In Italia sta per cominciare la fase 2 prevista dal Governo per uscire dal lockdown e riaprire le attività ancora chiuse. Per agevolare la mappatura dei contagi da Covid-19 sarà possibile utilizzare l’app “Immuni”, realizzata dal Centro medico Santagostino e l’impresa italiana Bending Spoons, di Milano.

Questa applicazione consentirà la tracciatura dei contatti. Si tratta di un’azione specifica che la sanità pubblica può attuare in funzione della prevenzione e contenimento. Lo scopo dell’app è di identificare soggetti potenzialmente infetti prima che si manifestino i sintomi del virus, in modo da evitare la trasmissione dei casi secondari.

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva già sottolineato tempo fa la necessità di sottoporre i contagi ad un accurato controllo, al fine di interrompere la trasmissione del Covid-19.

L’app “Immuni” a breve disponibile in Italia servirà a testare le persone che si sospetta possano essere infette, procedere all’isolamento se trovate positive, tracciare i loro contatti fino a risalire ai due giorni precedenti quelli in cui hanno manifestato i primi sintomi da Coronavirus e successivamente estendere il test anche a questi. In questo modo sarà disponibile una mappatura completa di tutti gli spostamenti che i soggetti potenzialmente infetti hanno avuto, con relativa cronologia.

Ma come è possibile conciliare questa esigenza con la privacy dei soggetti coinvolti? Proprio al fine di garantire l’osservanza delle linee guida sulla tutela dei dati personali adottate nei Paesi europei, l’app Immuni prevede alcune garanzie, come il non utilizzo della geolocalizzazione, l’anonimato, lo sfruttamento della connettività Bluetooth, l’utilizzo volontario dei soggetti interessati.

L’app è costituita di due parti: un registro dello stato di salute della persona con gli eventuali sintomi riscontrati e il tracciamento dei contatti via Bluetooth.