Uomo, pilota, imprenditore, fondatore e creatore del marchio immortale più famoso al mondo. Da soldato nella Grande Guerra a Icona del Motorsport. A distanza di trendue anni dalla sua morte, ripercorriamo le tappe più importanti della vita.

Enzo Anselmo Giuseppe Maria Ferrari (Modena, 20 febbraio 1898 – Modena, 14 agosto 1988), imprenditore, industriale e pilota automobilistico italiano. è il simbolo non solo modenese, ma mondiale, della velocità e dei motori, non tutti però sanno che la sua passione nacque molto presto e che la sua gioventù fu tutta targata dalla parola "corse".
 
Ciò che affascina della figura di Enzo Ferrari sono sicuramente le sue origini umili, basti pensare che il padre era proprietario di un'officina e lavorava di carpenteria metallica che lavorava per le ferrovie. Anche lui si era fatto da solo, e nel tempo aveva assunto ben 30 persone nella sua officina, ignaro del fatto che suo figlio avrebbe ottenuto dei risultati ancora più grandi.

Il primo amore di Enzo Ferrari per i motori avvenne molto presto, ossia nel 1908 quando aveva 10 anni. In quell'anno si correva al circuito di Bologna lungo la via Emilia, e il padre insieme al fratello di Enzo, Alfredo, lo portarono ad assistere a questa gara. Enzo rimase impressionato sia da Felice Nazzaro che vinse la gara, ma ancor più da Vincenzo Lancia che realizzò il giro più veloce, fondatore dell'omonima casa automobilistica.
 
La sua vita viene scossa prima nel 1916 a causa della morte del padre e del fratello, poi l'anno seguente dal fatto che si arruolò alle armi, e infine nel 1918 quando tentò di entrare in Fiat per coronare il suo sogno, ma non venne preso. Così viene assunto da una piccola azienda di Torino, come collaudatore di autotelai. La grande svolta per Ferrari arriverà però nel 1919 quando trasferitosi a Milano per lavorare alla Costruzioni Meccaniche Nazionali, passerà da collaudatore a pilota esordendo nel 1919 nella gara Parma – Poggio di Berceto, ( Enzo Ferrari nel suo libro "Piloti che Gente..." descrive la sua carriera agonistica con queste parole:"Non credo di essermi comportato male come corridore “ ),sedendo al volante di una vettura della storica casa automobilistica milanese Cmn. Arrivò undicesimo assoluto e quarto di Categoria. 

Nel 1920 passa all'Isotta Fraschini tipo Grand Prix 1914, di 4.500 c.c. con cui disputa tre gare: la Parma - Poggio di Berceto, il Circuito del Mugello e la Coppa della Consuma, collezionado un secondo posto di classe e due ritiri. Dalla Targa Florio del 1920, Ferrari inizia a correre con le Alfa Romeo che lo accompagneranno fino alla sua ultima gara disputata nel 1931.

Nel 1940 la scuderia Ferrari si e' distaccata dall'Alfa Romeo e viene data vita a Modena ad una vera e propria industria chiamata 'Auto-avio-costruzioni' che produceva solo accessori e componenti meccanici per l'aeronautica, (per contratto 'ufficialmente' non poteva costruire automobili), ma in 'privato' Enzo Ferrari continuava a dedicarsi alla sua grande passione che era appunto la costruzione di auto da corsa che aveva (nel 1943 intanto l'intera fabbrica era stata trasferita a Maranello). 

Nel 1947, quando i vincoli imposti dal contratto erano scaduti, esordì con una sportiva da lui progettata, e guidata da Franco Cortese primo pilota ufficiale Ferrari, e dopo un primo insuccesso, vinse la prima gara ufficiale il 25 maggio dello stesso anno sul circuito dì Caracalla a Roma.

Nel 1950 la scuderia Ferrari partecipa al primo Campionato del Mondo di Formula 1, ed e' l'unica scuderia ad aver partecipato a tutti i mondiali.

Da quel momento in avanti la storia diventa leggenda.

Un aneddoto è d'obbligo nella lunga storia di Ferrari. Si racconta che quando iniziò a correre con l'Alfa Romeo, il giovane Ferrari venne sottoposto dopo sua richiesta, a gareggiare contro Ascari, Campari e Sivocci, piloti Alfa del momento, in una breve gara, ma disputata in retromarcia. Ferrari vince la singolare gara ed entra di diritto nel Team Alfa Romeo.


Alcune Frasi memorabile di Enzo Ferrari

La migliore Ferrari che sia mai stata costruita è la prossima.

Il secondo è il primo dei perdenti.

La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe un attimo dopo il traguardo.

Se lo puoi sognare, lo puoi fare.

Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere.

Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.