In realtà, una frase che capeggia il Palazzo della Civiltà di Roma tratteggia a pieno l’italianità: un popolo di poeti, di artisti, di pensatori di scienziati, navigatori e trasmigratori.

Così da sempre, questo miscuglio incredibile di ingredienti ha portato alla nascita di grandi idee che si sono trasformate in prodotti in grado di raggiungere quello che Platone nel Fedro avrebbe collocato nell’iperuranio come idea di Bellezza. 

Ne è dimostrazione il fatto che attualmente il Made in Italy è censito al settimo posto in termini di reputazione tra i consumatori di tutto il mondo. Una delle “Big Four”, ovverosia le quattro società di revisione e consulenza a livello mondiale, la KPMG ha censito il Made in Italy come il terzo marchio al mondo per notorietà solo dopo Coca Cola e Visa.

Pensando all’Italia viene in mente un uomo ben vestito Armani, che seduto in Canal Grande si gode l’imbrunire sorseggiando un Aperol Spritz e degustando un piatto di crudo di Parma, burrata di Gioia del Colle, parmigiano reggiano, salame di Sant’Olcese e pane d’Altamura.

Ma al di là dei prodotti identificati come le quattro “A”, abbigliamento, agroalimentare, arredamento e automobili, spesso il Made in Italy dell’era moderna non è internazionalmente conosciuto per molteplici innovazioni (leggasi invenzioni) che l’italianità ha prodotto. 

Sono italiane, ad esempio, le invenzioni del microchip di Federico Foggin (vicentino assunto dall’Intel, capo progetto del primo microprocessore Intel 4004), del dual sim (prodotto da un’azienda lucana), l’invenzione del sensore di parcheggio, del “cervello” dei moderni droni commerciali (l’Arduino, dal nome del bar di Pinerolo dove si incontravano gli ingegneri della Olivetti che lo inventarono), del sistema di frenaggio ABS (dell’84enne ingegnere italiano Mario Palazzetti) e l’elenco può continuare veramente all’infinito senza neanche andare troppo indietro nel tempo con le rivoluzioni di Leonardo, Volta, Bersanti, Matteucci, Meucci, Marconi, Rappuoli, Natta, e finanche la moka da caffè di Luigi de Ponti. E senza menzionare “i ragazzi di via Panisperna” (i fisici, D’Agostino, Segré, Amaldi, Rossetti, Fermi ed il teorico del gruppo Ettore Majorana), senza dei quali – probabilmente! – il destino del mondo sarebbe stato ben diverso se gli americani non avessero avuto la bomba atomica.

Nel tempo la spiccata creatività e la scientifica inventiva si sono tradotte in prodotti d’eccellenza dell’automotive (Maserati, Ferrari, Pagani, Lamborghini ed anche la stessa Bugatti fondata dall’italiano Ettore Bugatti), del settore motociclistico (Ducati, Moto Guzzi, MV Augusta, Benelli, Piaggio), della nautica (Benetti, Sanlorenzo, CRN, Azimut Yachts, Perini Navi, Rossinavi, Riva, Baglietto, Tankoa)

Ma l’italianità dal Made in Italy si traduce anche in tecnologia satellitare, treni, aviazione, sommergili e droni. 

Ne è esempio d’eccellenza la Italiana Leonardo S.p.a. che produce velivoli militari propri (come il neo nato M-346) o in Joint-venture (Eurofigher, ATR, JSF F35), elicotteri (come NH90, Super Lynx 300 e AW159), sistemi satellitari di navigazione, telecomunicazione, meteorologia ed avvistamento (come il Raffaello MPLM o il Radar Selex RAT 31/DL). Prodotti apprezzati in tutto il mondo soprattutto dagli alleati Americani che nel 2018 hanno acquistato 2,4 miliardi di dollari di elicotteri Leonardo e recentemente 5,5 miliardi di dollari in fregate della classe Fremm già in produzione direttamente nel Wisconsin dove la Leonardo controlla la Marinette Marine Corporation.

Per poi passare al settore petrolifero e dell’energia con l’Italiana Eni che, secondo la rivista Forbes, nel maggio 2019 ha indicato la società tra le prime 100 aziende al mondo per capitalizzazione di mercato, quotata sia al New York Stock Exchange (NYSE) che nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Insomma, il Made in Italy che per molti è sinonimo solamente di pasta, pizza, buon vino e belle scarpe si è trasformato nel tempo in prodotti economici di grande rilievo spesso sconosciute ai più.

Non ultimo il vaccino anticovid Made in Italy dell’Istituto Spallanzani di Roma che pochi giorni fa è stato inoculato per la sperimentazione su una donna di 50 anni o l’ultima invenzione del menzionato genio Mario Palazzetti, il Biostopper un dispositivo che di questi tempi ci farà stare più rilassati al ristorante in quanto in grado di creare una barriera biologica per frenare il virus.