Nato come un problema non NOSTRO,  era un problema della CINA si diceva,

poi di qualche vicino, comunque lontano, i dettagli ormai li sapete, cibo per testate giornalistiche, telegiornali, e video violenti su youtube e reti sociali su come maltrattavano le vittime del COVID-19, la guerra stava iniziando, grandi tesi e interviste rassicuranti dai vertici italiani:

"siamo pronti, abbiamo un sistema sanitario solido, a noi non succederá mai, nel caso di contagio siamo pronti, prontissimi"

per caritá ! Un bel giorno bussa la porta dei cosiddetti "polentoni", nel cuore del settentrione, il primo contagio prima nascosto poi di colpo migliaia di vittime, l'Italia, la nostra Italia entra nel CAOS,  nel meridione vedevano comunque lontana la minaccia,  il sud che urla contro il nord, come se ne avesse colpa, (100 anni fa' stesso errore al contrario). Noi quelli all'estero, migliaia di come state? ai nostri amici e parenti e qualcuno purtroppo raccoglie anche brutte notizie, iniziamo a intuire un evidente scenario globale, che prima o poi poteva accadere anche nelle americhe,  la nostra visione del futuro prossimo, ossia L'Italia che entra in

"guerra" unita nord e sud contro il Covid-19, chi rischiando la vita sul primo fronte, e chi con #staiacasa #andrátuttobene con concerti virtuali, abbracci, aperitivi, feste via chat, ed altro, nel frattempo tutto ció ci sembrava ridicolo,  ancora noi potevamo girare nel mondo VERAMENTE NORMALE, peró con il pensiero rivolto ai nostri connazionali. 

Eccolo COVID-19, arriva con un volo dalla Spagna, si presenta timidamente per poi iniziare a scatenare la sua furia, Panama prende provvedimenti radicali e veloci, e ci ritroviamo anche noi in una situazione simile ai nostri italiani d'Italia,  in piú ci tolgono il vino e birra, si fa la

Pasqua virtuale insieme però con la distanza sociale internazionale, aperitivi, ricette, ecc.

OGGI

La nostra veggente Italia ha giá iniziato la riapertura, la libertá, son già passate la

"Fase dei congiunti"

, la fase 2 e la fase 2 bis, i grandi Atleti repressi potranno correre spietati per pochi km, e questa esperienza presto toccherá a noi:

Italiani delle americhe

, bisogna rimboccarsi le maniche un po' di piú, sta arrivando l'ora, quella di rialzarsi, sta per finire il letargo :

"Noi Italiani, figli e nipoti delle grandi guerre, ricordiamo sempre che abbiamo una marcia in piú, ricordo che da ragazzino avevo letto una vecchia lettera tra cugini durante la grande guerra, Lei mia nonna Italiana in Abissinia (oggi l'Eritrea), Lui il cugino soldato italiano, che dopo aver combattuto cercava di sopravvivere come facevano tanti altri e scrisse: "cugina M.C. mi fa piacere che siete vivi, non avrei immaginato l'orrore cosí da vicino, il cibo scarseggia, non c'è lavoro, ci son tanti malati, sono rimasto alle ossa, ma non mi avvilisco, ho ancora le ossa e con le ossa potró nuovamente fare i muscoli, e con i muscoli potró lavorare ed andare avanti". Questo cugino di mia nonna ha fatto famiglia, ha aperto una grande azienda nel settentrione che ancora da tanti posti di lavoro, e visse a lungo! questa non é una favola é storia, la NOSTRA storia, noi siamo quasi tutti con la panzetta sul sofá, internet, aria condizionata e cibo ! C'e la faremo senz'altro !

Non sará facile, ma neanche impossibile !