La conseguente crisi economica mondiale farà sentire i suoi effetti sul canale più sul lungo termine che sull’immediato, come riporta Ricaurte Vásquez Morales Amministratore della ACP, Autoridad del Canal de Panamá e soprattutto lungo la rotta commerciale delle esportazioni dall’Asia da e verso gli Stati Uniti, che rappresenta la tratta marittima commerciale con una rilevante richiesta per il Canale di Panama. 

La via interoceanica, che collega 1.700 porti e serve 144 rotte marittime che 160 paesi uti- lizzano, continuerà a funzionare finché il capitale umano non sarà a rischio”, così riferisce ancora l’Amministratore della ACP e che in un suo post aggiunge “...non si è registrato un im- patto a breve termine sul traffico e la fila di navi in attesa di transito è rimasta inizialmente nei livelli normali. Tuttavia, poiché le ondate di impatto iniziano a moltiplicarsi e i cambiamenti nel settore accelerano, il Canale di Panama si sta preparando a ad affrontare i cambiamenti del commercio marittimo sul lungo termine...Prima di tutto, non mi preoccupo di iniziare a vedere da subito una lenta riduzione del traffico sulla via navigabile. Il nostro lavoro come centro logistico globale deve essere preparato per gli imprevisti, siamo addestrati per soddisfare i flussi e riflussi del mercato ed abbiamo oltre un secolo di esperienza nel farlo. Come già descrit- to in un mio precedente intervento, stiamo monitorando attentamente le principali variabili di mercato per garantire che il nostro servizio continui a soddisfare le esigenze dei mercati globali di domani. 

Tuttavia, penso che domani sia solo una piccola parte dell’equazione. Prepararsi per dopo- domani e oltre dopodomani è lo stesso, se non più importante per l’amministrazione del Canale di Panama. Stiamo ancora avanzando diligentemente con i nostri progetti e potenziali inve- stimenti che assicurano l’evoluzione e la continua competitività della nostra via navigabile. 

Guardare al lungo termine è cruciale alla luce delle tendenze del settore e che abbiamo seguito da prima dell’epidemia di coronavirus. Ad esempio, abbiamo anticipato mesi fa che la disputa commerciale tra gli Stati Uniti d’America e la Cina avrebbe potuto generare cambia- menti del settore, in primo luogo con una riduzione dei flussi, seguita da una possibile ridi- stribuzione dell’origine e destinazione dei manufatti, poiché le aziende cercano di avvicinarsi ai consumatori e ridurre il rischio di commissioni a lungo termine. Nel mio primo intervento come amministratore, ho accennato a questa nuova realtà emergente e di conseguenza l’ho inclusa nei nostri piani a lungo termine. 

Arrivando velocemente ai nostri giorni, questi cambiamenti stanno accadendo a un ritmo accelerato a causa della pandemia e della conseguente crisi economica, mentre le tensioni commerciali hanno portato ad una diminuzione del volume del commercio mondiale di merci a dello 0,1% dall’anno scorso, e si prevede che diminuirà ulteriormente nel 2020 in risposta alla pandemia di coronavirus, secondo l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), L’OMC prevede inoltre che le esportazioni dal Nord America e dall’Asia subiranno il calo più grave, anche se quasi tutte le regioni vedranno quest’anno cali a due cifre nei volumi commerciali. Vediamo un cambiamento permanente nell’economia complessiva della domanda e dell’offerta che guida il nostro intero settore, che ridefinirà il nostro modo di fare affari per gli anni a venire. 

Di conseguenza, stiamo accelerando la nostra risposta pianificata. Il team del Canale di Panama seguirà da vicino il modo in cui verranno ristrutturate le catene di approvvigionamento nei prossimi mesi. Quando la pandemia di coronavirus si attenuerà, monitoreremo anche in che modo i governi regoleranno in modo coerente e aggressivo l’industria dei trasporti. Attra- verso questa conoscenza, identificheremo e cercheremo opportunità per aggiungere più valore ai nostri clienti, diversificare il nostro portfolio e adattarci al nuovo equilibrio dei trasporti, questo perché, come dimostrato con il progetto di ampliamento, il Canale di Panama è impe- gnato a investire nel suo futuro per servire meglio il commercio mondiale. 

Certamente, oggi faremo il possibile per essere un partner affidabile ed in grado di adattarsi all’industria dei trasporti, ciò include l’adeguamento del nostro sistema di prenotazione come abbiamo appena annunciato, in risposta ai commenti recentemente ricevuti dai nostri clienti sulle loro attuali sfide e necessità. Le nostre nuove misure temporanee aiuteranno a migliorare i flussi di cassa delle compagnie di navigazione e offriranno maggiore flessibilità ai clienti per scambiare o sostituire le quote di prenotazione tra la propria flotta. Il nostro obiettivo è ridurre oggi l’onere finanziario per i nostri clienti, garantendo al contempo che siamo pronti per il loro futuro più luminoso domani. Il mese scorso, il Fondo Monetario Internazionale ha previsto per l’economia globale una potenziale crescita del 5,8% nel 2021 quando la pandemia si ritirerà e l’attività economica tornerà alla normalità. La nostra pianificazione anticipata e l’approccio flessibile mirano ad aiutare a preparare la strada per quel futuro. Ci sarà luce alla fine del tunnel e prevediamo di essere pronti a supportare i nostri clienti quando verrà quel giorno. Nel frattempo, il Canale di Panama continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nel garan- tire che i bisogni di base delle persone, compresi cibo e medicine, siano soddisfatti ogni giorno durante la pandemia. Indipendentemente da ciò che il domani potrà portare, non smetteremo mai di essere orgogliosi dei nostri contributi al commercio internazionale, alle economie glo- bali e alla sostenibilità dell’umanità nel suo insieme. 

La ACP è l’autorità panamense incaricata dell’amministrazione, della gestione, manutenzio- ne e costruzione dell’ampliamento della via d’acqua interoceanica. Ha definito ed adottato, di concerto con il Ministero della Salute e l’Autorità Marittima, alcuni protocolli sanitari di sicurezza per contrastare la diffusione del Covid-19. Panama è uno dei paesi dell’America La- tina con un’esposizione maggiore alle malattie infettive rispetto ad altri paesi vicini in quanto il 6% del commercio globale passa proprio attraverso la via d’acqua. E l’adozione di queste misure restrittive anti-Covid ha necessariamente avuto un forte impatto sulle tempistiche di transito del canale con l’applicazione dei proto- colli di controllo sanitario da effettuare a bordo, con il trattenimento di navi in quarantena, con la riorganizzazione del personale addetto che si trova in prima linea di contatto sulla via d’acqua, con la riduzione in squadre ridotte di addetti e turnazioni diverse per minimizzare il rischio di contagio e sempre con livelli di attenzione altis- simi per garantire il funzionamento sicuro della via d’acqua, che da più di un secolo collega le più importanti rotte interoceaniche. 

Nonostante le misure restrittive adottate da gennaio 2020, il 29 marzo 2020 la ACP Autori- dad del Canal de Panamá, il Ministero della Salute e l’Autorità Marittima, si sono trovati a dover affrontare e gestire un’emergenza di una nave da crociera “contagiata”, la Holland America’s MS Zaandam, notizia che in breve tempo è stata registrata ed annunciata da tutti i media del mondo. Le autorità panamensi si sono trovate di fronte ad una situazione molto complessa e singolare e la nave da crociera giunta in acque panamensi è stata inizialmente lasciata in zona di quarantena, come previsto dai protocolli ed una volta eseguiti i test a bordo a passeggeri ed equipaggio, sono risultati due pazienti positivi e quattro adulti, i più anziani, provenienti dagli Stati Uniti, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi, sono purtroppo deceduti. 

Il venerdì 27 marzo si registravano inoltre altre decine delle 1.800 persone a bordo, incluso qualche membro dell’equipaggio, con sintomi verosimilmente influenzali 

La nave Zaandam era partita dall’Argentina il 7 marzo ed avrebbe dovuto raggiungere Fort Lauderdale, in Florida; ma prima di raggiungere il 27 marzo le acque panamensi, la crociera aveva chiesto a diversi porti sudamericani di poter attraccare, ma si erano tutti rifiutati di la- sciarla approdare e si trovava quindi dal 14 marzo bloccata al largo dell’America centrale. 

La ACP, che in un primo momento aveva posto come da protocollo la nave in quarantena, effettuati i controlli, vista la gravità della situazione dei passeggeri e l’alto rischio di contagio, di concerto con il governo panamense, ha autorizzato l’arrivo della nave gemella Rotterdam, che salpata da San Diego è giunta in aiuto alla Zaandam con del personale medico. La nave Rotterdam ha raggiunto le acque panamensi lo stesso giorno in cui purtroppo si sono verificati i quattro decessi. 

Le autorità panamensi si sono quindi attivate per l’organizzazione e gestione del trasferi- mento di tutti passeggeri asintomatici dalla Zaandam alla Rotterdam, attraverso navi da sbarco passeggeri. La ACP con il suo personale specializzato ha predisposto e pianificato il trasferi- mento in ogni sua fase, che è stata preventivamente analizzata, programmata e coordinata con un’attenta gestione di un’operazione mai fatta prima di allora. Il trasferimento delle persone, senza sintomi di coronavirus, è stato necessario per prevenire la diffusione del virus a tutti i passeggeri a bordo che per l’85% erano tutte persone ad alto rischio in quanto con più di 65 anni. 

Il trasferimento è stato effettuato attraverso le nuove chiuse post-panamax, costruite con il progetto di ampliamento finito di realizzare nel 2016, e che richiedono meno impegno del personale addetto al canale per il transito. 

Le due navi, rispettivamente la Zaandam, con i passeggeri ed i membri dell’equipaggio con sintomi da coronavirus e la Rotterdam con passeggeri con test negativo, hanno avuto in via del tutto eccezionale l’autorizzazione dal governo panamense di proseguire il loro viaggio verso le loro destinazioni ed attraversare il canale. Questa decisione di consentire a cittadini statu- nitensi e di altre nazionalità di ritornare nei loro paesi d’origine, oltre ad essere una misura straordinaria è stato un atto umanitario dello stato panamense che ha avuto l’apprezzamento dell’opinione internazionale e del governo degli Stati Uniti e degli altri paesi coinvolti, in quan- to oltre a rappresentare un’operazione complessa ed ad altissimo rischio, ha rappresentato un atto di solidarietà, di umanità e generosità e di orgoglio panamense. 

Questa vicenda pone una riflessione a livello internazionale, che non riguarda solo l’ap- plicazione di disposizioni sanitarie per il comparto del trasporto marittimo e crocieristico, che è uno dei settori duramente colpiti dalla pandemia ed affinché possa ripartire in sicurezza, necessita di una definizione di protocolli sanitari urgenti specifici per le compagnie di navigazione, per il settore portuale e per le vie d’acqua di ogni nazione, non so- lo per proteggere i passeggeri del turismo crocieristico, ma anche per il personale marittimo imbar- cato ed a terra, che si potrebbe- ro trovare ad affrontare situazioni di emergenza, come il caso della Zaandam, che grazie al know-how panamense di oltre un secolo è stato eccellentemente affrontato. 

I protocolli di protezione, che sono stati applicati nell’immedia- to, hanno necessità di essere coor- dinati con tutte le parti sociali, con la gestione della logistica e dei cambi di equipaggio per la tutela dei lavoratori del comparto, che in questo periodo di pandemia, andrebbero anche essi ricordati e ringraziati per non essersi mai fermati per garantire “porti aperti” e l’approvvigionamento delle merci e dei beni necessari all’umanità confinata. 

Il turismo crocieristico si trova oggi ad affrontare un periodo di grande sfida e con esso tutte le filiere connesse, per questo alcune compagnie di navigazione stanno già studiando delle soluzioni per far ripartire il settore. 

L’esperienza della Zaandam, ha evidenziato che nel breve e nel lungo termine è necessario ripensare l’organizzazione funzionale e distributiva delle navi da crociera, nonché la gestione del servizio di bordo. 

I passeggeri della Zaandam, per non essere esposti al contagio, sono stati obbligati al con- finamento nelle loro cabine, limitandone la libertà individuale, e questo ha imposto nell’im- mediato la necessità di dotate tutte le imbarcazioni crocieristiche di zone compartimentate protette, di attuare un servizio di cleaning in continuo, di eliminare i servizi di ristorazione a buffet ed altre disposizioni, tutte atte a garantire il rispetto delle norme anti-contagio. 

Nel futuro più prossimo e per il lungo termine, il comparto si è attivato con i designers per ripensare il concept crocieristico e che sta cogliendo questa esperienza pandemica come un’opportunità per rinnovare le flotte nell’organizzazione, nella gestione del servizio a bordo, con nuove configurazioni distributive ed interni più funzionali e con l’adozione di materiali e di sistemi anti-Covid, per rilanciare questo settore con microcosmi galleggianti più sicuri e protetti per non limitare le libertà individuali dei crocieristi.