saranno lasciate sole. Il Sottosegretario ha anche evidenziato come le comunità all’estero siano state interessate negli ultimi anni da vasti cambiamenti, che ne hanno modificato le caratteristiche e le esigenze, divenendo sempre più rilevanti in termini di soft power e favorendo il consolidamento dell’Italia all’estero. Della Vedova ha inoltre segnalato il positivo lavoro volto ad aumentare la partecipazione al voto portato avanti della DGIT e dal Direttore Generale Luigi Maria Vignali

Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE, ha parlato del rischio di un blocco del Paese che ultimi 30 anni è rimasto ad un tasso di progresso del Pil del 9% mentre Germania, Spagna e quasi tutta Europa hanno viaggiato a cifre sostenute. “Questi indicatori la dicono lunga sul perché chi non trova lavoro è costretto ad emigrare, non dobbiamo vergognarci a usare questo termine. Bisogna riformare il Paese sotto l’aspetto etico e morale, perché il rischio di un blocco è presente. Occorre una presa di coscienza affinché il Governo consideri l’apporto positivo degli italiani all’estero. Le riforme di Comites e CGIE sono necessarie affinché i cittadini di questo Paese abbiano la possibilità di partecipare alla vita pubblica, all’evoluzione e al progresso”, ha spiegato Schiavone vedendo le elezioni dei Comites come un’occasione da cogliere pur sapendo quali sono le condizioni critiche della rete diplomatico-consolare in forte affanno in molti angoli del mondo e le criticità rappresentate dalla pandemia in zone dell’America Latina e dell’Asia. “Nelle ultime elezioni del 2015, a causa dell’introduzione dell’opzione inversa, abbiamo avuto una partecipazione del 3,5%”, ha aggiunto Schiavone lamentando come l’inversione dell’opzione sia in contrasto con gli articoli 3 e 48 della Costituzione italiana. Nella risoluzione del CGIE, approvata alla fine della plenaria, si parla oltre che della cancellazione dell’opzione inversa anche della necessità di una massiccia e immediata campagna informazione generalista, del bisogno di un dialogo costante tra uffici preposti del MAECI e CGIE, nonché della considerazione delle difficoltà per le elezioni dovute al Covid nell’emisfero Australe per il decorso della pandemia da Covid.

Pino Maggio, vicesegretario generale CGIE per Europa e Nord Africa, ha ribadito che anche la propria Commissione continentale ritiene che la data proposta dall’amministrazione del MAECI per le elezioni difficilmente permetterà di preparare al meglio il tutto: c’è il problema della pandemia come serio ostacolo per una corretta preparazione delle elezioni dei Comites sotto l’aspetto propriamente pratico delle formalità necessarie alla presentazione delle liste. “Gli italiani all’estero sono il 10% della popolazione nazionale: è compito del Governo calendarizzare la nuova riforma partendo da quella proposta dal Cgie nel novembre 2017 che ha bisogno di aggiustamenti pratici dovuti anche alla pandemia. E’ dunque auspicato un rinvio delle elezioni”, ha commentato Maggio. Mariano Gazzola, vicesegretario generale Cgie per l’America Latina, ha ribadito che la propria Commissione continentale ha chiesto di avviare la campagna informativa sulla natura e l’attività dei Comites: “un qualcosa che andrebbe fatto ogni anno a prescindere dalle elezioni e senza prescindere dai social media”, ha spiegato Gazzola preoccupato dal fatto che gli uffici consolari lavorano a ranghi ridotti e consapevole della necessità di modifiche alle normative per garantire la presentazione e la sottoscrizione delle liste in contesti di forti restrizioni. Ciò che non è rinviabile secondo Gazzola è comunque la riforma prima delle elezioni. Rodolfo Ricci, vicesegretario generale Cgie di nomina governativa, ha sottolineato come l’inversione dell’opzione di voto rappresenti uno dei prevalenti motivi della scarsa partecipazione al voto. Ricci ha ricordato i numerosi documenti anche in preparazione della Conferenza Stato-Regione contenenti suggerimenti e orientamenti possibili da far propri da parte del Governo e delle Regioni. Gli italiani all’estero come “una grande regione virtuale da inserire anche nel PNRR: il Ministero faccia valere questo pezzo d’Italia nel Governo, il Cgie venga ascoltato perché ci troviamo con tanto lavoro prodotto e tante parole inascoltate”, ha affermato Ricci respingendo l’idea di campagne informative centralizzate che non tengono conto delle diversità di territori. Silvana Mangione, vicesegretario generale CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei, ha ricordato che Australia, Canada, USA e Sudafrica hanno una serie di problemi diversi da altri continenti. “Obiettivo primario è l’aumento della partecipazione al voto, superando tre ostacoli fondamentali: l’opzione inversa, la modesta somma (9 milioni di euro) iscritta in finanziaria per le elezioni dei Comites e la mancata messa a regime del personale nella rete diplomatico-consolare, infine la pandemia”, ha spiegato Mangione evidenziando il gap rappresentato da leggi vigenti datate: quella del Comites risalente al 2003 e quella del Cgie addirittura al 1998. 

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