Oggi, domenica 10 maggio, Silvia Romano, la 25enne volontaria italiana rapita 18 mesi fa in Kenya e rilasciata in una zona vicino alla capitale della Somalia, è sbarcata all'aeroporto militare di Ciampino vicino a Roma.

I suoi parenti, il Primo Ministro Conte e il Ministro degli Esteri Di Maio la stavano aspettando. Nel pomeriggio sarà portato alla Procura di Roma e ai funzionari antiterrorismo.

"Per fortuna sto bene, fisicamente e mentalmente, molto felice, ora voglio solo stare con la mia famiglia" sono state le parole non appena scesa dall'aereo, vestita di verde in un tipico abito somalo, con guanti e maschera, come richiesto dal nuovo protocollo, che è ha rimosso per rivelare un grande sorriso.

La giovane donna è stata rapita il 20 novembre 2018 in una piccola città del Kenya dove ha lavorato come volontaria per la ONLUS (organizzazione no-profit di utilità sociale) Africa Milele.

https://www.africamilele.org/

Il procuratore Sergio Colaiocco e gli agenti antiterrorismo sono stati quelli che hanno condotto le indagini negli ultimi mesi e, insieme al volontario, ricostruiranno le fasi del rapimento. Dal momento in cui è stato portato dai suoi rapitori, la presunta conversione obbligatoria all'Islam, anche il matrimonio forzato con uno dei suoi carcerieri, l'ipotesi di pagare un riscatto e le fasi della liberazione sono alcuni degli argomenti che affronteranno nella conversazione.

Per quanto riguarda il rapimento, le indagini condotte congiuntamente con le autorità del Kenya e della Somalia e l'intelligence turca mostrano che è stato realizzato da una banda di 8 criminali comuni kenioti, che in seguito cedettero la ragazza a un gruppo islamista legato ad Al Shabaab (gruppo terroristico Braccio somalo di al Qaeda).
Durante la sua cattura, si ritiene che sia stata spostata 3 volte e che dopo lunghe discussioni tra i servizi italiani e i suoi collaboratori, i rapitori abbiano accettato di inviare una prova di vita, datata, confermando che Silvia Romano era viva. Soprattutto dopo voci che si sono diffuse mesi dopo il rapimento da parte della polizia keniota su un volontario ucciso in uno scontro tra loro e una cellula di Al Shabaab.

L'ultima informazione ricevuta finora a novembre 2019 era che i rapitori sarebbero stati incaricati di trasferirla rapidamente in Somalia grazie al supporto del gruppo Al Shabaab che avrebbe fornito denaro e mezzi ai criminali.

Vorremmo conoscere e pubblicare il tuo punto di vista, su questo caso, simili a tanti altri nella storia degli aiuti umanitari italiani all'estero