Da domani in Italia saranno quasi 3 milioni gli alunni che dovranno continuare a seguire le lezioni in didattica a distanza, poco più di un terzo degli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie. Saranno invece quasi 5,6 milioni quelli in presenza a scuola. È la ‘fotografia’ della situazione scattata dal sito specializzato Tuttoscuola. “Le aule dunque si ripopolano – si legge sul sito - Tuttoscuola ha ricostruito il trend degli ultimi mesi: non capitava che ci fossero tanti alunni nelle classi dal febbraio scorso, quando in presenza si erano sfiorati i 7 milioni in classe. A partire dal 2 marzo invece il numero degli alunni a scuola ha oscillato tra 800 mila e 1,6 milioni, con una isolata punta di 2,8 milioni (il 6 marzo). È la conseguenza soprattutto del Decreto Legge n. 44 che consente il rientro a scuola anche nelle zone rosse dei bambini della scuola dell’infanzia, degli alunni di primaria e di quelli del primo anno di secondaria di I grado. Ma è anche il risultato del bilanciamento tra le regioni passate in rosso prima di Pasqua (Toscana, Calabria e Val d’Aosta) e quelle ritornate all’arancione (Veneto, Marche e provincia di Trento), rispetto a quanto era noto una settimana fa. Il quadro resta comunque non omogeneo sul territorio: gli alunni in presenza non superano il 56% nelle regioni del Sud, il 57% nel Nord Ovest, mentre raggiungono il 70% nel Nord Est, il 74% al Centro e arrivano all’83% nelle Isole. Le province autonome di Bolzano e Trento avranno complessivamente la più alta percentuale di alunni in presenza (87,3%)”.

A Panama il ministro ha spiegato che il ritorno graduale è legato a quei luoghi dove il tasso di infezione da covid-19 è rimasto basso e sarà accompagnato dai comitati scolastici di covid-19, dal Ministero della Salute (Minsa) e dal piano di ritorno.

Ha chiarito che sarà volontario, "se un genitore ha dubbi, paure o i bambini hanno qualche condizione che gli impedisce di andare, la scuola assicurerà l'accompagnamento come ha già fatto". È importante essere chiari su questo e che non si sentano sotto pressione oggi.

Ha spiegato che tra il 20% o il 30% delle scuole che hanno già ricevuto le loro certificazioni e hanno comitati sanitari, inizieranno le classi semi-presenziali.

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