La volontà del governo di voler prorogare lo stato di emergenza Covid ha come obiettivo “garantire continuità operativa alle strutture e agli organismi che stanno operando per il graduale ritorno alla normalità”. Organismi che “svolgono attività di assistenza e sostegno a quanti subiscono ancora gli effetti diretti e indiretti di una pandemia che, seppure fortemente ridimensionata nella sua portata, non è ancora esaurita". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante le comunicazioni in Senato sulla proroga allo stato di emergenza per il Covid-19. Il premier ha voluto sottolineare come la scelta di prorogare lo stato di emergenza “non può considerarsi lesiva dell'immagine del nostro Paese all’estero. Non vi è questo rischio. È vero il contrario. Noi garantiamo un Paese più sicuro per tutti”.

Conte ha ricordato poi come, alcuni esponenti di opposizione, abbiano voluto attribuire, alla decisione di richiedere lo stato di emergenza, “significati di ogni tipo. Fino a prefigurare la volontà di ricorrere a questo strumento al solo scopo di preservare, in capo al governo, o al presidente del Consiglio, poteri extra ordinem”. “È stata anche sostenuta la paradossale tesi giuridica - ha continuato il presidente del Consiglio - in cui sarebbe stato più opportuno procedere con ordinanze del ministro della Salute. Ritenendo che ricorrere a questo strumento sia più garantista e più rispettoso dei presidi democratici rispetto al percorso seguito dal governo”. Per il premier si è trattato di un “evidente equivoco”.

La proroga, ha spiegato ancora Conte difendendo la scelta dell’esecutivo, “è facoltà espressamente prevista dalla legge. E attivabile ogni qualvolta si renda necessaria la prosecuzione degli interventi”. Un provvedimento. quello dello stato di emergenza che dal 2014 ad oggi è stato adottato 154 volte e e prorogato per 84. Se lo stato di emergenza decadesse “le funzioni del commissario straordinario cesserebbe. Il suo lavoro accanto a quello della Protezione civile si sta rivelando fondamentale. La struttura commissariale sta continuando a svolgere i suoi compiti come la produzione e distribuzione di beni strumentali utili a contenere e contrastare l’emergenza”, ha sottolineato Conte.

Quindi il premier ha rivolto un appello al parlamento: “Mi rivolgo alle forze di maggioranza, ma anche di opposizione, perché su questi temi non si deve ragionare su schieramenti precostituiti o logiche precostituite o a logiche oppositive”. La cessazione dello stato di emergenza, ha proseguito il premier, “determinerebbe l’arresto di tutto il sistema di protezione e prevenzione costruito in questi difficili mesi”. “Si è trattato di scelte difficili - ha ricordato Conte - che hanno comportato sacrifici ma che ci hanno permesso di superare con successo le fasi più acute dell’emergenza. Resto fiducioso che possa maturare qui in quest’Aula, con consapevolezza e piena assunzione di responsabilità, una convergente valutazione positiva su questo decisivo passaggio da cui discendono rilevanti conseguenze per l'intera comunità nazionale”.