I risultati macroeconomici per il primo trimestre del 2020 sono stati pubblicati e la verità è che sono peggiori di quanto mi aspettassi.

Giá di per se l'anno é iniziato più lento rispetto al 2019.Poi é piombata la pandemia. Chiudono le scuole dall'11 marzo. Il coprifuoco avviene il 17 marzo e cosí siamo passati alla quarantena totale dal 25 marzo 2020.

La situazione dei settori produttivi.

Le dinamiche economiche di Panama si basano su 5 settori dell'economia che rappresentano quasi il 65% del PIL, vale a dire trasporti, costruzioni e immobili, intermediazione finanziaria, commercio e manifattura.

Il commercio era giá poco stabile negli ultimi anni, essendo un settore molto sensibile ai saliscendi dell'economia. Ora ovviamente in crisi colpito in pieno dalla quarantena totale nel paese.

Il settore dei trasporti ha continuato a muoversi un po' di più grazie sistema del Canale di Panama. Tuttavia, il trasporto via terra è diminuito e il movimento aereo dei passeggeri è stato interrotto.

Il settore dell'intermediazione finanziaria continua ad operare, anche se con meno filiali bancarie aperte, grazie all'online banking.

La costruzione é rimasta completamente interrotta fino all'apertura delle fasi 1 e 2 (progetti governativi). Tuttavia, con il ritorno in quarantena, non è previsto alcun movimento di progetti privati, almeno per il momento.

Fatta eccezione per i prodotti alimentari e per la pulizia, la manifattura è stata interrotta al 100%, fino all'apertura delle fasi 1 e 2.

Disoccupazione.

Non abbiamo ancora indicatori di disoccupazione entro marzo 2020. La stima si deve fare in base al numero di dipendenti con contratti sospesi, che somma già 250.000. A ciò va aggiunto altri tanti disoccupati del settore informale. Sommiamo altri 150.000 disoccupati pre-pandemici. A conti fatti, penso che dovremmo essere intorno ai 650.000 disoccupati in questo momento, il che si traduce in una disoccupazione di circa il 30%

La cifra è spaventosa, ma potrebbe migliorare rapidamente con l'apertura delle fasi 3 e 4, al punto che se accade semmai nel mese di luglio, l´indice di disoccupazione in agosto potrebbe essere di circa il 15%. Senza cifre ufficiali, questa è solo pronostico.

Inflazione.

Per quanto riguarda l'inflazione, ci sono risultati solo fino a febbraio.

Con l'effetto della quarantena, potrei dedurre che non c'è stato alcun movimento dei prezzi, fatta eccezione di qualche fenomeno di sovraprezzo in prodotti di estrema necessità (cioè, pulizia e salute).

D'altra parte, il calo del petrolio greggio ha portato alla riduzione dei prezzi dei carburanti nel periodo marzo/maggio e questo si ha inciso sull'IPC e sull'inflazione.

A febbraio 2020 l'inflazione era la stessa del 2019 (che si è conclusa a -0,8% rispetto all'anno precedente).

Per quanto riguarda i settori  che hanno ridotto maggiormente i prezzi, si riscontra: servizi ricreativi e culturali con -1,4%. Servizi di comunicazione con -1,0%. Cibo e bevande analcoliche con -0,9%. Abbigliamento e calzature con -0,5%. Articoli per la casa con -0,3%, tutti rispetto al medesimo mese del 2019.

PIL

I risultati del primo trimestre del 2020, in termini di PIL, che comprendono i primi giorni di coprifuoco e poi di quarantena, non sono buoni.

Si registra un aumento di appena lo 0,4%, che è la peggiore crescita trimestrale dal 2001.

Se questo calo ci sembra grave, nel secondo trimestre sarà catastrofico.

Le mie proiezioni mi indicano una riduzione del 30% rispetto al secondo trimestre del 2019. A seconda di quando possiamo lavorare liberamente, potremmo avere una caduta più attenuata nel il terzo e il quarto trimestre.

Tuttavia, se la recessione continua, registreremo una diminuzione del 10% nel globale dell´anno.

Ci sono settori vincenti nella crisi.

Nel primo trimestre dell'anno il grande vincitore è stato il settore minerario. È cresciuto del 104% rispetto al 2019. Comunque, poiché si é fermato per la maggior parte del secondo trimestre, ora registrerá un declino.

Nello stesso periodo il settore agricolo è cresciuto del 6%. Mi aspetto una crescita pari o superiore per il secondo trimestre, in quanto è uno dei pochi settori che sono rimasti attivi e si è impegnato come soluzione al problema alimentare in quarantena.

Il settore dei trasporti è il terzo settore a crescere a un ritmo dignitoso, il 4,4% rispetto al  2019. Il trasporto terrestre si é mantenuto attivo. Muove le merci, in particolare il cibo, per tenere funzionante la catena di approvvigionamento e soddisfare le elementali esigenze della popolazione.

Il trasporto aereo si é visto interrotto alla fine di marzo con la chiusura dell'aeroporto di Tocumen e la riapertura non è prevista fino ad agosto. Ma il marittimo ha continuato a funzionare. Ció mantiene il ritmo delle importazione dei beni di consumo necessari per sopravvivere in quarantena.

Il Canale di Panama

È cresciuto l´introito di pedaggio, principalmente a causa del passaggio dai transiti panamax al neopanamax. Questi ultimi pagano di piú per ogni nave che passa attraverso il canale espanso. Tuttavia, in termini di numero di transiti totali, risulta una diminuzione di circa 100 nei primi 4 mesi dell'anno.

L'amministratore dell´Autoritá del Canale,  prevede un calo dei pedaggi a causa dell'incertezza del commercio internazionale, quindi, in linea con queste aspettative,non possiamo aspettarci una crescita per il secondo trimestre.

Altri settori che sono cresciuti.

Tra gli altri settori che sono cresciuti nel primo trimestre del 2020 troviamo:

  • Servizi sanitari e sociali: crescita del 3,8%
  • Servizi Pubblici: cresce dell'1,3%
  • Insegnamento: cresce dell'1,0%
Settori con marcatori negativi.

Il settore delle costruzioni è sceso del 6,9%, cosa che non accadeva dal 2001. Anche se ha ripreso con alcuni progetti nella fase 2, non credo che possa migliorare in tutto il 2020. Peggio ancora, quando le azioni sindacali faranno si che un minor numero di imprese sia in grado di avviare progetti.

Il settore del turismo segna un calo del 5,2%. Era già stato colpito in fase pre- Covid e rimarrà un settore difficile da riprendersi fino all'altro anno. Anche cessando la quarantena, non vedo alcun aumento del turismo esterno, quindi dovremmo fare affidamento interamente sul mercato interno. Il cliente dovrà essere incoraggiato a distogliere la loro attenzione, al 100%, all'interno del paese.

Anche il settore della pesca diminuisce del 4,9%. Il calo avviene di anno in anno a causa della riduzione delle esportazioni e all'incapacità di competere con le importazioni. Non vedo un cambio di situazione nel secondo trimestre o resto dell'anno.

Anche il settore manifatturiero registra un indice del -3,9%. Tuttavia, la mancata fornitura di prodotti per la pulizia e igene personale,  procedenti dall´estero, gli permetterà di invertire questa diminuzione prima della fine dell'anno.

Panorama per il resto dell'anno.

Come abbiamo notato, le prospettive per il resto del 2020 sembrano complesse. Il PIL, la disoccupazione e gli investimenti diretti esteri non ci danno una buona prognosi.

I nostri sforzi saranno fondamentali per invertire in qualche modo il declino causato dalla pandemia.

Sono fiducioso che questo sarà fatto per cosí raggiungere un anno 2021migliore dal punto di vista  economico. Speriamo con un'inflazione inferiore all'1%, una disoccupazione al massimo del 7% e una crescita del PIL del 4%, che potrebbe riportarci ai livelli del 2019.