La Scuola di Atene è un affresco realizzato tra il 1509 e il 1511 con una dimensione di 500 x 770 cm dal pittore rinascimentale Raffaello Sanzio ( Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520, è stato un pittore e architetto italiano, tra i più celebri del Rinascimento ) ed è situato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro "Stanze Vaticane", poste all'interno dei Palazzi Apostolici. E' una delle opere pittoriche più importanti dei Musei Vaticani.

Questo lavoro risale al momento in cui a capo della Chiesa c’era il papa Giulio II, il quale, a differenza dei propri predecessori, scelse di insediarsi nelle stanze superiori dei Palazzi Apostolici.

La Scuola di Atene parla del tema della ricerca razionale e offre una rappresentazione delle sette arti liberali con in primo piano, da sinistra la grammatica, l'aritmetica e la musica, a destra geometria e astronomia, e in cima alla scalinata retorica e dialettica. Col trivium e il quadrivium si dava origine a sette discipline fondamentali, le arti liberali dell’epoca.

Il trivio o trivium, stava ad indicare tre arti liberali ed il loro insegnamento: Grammatica e lingua Latina, Retorica, cioè l'arte di comporre un discorso e di parlare in pubblico è Dialettica e Filosofia.

Mentre il quadrivio o quadrivium, stava ad indicare quattro arti liberali ed il loro insegnamento: Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica.

Nell'affresco i più celebri filosofi e matematici dell'antichità sono ritratti mentre dialogano tra loro sullo sfondo di un immaginario edificio classico, rappresentato in perfetta prospettiva. Le figure sono disposte su due piani definiti da una larga scalinata che taglia l'intera scena.

La presenza di cinquantotto pensatori del mondo classico in questa composizione presente nella stanza della segnatura, non fa altro che dimostrare di come l’uomo avesse “conquistato” la realtà che lo circondava attraverso la cultura ed i suoi studi, diventando un punto fondamentale e di congiunzione tra l’antichità ed il successivo avvento del Cristianesimo.

I protagonisti dipinti al centro contro il cielo sono i filosofi Platone e Aristotele. Platone ha un braccio alzato e con una mano indica il cielo. Si tratta di un riferimento al mondo delle idee che furono l’oggetto del suo studio. Aristotele invece ha il braccio alzato di fronte a sé e il palmo della mano rivolto verso il basso. Con questo gesto il filosofo indica il suo interesse per l’esperienza e la natura.

Il significato del grande affresco è quello di celebrare la civiltà romana e il papato come erede della cultura della classicità. Alcuni personaggi hanno un aspetto che ricorda gli artisti contemporanei di Raffaello. Per esempio Platone ha le sembianze di Leonardo da Vinci che regge il Timeo e solleva il dito verso l'alto a indicare Il Bene.

Aristotele invece, il cui volto sembra essere quello del maestro di prospettive Bastiano da Sangallo e tiene tra le mani l'Etica Nicomachea. Il personaggio sulla sinistra, di fianco a Parmenide, dai tratti efebici, vestito di bianco che guarda verso lo spettatore sarebbe Francesco Maria Della Rovere, duca di Urbino e nipote del papa Giulio II.

Euclide (secondo altri Archimede) è raffigurato con l'aspetto di Donato Bramante. Michelangelo Buonarroti darebbe il volto al filosofo Eraclito.

Raffaello avrebbe messo anche se stesso nell'affresco, impresonando la figura del celebre pittore greco Apelle.

Lo stile dell’ affresco l’artista persegue il bello ideale. I personaggi sono dipinti con pose misurate, classiche ed eleganti. Il chiaroscuro è leggero ma funzionale crea delle figure solide e tridimensionali. Mentre i colori del fondo sono chiari, ocra e azzurro per il cielo. Le architetture non possiedono chiaroscuri profondi e le ombre sono molto leggere.

I contrasti quindi sono appiattiti e danno la possibilità di far emergere le figure dipinte contro il fondale. I personaggi emergono quindi per i loro colori saturi contro i colori leggeri e ingrigiti che li circondano.

Il grande affresco di Raffaello è una sorta di "manifesto" del Rinascimento che pone l'uomo al centro dell'universo. L'essere umano domina la realtà, grazie all'intelletto, in continuità dall'antichità classica al cristianesimo.

L’elenco dei principali personaggi presenti nella scena:

  1. Platone (con l’effigie di Leonardo da Vinci)​
  2. Aristotele (con l’effigie di Bastiano da Sangallo)
  3. Socrate
  4. Senofonte
  5. Eschine
  6. Alcibiade
  7. Zenone
  8. Epicuro (con l’effigie di Fedra Inghirami)
  9. Federico Gonzaga
  10. Averroé
  11. Pitagora
  12. “Bellezza e bontà” (con l’effigie Francesco Maria della Rovere)
  13. Eraclito (con l’effigie di Michelangelo Buonarroti)
  14. Diogene
  15. Euclide (con l’effigie di Bramante)
  16. Zoroastro (con l’effigie di Baldassarre Castiglione)
  17. Tolomeo
  18. Apelle (con l’effigie di Raffaello Sanzio)
  19. Protogene (con l’effigie del Sodoma o di Perugino)

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